Eih raga, per ragioni che non vi sto a spiegare, dopo accorati discernimenti, ho deciso di separarmi dalla batteria che per diversi anni mi ha accompagnato. Trattasi di
Yamaha Maple Shell 10000
Cassa 20
Rullante 14 x 4.5
Tom 10,12,13,14
senza meccaniche e in condizioni spettacolari.
Se qualcuno fosse intenzionato a barattarla con alcuni euri me lo segnali a ninja@subsonica.it
Una giornata e un quarto passata a Torino ed è ora di sveglia e aeroporto.
Si parte per Cagliari, vestiti leggeri. Qualcuno ha messo anche il costume nella borsa. Atterriamo invece sotto la pioggia di un grigio autunno. Depre totalissima. Principio di muratura dello spirito. A rischiararla basterà il sorriso dell'amico Diablo, collaboratore della Vox Day (organizzazione che si occupa delle date sarde). Il Diablo è personaggio curioso, cantante (Sikitikis) ed appassionato di musica Lounge. Ascolta dalla mattina alla sera colonne sonore di pellicole conosciute solo ai cultori più malati, vecchie canzoni piene di shanashabadanshanshan e musica da aperitivo. Lo immaginiamo anche di notte addormentarsi con una retina sui capelli e un auricolare d'epoca al suono di qualche vinile space age. Unisce tutto ciò ad un attitudine punkettona che gli vale la definizione di "Loungeabbestia". Il Diablo, se non si fosse capito, è un caro amico. Insieme a lui Davide Cattinari, storico organizzatore, cantante musicista pure lui (Dorian Gray) ed agitatore musicale dell'isola.
Si passa in albergo lobotomizzando i cellulari e si dorme un po'. Risveglio pesante come tutti i risvegli pomeridiani e sound check. L'acustica del Palasport di Cagliari è davvero pesantissima. Ad ogni colpo di cassa segue un rimbombo che si porta dietro l'eco di tutti i secoli di cultura dell'isola. Fortunatamente dopo la cena, in uno splendido esempio di localizzazione globalizzata-una trattoria sardo-cinese tra i vicoli del quartiere vicino al porto- troveremo il palazzetto pieno. Pieno di gente che garantirà anche una buona fono-assorbenza. Nonostante le difficoltà acustiche il pubblico si meriterà a fine serata l'appellativo di migliore del tour. Un'energia ed un entusiasmo contagiosi che, senza davvero togliere nulla a moltissime serate sostenute da una partecipazione commovente in giro per la penisola, ci lasciano senza parole. Davvero una gran serata, a fronte di energie che sembravano latitare nel pomeriggio. A fine serata Ninja e Samuel daranno forfait e si chiuderanno in stanza, mentre i più pimpanti (si fa per dire) Boosta, Max e un Vicio un tantino riluttante "°ç°**^sgggibisggini bzzz czzzo di sonno**°°" terranno fede all'appuntamento lanciato dal palco e raggiungeranno il Fabrik. www.electronicmusic.it è l'indirizzo del dj (dj Mausynth) che sonorizzerà la serata in modo encomiabile. Insomma questi Cagliaritani in fatto di suoni sono stilosi.
Da segnalare un curioso personaggio incontrato all'aeroporto. Paolo è il suo nome e responsabile di qualcosa all'Alitalia è la sua qualifica iniziale. Il simpatico Paolo ci incuriosisce poiché è una sorta di morphing di svariate nostre caratteristiche. Ad esempio una inappuntabile basetta alla Samuel contorna un viso somigliante vagamente a quello del nostro presidente. Paolo è nato 11 anni prima, però come Vicio fa prontamente notare sul suo tesserino aeroportuale viene riportato l'11 Ottobre come data di nascita. (la stessa di Max). Il pantalone è decisamente alla Boosta dei tempi d'oro, così come l'adidas ed il golf che spunta deciso da sotto la giacca a vento. Lo stile dell'occhialetto è inequivocalmente quello del Ninja. Lo guardiamo un po' ammirati, anche perché lui è tanto tonico quanto noi siamo sgualciti. Sembriamo i suoi roadies. Il buon Paolo viene invitato prontamente a pranzo confermandosi attento conoscitore ed esegeta di fonti subsoniche.
Altro personaggio davvero bizzarro è il custode del palazzetto di Cagliari. Pare che un tempo fosse stato sorpreso in qualità di occupante abusivo, e che per una sorta di formula per usu capione sia diventato il guardiano a tutti gli effetti. La sua passione è quella di mantenere la struttura con una cura appassionatissima e di affiggere fogli riportanti frasi, aforismi e varie "santeparole" estorte ai vari personaggi dello sport o dello spettacolo, transitati per di lì. Naturalmente non ci possiamo sottrarre. Diamo un'occhiata ai deliranti precedenti affissi e decidiamo per il non-sense di carattere. Citando una delle più brutte pellicole mai girate (anche se il Boosta troverebbe da ridire)-Harley Davidson e Marlboro Man- parafrasando una frase recitata da Don Johnson nel film imprimiamo a pennarello - nero su bianco - la seguente: "Mio nonno prima di abbandonare per sempre questo mondo di merda amava ripetermi spesso - ragazzo ci sono sfide che ti costruiscono ed altre che invece ti distruggono .Non ho mai compreso appieno il senso di quelle parole ma ci medito continuamente." Saluti dai Subsonica. Il tipo ringrazia commosso, approva con vistosi cenni del capo e appende. Non ci credete? Andate a verificare.
Concerto al Palasport di Cagliari
A proposito a Cagliari c'erano 2000 persone
Sassari Palasport 1700 persone.
Le notizie arrivano durante il viaggio del pomeriggio. Due ore e mezza di statale battuta da una pioggia assolutamente inedita per la Sardegna. Di cui veniamo incolpati.
Avevamo già le nostre informazioni e il tour manager (Capuzzo detto il Capo) non è uno che si fa abbindolare dalle spirali del "ma sì dai vediamo che poi vediamo". Il palasport di Sassari per i concerti è gestito da fare schifo e difatti l'accesso al pubblico è consentito solo sui lontanissimi spalti. Gli organizzatori locali (da non confondere con la Vox Day) tentano un intortamento ma alcuni dei nostri tecnici hanno già visto il film e ci avvisano. E non ci stiamo. Ben lungi dal volerlo fare minacciamo l'annullamento del concerto se non verrà consentito l'accesso al pubblico nell'area del campo. Campo tra l'altro ben protetto da un robusto rivestimento. Durante il tira e molla pomeridiano facciamo il check preparandoci al peggio. E' ora, la gente prima ancora che lo spettacolo inizi pretende e riesce a scendere dal confino delle distanti tribune per raggiungere lo spazio antistante il palco. Tutto bene, pensiamo, e ci prepariamo ad entrare. Improvvisamente il servizio d'ordine riceve istruzione di respingere i ragazzi sulle gradinate. Le luci sono accese, decidiamo di iniziare ugualmente. Parte la base, i ragazzi a quel punto sono incontenibili e riconquistano ciò che è nel diritto di qualsiasi spettatore di musica che non sia liturgica, operistica, leggera o altre menate. Durante l'intro - ovviamente ci risparmiamo l'ingresso con le torce - uno dei pischelli dell'organizzazione decide di salire sul palco cercando di farci smettere. I nostri tecnici lo placcano in modo molto soft, il tipo si divincola arrogantemente e insiste nel volerci bloccare. "Se non te ne vai subito prendi ceffoni!" è la risposta. Inizia il concerto che proseguirà sotto i neon accesi per ben due ore. Un insulto a quanti chiedono semplicemente di essere messi nelle condizioni di godersi in pace uno spettacolo ed emozionarsi ad un concerto esattamente come succede in tutto il resto del mondo. Un insulto a tutti quelli che hanno pagato un biglietto. Un insulto a noi, ma questo è secondario perché la gente è talmente bella da vedersi questa sera tra la prima e la ultima fila che lo spettacolo diventa spettacolo dal palco. Il pubblico è veramente incredibile e si diverte agitandosi quanto basta e partecipando dal primo all'ultimo pezzo. Addirittura i poliziotti in sala rendendosi conto della situazione parlando con i nostri responsabili dimostreranno di essere dispiaciuti dal comportamento degli organizzatori.
