Il residence dove ci troviamo è a Marina di Massa. Scopriamo con piacere che è provvisto di una piscina dove potremo eseguire impeccabilmente tutto il protocollo del vero coatto in costume da bagno. Si incomincia con piccoli gavettoni per poi passare allo spingere in acqua quelli sul bordo, fino ad organizzare delle squadre che prelevano a turno la gente sulle sdraio e la catapultano in vasca. Il tutto condito con fastidiosi tuffi a bomba. Insomma ci manca solo la piramide umana. