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SUBSONICA 01/08/11 11:50

Concerto a Padova (08-07-2011)

Concerto a Padova - 12.500 persone

Il nubifragio che ieri ci ha impedito di suonare, ha fatto si che me ne andassi a dormire presto, crollando in sonno continuo per 11 ore (!). mi sveglio quindi fresco e riposato, come non mi capitava da mesi.

C’è il tempo per farsi un pranzo come si deve e allora decidiamo di collaudare un ristorante nella parte alta di Bergamo (Berghèm de gura, si dice così? ;)). Se la parte sotto della città non regala particolari entusiasmi –Brianza industriale: capannoni su capannoni- , la Città Alta è tutta un’altra faccenda: uno dei pochi centri storici italiani ad essere ancora interamente cinti dalle mura medievali, Bergamo Alta val davvero una visita, con il suo dedalo di vie lastricate e la magnifica apertura su Piazza Vecchia con la Torre Civica. Proprio a pochi passi dalla piazza ci accomodiamo in un appartato ristorante e pranziamo come porci. Il record lo detiene Ivan, con un piatto di polenta e cinghiale, piatto ottimale per una calda giornata di quasi metà luglio. E poi vino, e poi frutta, dolce…insomma, alle 15 realizziamo fantozzianamente che tra qualche ora ci attende un concerto. Come si fa in questi casi: fiiii fiiii fiii (fischio) e mano che arieggia: fora dai bal. ;)

Ah, dimenticavo: con noi c’è l’amica Benedetta Mazzini, che ci accompagna fin dalle prime date del tour, in vista di un suo futuro servizio fotografico di tutto il giro su una ben nota rivista.

Yeah.

Autostrada, caldo imperioso, un mezzo abbiocco con nelle orecchie un disco che mi sta piacendo un sacco (Washed Out_Within And Without) e arriviamo a destinazione. Ah, quasi dimenticavo: Padova-piazzale antistante lo stadio Euganeo-festival di Radio Sherwood.

Ragazzi….quanti ricordi legati a questo luogo!

Ci siamo sempre venuti molto volentieri, lasciandoci travolgere dal calore smisurato del pubblico veneto…e non solo. E poi Sherwood significa impegno nella musica, ma anche impegno politico e antagonismo contro ciò che più ci fa girare i coglioni. Barbara e tutti i ragazzi della Radio hanno fin dagli albori percorso questa strada a fianco a noi e non nego che la notizia della vendita delle frequenze radiofoniche a un ente privato un po’ mi fa tristezza. Ma so che il denaro ricavato sarà impiegato nel modo migliore.

Dicevamo di cose che fanno girare i cosiddetti “cabasisi”, come li chiama Camilleri.

Stavolta, tanto per cambiare, si parla di TAV: domenica scorsa si è svolta la manifestazione contro l’inizio dei nefasti lavori in Valsusa, a Chiomonte. Presenti migliaia di persone, tra cui anche il sottoscritto, la propria amata consorte, amici e ragazzi del Centro Sociale Pedro di Padova, accaniti sostenitori della Causa. È finita –come tutti sapete- nel peggiore dei modi, con la polizia ad affrontare la questione stile Cile anni 70 –Pinochet era-lanciando lacrimogeni a profusione contro tutto e tutti. Certo, certo: c’erano i black bloc (ma quanti? Poche decine? Lo sapete voi?), ma per la maggior parte si trattava di gente comune, con le palle in giostra per una storia che proprio non va giù per il gargarozzo, senza maschera anti-gas, senza casco, che se n’è tornata a casa scornata, con in sacco l’orrenda esperienza dell’essere gassati con merde chimiche (gas CD, controllate un po’ sul web…), proibite da qualsiasi convenzione bellica. Ma vaffanculo, và.

Questa è la conversazione principale quando arriviamo, almeno per ciò che mi riguarda.

Grande solidarietà con i ragazzi, soprattutto per il fatto che proprio uno di loro ne è uscito malconcio, pestato per bene e pure ficcato dentro.

Poi c’è il lato piacevole, che il Veneto è terra che ha dato lontane origini a mia moglie e, ogni volta che suoniamo in zona, la gioiosa folla di zie e cugini è motivo di ritrovo familiare, ma soprattutto di festa grande, visti gli elementi coinvolti. 

Anche oggi sono tutti in arrivo –con mia moglie!- un sorriso mi si dipinge sul volto

Allora: tisana allo zenzero,breve soundcheck e via a buttare qualcosa nello stomaco. Solita scena, io e Ninja mangiamo, Boosta sonnecchia e dedica la giusta attenzione alla sua amata (che è qui con noi), Max da queste parti è come un topo nel formaggio e crea capannello ogni due metri. Samuel? Samuel si aggira guardingo tra i tavoli e, con la solita scusa che non può mangiare prima del concerto, spilucca qua e là dai piatti altrui. Samuuuu….Samuuuuu?

Come puoi negare qualcosa a uno con quella faccia lì??

Alle 21 l’area è già quasi stipata in ogni angolo –a fine serata ne conteremo quasi 12000- e sul palco inizia a salire una delegazione del Pedro/Sherwood, proprio a dire due parole sulla TAV, con tanto di collegamento video con Torino, dove si sta svolgendo un altro corteo contro l’Alta Velocità, proprio nelle strade del centro. Forza, ragazzi!

Alle 21.45, a prescindere dal fatto che la gente ancora stia entrando (le strade sono tutte bloccate da una coda mostruosa), dobbiamo andare in scena: tutto deve finire entro la mezzanotte, pena multe salate.

Ne approfitto della situazione “propizia” ed espongo la mia bandiera No Tav di famiglia…pian piano anche i miei quattro compari stanno iniziando ad appoggiare le mie motivazioni. I Subsonica non sono una band strettamente politica: più che altro siamo contro le porcherie che succedono quotidianamente (purtroppo).

Mi sto dilungando, eh…scusate.

La musica picchia ancora dura, durissima. Mi sta piacendo questo nostro momento “storico”: suoniamo bene e compatti, ma l’ironia regna sovrana sul palco. Samuel è molto più a suo agio che in passato, con battutine mordenti e dialogo con il pubblico, mentre Max illumina il lato più ragionato, ma anche più pungente. Anche lui, stasera , esprime la sua a proposito degli avvenimenti valsusini e lo fa con il solito grande trasporto.

La fine serata vede come teatro il backstage, che qui a Padova è molto, molto accogliente.

Mi dedico ai rapporti con la famiglia e, come sempre, finiamo a consumarci la gola a forza di parlare e ridere – motivo in più per rinfrescarla a suon di birre ghiacciate . Anzi, finiamo addirittura per prosciugare ogni risorsa in bottiglia e, verso le 2.30 è ora di levare le tende.

Buonanotte, amici.


V


SUBSONICA 28/07/11 11:14

Concerto a Barletta (23-07-2011)

Concerto a Barletta - 2.300 persone


SUBSONICA 28/07/11 11:12

Concerto a Napoli (22-07-2011)

Concerto a Napoli - 4.700 persone


SUBSONICA 26/07/11 16:10

Concerto a Ferrara (21-07-2011)

Concerto a Ferrara - 4.000 persone

Mi muovo un giorno prima, dato che trovandomi nella west side ligure dovrò percorrere in treno un bel po' di chilometri, con tanto di cambi ferroviari. E diciamo pure che Trenitalia non garantisce sufficiente affidabilità. Insomma se dovró essere ferroviariamente soppresso preferisco non rischiare ritardi il giorno del concerto. Inoltre a "rock sotto le stelle " questa sera suoneranno i "bloody beetroots", che da più di un anno girano il mondo con il supporto di tecnici della nostra squadra. Quindi facce amiche e situazione familiare. Ceno con Bob e Tommy, che sul palco questa sera saranno accompagnati da Jacopo, già batterista degli Zu e avranno con loro Dennis Lyxzen un incendiario front man svedese ex leader dei Refused e di International Noise Conspiracy. A me i bloody, piacciono il loro live dà sempre soddisfazione e credo che prima o poi dovremo fare qualche cosa insieme.

L'albergo è a venti metri dal palco, saluto, abbraccio un po' di amici, finisco per firmare anche io qualche autografo, faccio un in bocca al lupo ai bloody che tra poche ore saliranno sul tour bus diretti in Francia e nel resto del mondo, dove collezionano riscontri impressionanti.

Mi sveglio, chiedo una bici all'hotel e parto per l'esplorazione della città. Ho sempre patito il fatto di suonare in posti diversi avendo solo a che fare con furgone, palco e albergo. Più di una volta pur di catturare un qualche frammento emotivo del luogo sono uscito in piena solitudine, mani in tasca, dagli hotel nottetempo. Oggi avrò addirittura una mezza giornata a disposizione. E quindi Cattedrale, Castello, zona medievale con archi e e portici e poi via Ercole d'Este che percorsa fino in fondo diventa una strada metafisica che ti porta dalla città a qualche cosa di indefinito che può sembrare aperta campagna, quiete, cinguettio, profumi e storia. Palazzo Diamante e i suoi quadri rinascimentali enigmatici. Le mura (quasi tutte ciclabili come del resto il centro della città), quelle che danno sul verde del cimitero ebraico e altre vie bellissime di cui non ricordo il nome. Ferrara, vista così per la prima volta senza saperne nulla, ti lascia a bocca aperta, pare un luogo collocato più in Europa che in Italia, per il respiro degli spazi, per il coraggio della pedonalizzazione, per quella impressione di cura e di funzionalità che talvolta le città emiliane danno.
Nemmeno me ne accorgo che è già ora di raggiungere gli altri per il sound check.

