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SUBSONICA 03/07/08

Concerto a Roma

Concerto a Roma

E dire che fino a qualche anno fa avevo una paura fottuta di salire su un aereo..
Da qualche tempo a questa parte, invece, gli spostamenti subsonici avvengono spesso e volentieri con questo prodigioso mezzo, tanto comodo e veloce. Tranne quando arrivi in aeroporto e scopri che il tuo aereo ha un ritardo imprecisato in quanto è dovuto ritornare in parcheggio per imprecisati “problemi tecnici”…uhmmm…ma sarà che la nostra compagnia di bandiera deve in effetti chiudere i battenti?
Nulla ci scalfisce-il prode Ivan cambia/si fa rimborsare il biglietti e via, più veloci della luce sul volo successivo per Roma, tappa odierna.
Adesso, però, voglio aprire una parentesi: ma possibile che TUTTI gli ambienti al chiuso devono avere l’aria condizionata sparata tipo pinguini in Antartide?! Temperatura a terra: 25° - temperatura in aereo: 16°
Temperatura scesi dall’aereo: 30°-temperatura nel bus che ti porta al terminal: 18°.
E no! Ma cacchio…in un momento storico in cui si parla in continuazione di emissione zero, impatto zero,risparmio energetico, si va avanti imperterriti a consumare energia inutile per tenere le nostre stronzette carni al fresco mentre viaggiamo. Dai, abbassiamo un po’ l’intensità dei condizionatori, così la nostra gola e i nostri muscoli ne saranno contenti e anche le nostre città respireranno: tanto fresco c’è in casa o in macchina, tanto caldo si riversa sulle strade. Dovevo dirlo, sorry. ;)
Stasera si suona all’Ippodromo “Le Capannelle”, all’interno del Roma Rock Festival: siamo fermi da più di due settimane (quest’anno va così, c’est la vie), ma c’è grande carica nell’aria. Certo che il caldo della Capitale non aiuta e già durante il check, ci accorgiamo che il palco fa da cappa e si suda solo a respirare. In compenso c’è qualche sportivo che se ne batte altamente e,mentre noi proviamo, fa jogging sulla pista dell’ippodromo, salutandoci al passaggio, mentre aerei atterrano in continuazione sul vicino aeroporto di Ciampino: non so perché, ma questo contesto di oggi attira molto la mia attenzione e penso alla diversità delle vite che si incrociano in un medesimo istante. Ok, di Jung parliamo in un altro contesto. ;))
Mentre,invece,vale la pena menzionare i camerini dove oggi veniamo parcheggiati – una sala enorme, con pavimenti in marmo e poltrone/divani in stile reggia francese. Credo si tratti di una sorta di sala puntate del circolo interno dell’ippodromo o una chiccheria (pronuncia “sciccheria”) del genere.
Noi, con grande maestria, riusciamo in ordine a: far cadere una bottiglia di rhum per terra(Ivan), fare il nostro solito brindisi a base di bicchieri-di plastica-schiantati sul pavimento, rompere una manciata di piatti con un repentino spostamento di un tavolo (Max). L’espressione più giusta la conia il nostro amico Fausto che,entrando,esclama: “oh, adesso sì che questo è un camerino rock!!”. Grande Faustino, un fratello vero.
Il concerto.
Il posto è gremito da quasi 7000 persone e la temperatura, come tetramente prevedevo, è da vera fornace: già alla fine di Veleno sono sudato marcio e ho serie difficoltà a tenere alte le energie. A peggiorare la situazione c’è questo palco, reso “asciuttissimo” da un trattamento acustico a base di pannelli insonorizzanti – il risultato è che ogni minima imperfezione viene fuori alla grande, senza pietà. Aggiungiamo che il pubblico è stato posto per motivi tecnici piuttosto distante da noi e otteniamo delle condizioni non proprio ottimali per essere concentrati al massimo. Ma l’aver suonato centinaia di concerti insegna a dare il meglio in qualsiasi situazione, anzi, quasi a trarre linfa vitale dal disagio e tirare fuori la cosiddetta “carogna”. Fatto sta che ne viene fuori un’esibizione niente male e finiamo tutti felici e contenti.
Non è stato organizzato nessun aftershow, in quanto domani il trasferimento è piuttosto ingente (Azzano X, vicino a Pordenone) e ce ne andiamo tutti alla spicciolata in hotel. A me, Boosta e Ninja tocca un accompagnatore(amico di un amico) che,immedesimatosi in un driver hollywoodiano, parte a razzo in mezzo alla gente fuori dal’ippodromo e affronta la Appia Nuova come Felipe Massa. Scendiamo con i capelli (chi li ha) dritti come Paolo Villaggio in Fracchia La Belva Umana e buonanotte al mondo.

Vicio


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