Concerto al Palasport di Sassari
Veniamo un po' al dunque. L'assessore allo sport -e presumiamo al tempo libero- è il diretto firmatario di alcune circolari appese in giro per il palazzetto che vietano l'accesso in sede di spettacolo alla zona incriminata. (la giunta è di centro-destra, così per info - ma potrebbe anche essere il contrario tante ne abbiamo viste) Il responsabile comunale del palazzetto dichiarerà ai nostri responsabili che per due ore ininterrotte chiedono lo spegnimento delle luci di servizio: "Io non sono una persona, io ragiono solo con quello che c'è scritto su questi fogli". Nel momento in cui i nostri Marco e Mirco che se si mettono in testa una cosa è meglio che ti levi, riescono a far ragionare il suddetto con un'ottica un po' meno da caserma, sembra che ci siamo. E invece no. Un funzionario di Polizia in borghese (un tipo azzimato che assomiglia tutto a Ghigo Renzulli dei Litfiba) sentenzia "Qui la luce non la spegniamo perché io voglio controllare quello che fa la gente. IOVOGLIOCONTROLLAREQUELLOCHEFALAGENTE".
Tutto questo mentre 1700 potenziali facinorosi teppisti stragisti sicuramente spacciatoriedrogati e visto che va di moda magari pure filo-terroristi ballano e cantano illuminati come polli al supermercato.
Alla fine non si capisce come mai a parte Camilla (tecnico luci) sono tutti contenti. Gli organizzatori, alcuni strani personaggi di cui non capiamo bene la mansione ma che sospettiamo avere a che fare con la struttura, i tipi del servizio d'ordine che si agitavano vedendo la gente pogare e che sono stati più volte invitati alla calma dai nostri tecnici ora chiedono autografi a tutto spiano. Mah, di sicuro c'è solo il fatto che a Sassari la musica c'è, è un'esigenza dimostrata da un pubblico appassionato e molto diversificato. Testimoniato dai numerosi dread-locks alle felpe metalliche alle magliette di gruppi come i Mogwai. Sarebbe ora che venisse rispettata da quelli che troppo spesso sotto elezioni si riempiono la bocca con presunte politiche giovanili e poi non si rendono neanche conto del secolo in cui vivono.
Dunque, per l'ultima volta...l'after è al Leoncavallo per la festa della semina. Ci sarà il concerto dei Persiana Jones e in uno spazio attiguo d.j. Boosta e d.j. Frola from "base ombra" più tutti noi in zona danze e dintorni. Ma quella che vi segnaliamo è anche l'esibizione dei Mambassa in apertura del nostro concerto. a seguire la presentazione dell'album uscito la settimana scorsa.
"Mi manca chiunque" è il terzo album della band piemontese a sei anni
dall'esordio. Un percorso di crescita che li ha portati dallo svezzamento di
umore blu neon (tra le cure del produttore Max Casacci) alla tappa di 2M
(caratterizzato dall'apporto hi-tech di Carlo Rossi), album che chiude una
travagliata serie di vicissitudini contrattuali e discografiche. La critica
segue il tutto con interesse e, in alcuni casi, con entusiasmo, le radio
trasmettono ma i Mambassa rimangono lì, un po' spersi tra vari cambi
d'organico, un po' spaesati sul terreno accidentato della discografia italiana.
L'approdo in Mescal crea il giusto habitat per la band, che trova l'assetto
definitivo , tralasciando la formula iniziale a due voci, per compattarsi
attorno alla figura di Stefano Sardo. Autore dei testi e, assieme al
chitarrista nonché amico d'infanzia, Fabrizio Lemon Napoli, di parte delle
melodie, il cantante pubblicherà (a giugno) anche un romanzo "l'america delle
kessler", edito da Arcana. mi manca chiunque - il titolo è un omaggio a
D.F.Wallace -è la conferma del suo talento. Un album di canzoni maturo e
malinconico, pervaso dal tipico senso di marginalità di chi è nato e cresciuto
in provincia. Melodie "precise" che riscaldano l'amarezza del passaggio ai 30
anni, sono rette da un sound più pieno ed emotivo che in passato (prodotto da
Josh Sanfelici) e fotografate con l'ironia un po' beffarda di chi non ha
granché da perdere. Personaggi e storie tratteggiate tra le nebbie di una
statale, tra le luci di un cinema multisala in mezzo a svincoli e capannoni,
tra non-luoghi che sfrecciano dal finestrino quando anche l'ultima discoteca ha
chiuso le porte e le luci della strada non appartengono né al giorno né alla
notte. I Mambassa raccontano storie nette in un'enorme realtà sfocata,
utilizzando suoni elettroacustici e distorsioni orchestrali. Analgesico
indispensabile per chi ha il cuore gonfio e una vita da rimettere a posto
No non ne sappiamo nulla. Qualche buontempone?
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