....bene, si contano gli uomini validi: Max ancora moribondo per l'influenza, Samuel con un raffreddore che gli chiude la voce a citofono e Ivan...... il nostro Ivan ricoverato all'ospedale per un brutto incidente.
Abbiamo ricevuto la notizia ieri: a causa di un fornello ad alcol
probabilmente difettoso, il più subsonico dei non subsonici si è trasformato per
un attimo - e in modo fortunatamente parziale - in Johnny Storm, la torcia umana
dei" fantastici quattro".
Ricoverato in ambulanza nel reparto grandi
ustionati del C.t.o. di Torino, dopo aver fatto prendere a tutti un terribile
spavento risulterà guaribile senza alcun conseguenza in poche settimane.
Nel
frattempo le visite in ospedale lasciano come sempre il segno e in reparti come
quello dove al momento Ivan può concedersi il lusso di baccagliare le
infermiere, ci sono persone ridotte davvero malissimo spesso a causa di banali
distrazioni.
Una sigaretta accesa vicino alla pompa di benzina, il ritorno
di fiamma di una boccetta di alcol durante una semplice grigliata, tra gli
episodi più frequenti.
Siamo fragili, fragilissimi.
E' questo che silenziosamente pensiamo facendo ciao con la mano dal vetro al
faraone Ivan e alle sue bende, mentre posiamo la cornetta che separa le nostre
voci dalla sua chiusa nella stanza asettica. E se ne starà lì ancora per diversi
giorni e notti, a sopportare il dolore con grande stile e un sorriso sulle
labbra ancora incrostate.
Si commuoverà sapendo che a Milano gli abbiamo
dedicato il concerto, che è semplicemente il nostro modo di dirgli quanto gli
vogliamo bene.
Milano: arriviamo al Palamazda in anticipo, Max con un sacchetto della farmacia sempre appresso, tipo coperta di Linus.
C'è un massaggiatore nei camerini, che è anche una sorta di terapeuta. Metodo Grinberg o qualcosa di simile. In effetti pare funzionare. Sappiamo per esperienza che il Palamazda in estate è un posto molto faticoso da affrontare anche quando sei nel pieno delle energie. Il calore e la mancanza d'aria pesano.
Nel backstage prima del concerto ci vengono consegnati, incorniciati, i dischi di platino relativi a Terrestre.
Fabrizio Giannini, Pierluigi Raimondi e Gabriel Mompellio di Emi-virgin sono
gli officianti. Foto, sorrisi, pacche sulle spalle, strette di mano, solita
allegra procedura. Ci chiedevamo come sarebbe andata, a pochi mesi dal Filaforum
di Assago, oltretutto in concomitanza con il concerto di Ska-P e NOFX, due band
che muovono moltissimi ragazzi. E pare che le premesse siano ottime.
Tutti i
giornali hanno riportato l'evento, compreso il corriere che reca un titolo
delirante "Subsonica, il prossimo disco? In inglese!"
E lo spazio è tutto
esaurito.
Ora si tratta di fare un bel concerto.
Anzi per la verità si tratta di fare 3 bei concerti: questo, quello dell'independent a Bologna e quello di Roma, praticamente di fila.
Ad aprire le danze pensano i Sikitikis che riescono ad essere molto coinvolgenti. Con grande soddisfazione Diablo presenta ai milanesi la cover dalla morriconiana: "Milano odia, la polizia non può sparare".
Tocca a noi
Il pubblico di Milano si presenta diverso dal solito. Ci sono molti più
maschi e sono ragazzi vicini ai trent'anni. E quello che è meglio partono da
subito scatenati da paura. E' una bellissima accoglienza quella che ci riserva
il Palamazda. Sul palco c'è qualche difficoltà a tarare la dimensione di ascolto
tra la condizione all'aperto e questa improvvisa dimensione al chiuso. Però i
ragazzi sotto il palco trascinano molto e il concerto, non uno dei migliori
sotto il profilo tecnico risulterà molto intenso.
Max ha difficoltà ad
arrivare al termine del secondo bis, l'aria è quasi irrespirabile, il pubblico
chiede acqua in continuazione, ma alla fine la sensazione sarà appagante per
tutti. Ora si tratta di raccimolare forze e medicine per gli altri appuntamenti.
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