Parigi è stato il mio primo viaggio all'estero. Avevo 16 anni, ero in gita scolastica e ho passato tre giorni a bocca aperta e i successivi anni sognando di ritornarci. Cosa che successivamente avrei fatto diverse volte. Ma mai per un concerto. Sentivo che prima o poi sarebbe successo, senza osare realmente sperarci. Il complesso di locali la "Bellevilleoise", è a Belleville : quartiere multietnico ben raccontato, tra gli altri, da Daniel Pennac nella saga dei Malaussene. Non ci ero mai stato. Quindi appena atterrati da Londra, catapultati in hotel per posare i bagagli, mi ci sono subito immerso per non sprecare nulla dell'ora di tempo a disposizione prima del sound check. Avevo il vantaggio di una destinazione precisa: la galleria d'arte italiana dove in questi giorni sono esposte le bellissime opere in cera di Francesco Sena, amico e artista torinese. Gli odori, le tinte e i saliscendi li ho trovati esattamente come li aspettavo, pur immaginando tutto più piccolo e concentrato. C'é una bella energia in quelle strade piene di vita, nei locali, nei piccoli ristoranti che vi si affacciano e per la prima volta non ho avvertito la sensazione estraniante da luogo "vetrina", che guasta un po' il piacere di Parigi.
Arrivammo a Londra. La vedemmo e la vincemmo. Le considerazioni del giorno sono illuminate da un sole tiepido e invitante. Come quello di ieri. Il decollo da Torino è stato a metà della mattinata. Una compagnia low cost rinomata con aerei nuovi molto prestanti ma con il pessimo richiamo del guadagno che obbliga gli altoparlanti di bordo e gli assistenti a continui strilloni per avvisare che tutto è in vendita, sempre, anche il giubbotto salvagente sotto il tuo sedile. La pace urla vendetta ma la prospettiva di questa toccata e fuga in terra d'Albione con un sold out giá scritto è molto eccitante. Manca la nostra parte. Quella di un concerto che renda onore al primo tutto esaurito dei Subsonica al Koko. Il Koko é un mattone della storia della musica in Inghilterra. Davanti alla platea di 1500 persone ha scalciato, urlato, suonato, sussurrato la maggior parte della musica che riposa nelle vostre playlist. Non c'e' tempo per il giro turistico.
Vista dall'aereo, l'Europa centrale oggi è plumbea, non ci ricorda per nulla che siamo quasi in primavera.
Tempo di posare le valigie ed è già ora di festa: si celebrano, infatti i cinque anni di un locale molto amato dalla comunità giovanile italiana, la Piola. La Piola "libri" per l'esattezza, deve il piemontesismo del suo nome a un torinese Nicola il quale, con il modenese Jacopo, ha dato vita a una attività capace di attrarre dalla mattina alla sera tarda studenti di italiano, stagisti del parlamento, intellettuali, bohémienne, coppie miste italoqualcos'altro, alla ricerca di libri-cibo-incontri letterari- musicali, e convivialità.
Ogni grande impresa poggia il suo primo passo su un solido terreno. Non mi vien in mente nulla di più intelligente da scrivere, per commentare la prima tappa di un tour europeo, a soli otto chilometri dal confine. Mendrisio, in altre parole Lugano: Canton Ticino. Dei ticinesi mi ha sempre messo allegria l'utilizzo un po' " letterale" della lingua italiana. Se fate due passi nei piacevoli giardini di Lugano, in riva al lago potete imbattervi in cartelli del tipo " si fa divieto di foraggiare i volatili". Qui il trailer di un film viene chiamato "lanciamento"! Una volta ho visto una scritta sulle finestre di una stazione di Polizia : " auguri di buone feste...da noi a voi!"
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