Partenza da Bologna e arrivo a Roma il Lunedì sera.
Boosta propone di
imbucarci ad una cena con l'editore Franco Fanucci. C'è anche John Lansdale, al
quale restuiremo in un divertente passaggio di consegne la figlia Kasey. Al
tavolo anche lo scrittore Niccolò Amanniti, dei suoi libri abbiamo parlato
qualche anno fa su questo stesso diario di bordo e Luca Valtorta attuale
caporedattore di XL. Quest'ultimo verrà convinto ad assistere al concerto di
domani nonostante i mille impegni. Valtorta é per fortuna giornalista attento e
curioso, non certo tra quelli che pretendono di svolgere il proprio ruolo
alternando la presenza tra redazione e campi da tennis.
A tal proposito tra
le diverse interviste tenute al telefono con le sedi romane dei quotidiani,
abbiamo riscontrato davvero pochi giornalisti che hanno dimostrato di essere
stati ad un nostro concerto.
La cena, in una piazzetta romana sarà piacevole e allegra, così come la
chiacchierata con il divertente scrittore texano.
Sempre a proposito di
giornalisti, il giorno successivo a pranzo dalle parti del Colosseo vediamo
spuntare dal dehor del nostro ristorante una figura familiare. Cappello barba
bastone e imprecazione sonora ............ "Ma li mmmortacciiiii, eeeche ccce
fate qua??. Aoooò e mmme dovete venììì a sonà ar campanello, io sto de casa qui,
li mortaaaaccci" e poi rivolto verso il proprietario del ristorante " Oh mmma tu
lo sai chi sò quuesti qua, ma lo sai onnno che ce sta er futuro daaa musica
italiana a magnà da te oggi......... questi qui so i Subbsonica!!" "me cojoni!"
è la pronta risposta dell'oste (che strizza un occhio) evidentemente più che
abituato a questo genere botta e risposta- tanto sonori da far venire il
torcicollo agli avventori - con il grande Paolo Zaccagnini. Invitiamo il canuto
cronista al nostro tavolo dove terrà banco per più di un'ora, raccontando di
viaggi, di avventure con celebri e consumate rock-star, di concerti di band (U2
su tutti) viste quando ancora non era uscito il loro primo album. Ed è un
piacere stare ad ascoltare, è un piacere sapere di avere in qualche modo
meritato la stima di una persona così: per nulla accomodante, decisamente
tranchant nei giudizi e assolutamente distante dalle lodi di rito. Zaccagnini ci
racconterà di essersi licenziato dal posto fisso in redazione dopo più di
trent'anni e di conservare il pass del nostro ultimo concerto romano come
simbolo di questa decisione avventurosa. Un abbraccio e un reciproco in bocca al
lupo.
Arriviamo alla centrale del tennis.
Ci comunicano il tutto esaurito anche per questa sera. Cazzeggiamo un po' con
i Sikitikis: anche per questo concerto apriranno loro, e facciamo il
sound-check. Finite le nostre prove vengono aperte le porte e i Cagliaritani si
trovano di fronte diverse centinaia di persone mentre ancora stanno montando gli
strumenti. Decidono di coinvolgere il pubblico che continua a d affluire,
presentandosi e annunciando di suonare per loro qualcosa che non sarà presente
nella scaletta del concerto.
Il tutto finisce con una versione
loungeabbestia in chiave quasi punk-funk di "storia d'amore" di Celentano.
Pubblico che balla batte le mani e ovazioni.
Quando i Siki saliranno di
fronte allo spazio gremito sapranno già di godere della complicità di una buona
parte degli spettatori.
La centrale del tennis è decisamente uno dei luoghi più belli per suonare all'aperto che abbiamo incontrato.
Le gradinate sovrastanti offrono un colpo d'occhio avvolgente sul pubblico. E
il pubblico romano questa sera è in splendida forma.
Un passo indietro e
siamo nei camerini, pronti al brindisi di rito.
Vicio accende il cellulare e
ci fa, "ho io quello che serve per un momento come questo, guardate un po' qua"
- sms mittente: Antonello Venditti
- destinatario: Vicio
-
testo: "rompeteje er culo!"
risate.
Parte un buon concerto, con qualche difficoltà per i nostri ascolti. Abbiamo
dovuto montare le casse in posizione piuttosto arretrata a causa delle
dimensioni più ristrette dello spazio e il suono ritorna sul palco confondendo
la percezione armonica.
La gente è incredibile, dal palco la visuale è
emozionante, ovunque corpi che ballano.
Potente il primo set, un po' più
sottotono la ripresa con i problemi di cui sopra che si fanno sentire,
decisamente in crescendo il finale.
Samuel spazza via rabbiosamente i
fastidi vocali del raffreddore, Boosta si lancia sul pubblico, per venire
restituito solo dopo un po' di tempo. Max spacca _involontariamente dice lui_ la
Gibson diavoletto sul finale de "l'odore".
Nei camerini conosciamo e salutiamo il regista Ricki Tognazzi.
A Trastevere salutiamo e conosciamo un bel po' di gente.
C'è anche speaker deemo, nei primi anni 90, elemento carismatico dell'Isola Posse All Star ("stop al panico"), attualmente il grafico che ha rinnovato il www subsonico.
Ci si perde tra i vicoli trasteverini, con un umore decisamente migliore di quello dei giorni scorsi.
Migliori come le condizioni di Ivan finalmente lontano da rischi e complicazioni. E qui tutti tiriamo un sospiro di sollievo.
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