Ecco, se vogliamo cogliere una nota storta, scopriamo che Ferrara e' uno di quei posti dove viene applicata la norma sulla limitazione dei decibel per i concerti. La stessa che sta rovinando il piacere del live a Milano, Bologna e in altre città nelle quali ormai si smette di andare a sentire musica dal vivo all'aperto. 95 decibel per un concerto rock sono un' idiozia. Ma su questo argomento, del quale discuteró anche con il giovane assessore alla cultura, perplesso quanto me sulla severità di tali restrizioni, abbiamo già intenzione di smuovere un po' di iniziative.
Il concerto é di quelli belli, l'atmosfera è calda anche se pubblico non è necessariamente dei più esagitati. Sappiamo che gli emiliani sono tendenzialmente tranquilloni e questa sera ballano, applaudono e si commuovono "civilmente" nello scenario incorniciato dalle mura del castello e da antichi palazzi. A fare i selvaggi del resto ci pensiamo noi, io in particolar modo finisco di nuovo con un dito aperto e sanguinante, dopo essermi più volte ripromesso di non pigliare più a pugni lo strumento.

Un pensiero lo dedicheremo a Luigi, un "terrestre" della prima ora che a causa di un incidente in moto è da poco uscito dal coma, alcuni amici hanno voluto raccontarci la sua storia e noi vogliamo fargli sapere che lo rivorremo sotto il palco al prossimo giro. Tra le persone conosciute : Manuele Fusaroli, produttore, musicista e tecnico con all'attivo produzioni come "il teatro degli orrori" e " le luci della centrale elettrica", ovvero Vasco Brondi. E proprio il cantautore ferrarese, sarà tra il pubblico, lo scopriremo da un sms di complimenti che lo schivo personaggio mi invierà nella notte. La centrale elettrica che per noi viandanti fa molto Blade Runner ma che per i ragazzi di qui è probabilmente qualche cosa di meno poetico e più minaccioso, é l'ultimo frame di questa tappa dell'eden. Domani partiremo per Napoli.

Max


SUBSONICA 26/07/11 16:04

Concerto a Roma (30-06-2011)

Concerto a Roma - 15.000 persone

La tappa odierna prevede la Capitale del nostro povero Stato: Roma.

Il collegamento ferroviario è perfetto -con 4 ore e poco più si è praticamente in centro- e quindi eccoci io, Max e Ninja seduti al tavolino del missile che ci porterà a 300 km/h a destinazione. Il fondamentale resto della band è già sul posto, essendovi arrivato il giorno prima da non precisati luoghi.

Due chiacchiere, un po’ di muuuusica, un pranzo e siamo arrivati a Termini, dove l’amico Ivan ci attende con furgone, per accompagnarci all’Ippodromo di Capannelle. Ci siamo già stati nel 2009, sempre all’interno della rassegna Rock In Roma, ed ho degli ottimi ricordi per ciò che riguarda il pubblico. Poi c’è da dire che a Roma veniamo accolti come se fosse una seconda casa: sarà per il fatto che, fin dai tempi del mitico Locale, il rapporto d’amore è sempre stato idilliaco, con tutti gli amici, cantanti, gestori di locali, attori sempre pronti a venirci ad ascoltare e salutare….ci stiamo bene, insomma. 

Una cosa che non ricordavo è la presenza dell’aeroporto di Ciampino a pochissima distanza, fatto che rende l’utilizzo degli in-ear monitor piuttosto difficoltoso. Le due radio frequenze tendono a intersecarsi e a interrompere il suono in continuazione. Questa è la situazione durante il soundcheck. Decido quindi brutalmente di togliere gli auricolari e godermi il concerto vecchio stile: casse monitor ai miei piedi e volume a manetta.

Chiaro, si perde un pelo di definizione sonora, ma è meglio che impazzire dietro al suono che –come si dice in gergo tecnico- “stacca” ogni dieci secondi.

Passiamo oltre.

Una piccola cena e poi mi dedico ad una video intervista per il blog di XL: l’argomento scottante riguarda la mia opinione sulla TAV in Valsusa, a due giorni di distanza dalla mega-manifestazione che si terrà a Chiomonte (TO), organizzata per esprimere il dissenso sulla grande opera (??) che dovrebbe devastare la Valle per i prossimi trent’anni. Mi fermo qui, tanto l’intervista la trovate sia sul sito di XL che sul mio Facebook.

Torniamo invece a bomba in camerino, dove (ad avvalorare la mia teoria espressa poche righe fa) si è radunato un piccolo manipolo di amici: Fausto Donato, nostro storico ex-discografico –ora in forze alla Universal- è una di quelle persone che quando la vedo mi mette di ottimo umore, tra aneddoti, ricordi e cazzate varie, raccontate con il suo inconfondibile accento romanesco “origggginal”….un Fratello. Lui e i suoi due splendidi figli.

E poi…e poi…e poi c’è Lui: l’Ottavo Re di Roma, unico e in forma più smagliante che mai. Antonelloooooooo!!! ;) yes, ladies & gentlemen: Venditti –o, come lo chiama Caparezza, Tony Vendetta- è tornato a trovarci. Abbronzato, occhiali fumèe, una sigaretta dietro l’altra a catena e una serie di frasi-perla da incastonare nella storia del Rock.

Io e Samuel decidiamo subito di introdurlo al rito dello zenzero: lui assaggia e subito: “Ahò, ‘sto coso ti tira fuori le media della voce da paura! Senti qua…(urlando)-I-Italoo! “

E dopo qualche minuto: “Vicio, ‘bbono ‘sto zafferano (sic), ce n’hai ancora un pochetto?”

Grande Antonello.

Poi però, quando c’è da raccontare storie sull’Italia musicale degli anni 70, il nostro diventa di una lucidità e di una competenza propria solo dei Grandi. Vero che Venditti ha raggiunto il successo di massa con gli album degli anni 80, abbastanza discutibili sotto il profilo artistico (e questo non vuol dire meno piacevoli), ma ha anche scritto un bel numero di pezzi spettacolari: Bomba o non bomba, Sotto il Segno dei Pesci, Lilly, Buona Domenica…musica e parole che hanno marchiato indelebilmente la cultura italiana.

Immancabile il brindisi con un beneaugurante “rompeteje er culoooo!” e si va on-stage.

L’Ippodromo è gremito all’inverosimile, saremo oltre le 10000 presenze: parte Giorni a perdere e dettiamo subito le coordinate di quello che sarà uno show esplosivo, divertente e spettacolare. Quando, su Depre, i tecnici salgono sul palco con il camice bianco, notiamo subito che sono uno in più: ragazzi…Venditti si è conciato come loro ed è lì sul palco, a saltare come un grillo e a fare il balletto stile Full Monty assieme agli altri sciagurati. Ma non è meraviglioso tutto ciò? Guardate che mettersi in gioco fino a tal punto, non è cosa da tutti, soprattutto quando sei Venditti, soprattutto quando sei a Roma!

Io mi godo le svolumate che arrivano dai miei monitor, il basso distorto mi strapazza i timpani e tutto il resto…..ma i latini non dicevano che “semel in anno licet insanire”? Tirate fuori il vostro IL e traducete, secchioni che non siete altro! ;)

In me risiede da sempre questa dicotomia: precisione sonora o aggressione senza pietà? Tony Levin o Lemmy? Facciamo un po’ di tutti e due e viene fuori il giusto ritratto.

Quindi.

Si finisce in gloria, con Venditti che –appena sceso dal palco- mi apostrofa così “ahò, hai suonato da paura…però…se vede che dopo un po’ te rompi i cojoni..”. bella descrizione, amico.

La festa continua nei camerini, con Ivan che si esibisce in cocktail spettacolari per tutti gli astanti. Parole, risate, complimenti…ce n’è per tutti i gusti. Nella parte del leone trascinatore, si unisce alla combriccola Lello (Raffaele Vannoli), proprietario/deus ex-machina del famoso locale romano ContestAccio e bravo attore cinema/TV.

Quest’uomo è un fiume in piena, incontenibile: anche quando sei a pezzi, riesce a farti fare le 5 del mattino nei modi più improponibili. Stavolta si porta via Max, Ninja, Venditti e un manipolo di altri amici in direzione Contestaccio. Le testimonianze del giorno dopo parlano di risate a non finire e festa grande.

Il sottoscritto se ne va invece bello filato in hotel, con orecchie e ossa tritate, ma contento e soddisfatto come un pap(p)a.


Vicio


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