A Firenze piove questa mattina. I Camion hanno alcune difficoltà a muoversi sulla terra bagnata. Sarà necessario trainare alcuni mezzi con un trattore e sperare nella clemenza del tempo. Se continua a piovere c'è il rischio di rimanere impantanati tra le salite e discese del parco di villa Demidoff.
Noi musicisti abbiamo appuntamento in piazza Vittorio a mezzogiorno e arriveremo - dopo non poche discussioni con il navigatore satellitare (Cipo alla guida: "fatemi stare zitta 'sta puttana...cazzo!!") che ci spingerà a fare una deviazione decisamente fuori porta - verso le diciassette.
Cipo e Max a 10 metri dall'ingresso del parco si fermano a domandare
ingenuamente indicazioni ad una signora con la borsa della spesa. La
suddetta gentile madama, mostrando evidente accento albanese (simile a
quello apolide della voce femminile gps) ci indica un percorso
improbabile che comprenderebbe un'inversione a U e la risalita in senso
inverso per 5 "zwe" 6 kilometri. E' evidente che deve avere equivocato
poiché proprio mentre ci accingiamo a fare manovra scopriamo i
manifesti e i cancelli.
Cipo - "ah ma allora questa è parente di quell'altra!!!"
Il cielo è sereno e solo l'allestimento del palco in visibile ritardo
ci fa capire che i tecnici devono avere avuto qualche difficoltà.
Ci rilassiamo in alcune stanze della villa adibite a camerino. C'è una
vista spettacolare e un'aria piuttosto fredda. Si sente che siamo in
alto rispetto alla città.
Con noi questa sera i Cinemavolta ad aprire il concerto. Qualcuno gufa
il fatto che l'unico evento dell'anno di Ligabue in contemporanea a
Reggio emilia, (con 200.000 spettatori previsti) porterà via pubblico
anche a noi. Dubitiamo di questa analisi perché pensiamo di avere
spettatori differenti. Magari nelle fila dei curiosi appassionati di
concerti in genere ci sarà qualche defezione, ma la fiumana di persone
che incomincia a riempire lo spazio davanti al palco tranquillizza
tutti i diffidenti.
Incominciano i bresciani, con qualche inconveniente tecnico subito
sistemato. Suonano una buona mezz'ora riscaldando un pubblico che si
mostra attento e piacevolmente impressionato.
Tocca a noi, si sente che c'è attesa. Dopo la data al Palamandela
(un'acustica decisamente penalizzante) i fiorentini avranno la
possibilità di ascoltare finalmente tutte le sfumature del concerto,
amnesie di Samuel incluse. Del resto gli abitudinari dei nostri live
potrebbero rimanere addirittura delusi senza qualche colpo di scena qua
e là sui testi.
Suoniamo un bel concerto, carico, con Max rientrato finalmente in
forma. Il pubblico ascolta e reagisce bene anche se forse non c'è il
solito massacro sotto il palco. Cioè ci sono applausi grida gente che
balla, però è tutto più tranquillo. Probabilmente il luogo aperto e
bellissimo amplifica questa atmosfera distesa. Nemmeno spiacevole.
A fine concerto ci fermiamo a firmare autografi e scattare foto. Un fantomatico locale, lo zero, ha diffuso la notizia arbitraria di un nostro after-show in città. Di solito quando succedono queste cose tuoniamo, a questo giro lasciamo perdere. L'unico di noi a recarsi in loco per ficcare il naso è Max seguito da alcuni tecnici. Si farà offrire da bere e eviterà polemiche che nn ne abbiamo nemmeno voglia. La serata è piacevole, la selezione anni 80' (quelli di Siouxsie e dei Virgin Prunes) ricorda per un istante Firenze come era conosciuta in quegli anni: capitale indiscussa del dark. Molti ragazzi giunti alla zero in seguito alla falsa notizia rimarranno un po' delusi.
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