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SUBSONICA 01/07/03

Concerto a Arezzo Wa ..

Concerto a Arezzo Wave - 20000 persone

Faremo la figura degli stronzi di certo, ma abbiamo rifiutato di arrivare ad Arezzo in tempo per interviste con domande e risposte oramai già pronunciate e trasmesse mille volte. Circa cinquecento chilometri di strada ci avrebbero costretti ad una sveglia alle nove. Andare a dormire verso le cinque e dovendo prevedere di essere in forma per una data che si prevede affollata da più di ventimila persone, ci sembra poco accettabile. In realtà Samuel preoccupato per la forma fisica proporrà di andare con un set chitarra e voce o comunque differente dal concerto solito in modo palese. Ma in fondo, se siamo un cavolo di gruppo di punta lo dovremo anche dimostrare in qualche modo, anche se in condizioni poco ottimali.

Quindi partenza verso le 14, niente check e arrivo giusto in tempo per vedere i mitici Loschi Dezi (una mitica band storica della città, successivamente trasformata in Mau Mau). Addirittura Max che ne era stato il primo produttore (nella sua prima produzione) avrebbe voluto arrivare per tempo e suonare insieme a loro un brano. In effetti i Loschi Dezi hanno lasciato un alone di fascino ed un grande vuoto intorno a loro. Questa sera si esibiscono con una formazione che assembla diverse generazioni di line-up: Luca Morino (mau mau) alla voce, Paolo Parpaglione (africa unite) al sax, Cato (africa unite) alla chitarra, Biula e Davide dell'Aquila (Loschi Dezi per sempre) come sezione ritmica. A sostituire il folkloristico Fabio Barovero (Mau Mau) impegnato, stasera c'è il tastierista dei Modho che non ci ricordiamo come si chiama. Perdonateci la divagazione ma per i Loschi riuniti straordinariamente, questo ed altro.

Arriviamo quindi mentre si preparano gli Statuto con i quali divideremo camerino e convenevoli. Poi cercheremo di rilassarci il più possibile. Rachid si presterà in qualità di massaggiatore usando come pomata il balsamo di tigre. Entro breve il camerino sembrerà una manifestazione dopo il lancio dei lacrimogeni. Meglio così, avremo meno visite e staremo più tranquilli che ce n'è bisogno. Non riusciremo nemmeno a seguire Morgan con il suo nuovo ed interessante set. Di nuovo Boosta che strilla (avete presente Fantasmi da Marte?), di nuovo rhum nei bicchieri di plastica bevuto d'un fiato, con accartocciamento violento proprio mentre lo stomaco riceve il colpo di calore. Il tutto questa sera però sarà filmato da un qualche obiettivo di telequalcosa. Quindi se doveste mai vedere questo bizzarro rituale trasmesso da qualche parte saprete che significa. Prima di salire ci perdiamo in saluti con Avion Travel, Mixo con il quale qualche secolo fa Max condivideva una band, Morgan, i Marlene, e il grande Manuel. Anche alcuni Africa Unite sono già in zona anticipando la presenza sul palco prevista per il giorno seguente. C'è qualcosa in molti di questi musicisti che ci accomuna, indipendentemente dalla musica, ed è qualcosa che ha a che fare con il sentirsi completamente artefici del proprio destino. Non c'è nulla nelle carriere di questi gruppi che non dipenda dalle proprie volontà capacità e determinazione. In mezzo ovviamente c'è la fortuna, i giusti interlocutori e collaboratori. Ma è qualcosa di diverso dell'avere una stagione felice grazie ad un ritornello azzeccato o allo stanziamento esorbitante per un buon video. E' qualcosa che rende queste persone tutto sommato serene e molto poco frustrate, o invidiose o sospettose del lavoro degli altri. Basta spostarsi su una traiettoria più vicina al cuore della discografia per avere a che fare con artisti magari sempre apparentemente affabili e complimentosi ma non altrettanto sinceri e rilassati. Vedere Bunna, Manuel e Cristiano a fine concerto tentare disperatamente di scoprire se nella necropoli chiamata Arezzo esista un qualsiasi locale aperto alle due e mezzo di notte e per farlo consultare le pagine gialle telefoniche "....sì 
attenda...uhm vediamo......pub? no mi dispiace....discopub? nemmeno......ma locali notturni in generale?...mmmh vediamo ecco ho un night club, può andare bene?" sono scene che non si dimenticano. Come neppure la furgonata notturna verso l'hotel a cantare a squarciagola Tozzi e Drupi facendo la gara a chi ricorda più parole del repertorio nazional-deteriore dei tempi andati. A volte c'è da pensare che la stagione musicale italiana di questi anni sia da ricordare per la concentrazione di uno spirito sincero e appassionato, tanto quanto per la musica che solo il tempo ci dirà quanto sarà stata indelebile.

Torniamo un passo indietro e saliamo sul palco di Arezzo Wave, manifestazione davvero sempre più imponente nella struttura organizzativa. Saliamo sul palco e attacchiamo Il cielo su Torino, sembra che ce la possiamo fare piuttosto bene. In realtà pagheremo la stanchezza in termini di concentrazione. Vicio sbaglierà un conteggio di clock prima dell'Errore e ripartiremo, Max dopo aver accordato la chitarra per il primo brano con una corda abbassata di mezzo tono, si appresta ad accordarla per il secondo brano dimenticandosi di premere enter al cervello e quindi rifacendo l'operazione precedente. Si ritroverà da solo con il distorsore schiacciato e uno stadio pieno di gente che lo guarda a far partire l'accordo del ponte di "Colpo di 
Pistola" con la tonica abbassata di un semitono. Nemmeno Strawinsky avrebbe tollerato. A parte questo la gente scende dagli spalti per raggiungere il prato oppure rimane a ballare agitandosi a perdita d'occhio. Arriveremo alla fine "abadam abadam" di Rachid ad abbracciarci e a salutarci tra noi e con i tecnici davanti ad un pubblico molto caloroso.

E' stato un tour davvero incredibile e ricco di soddisfazioni, vissuto in mezzo a fratelli veri e non semplici tecnici e/o organizzatori. Speriamo di adombrarlo nei prossimi anni con qualcosa di altrettanto emozionante per tutti. 


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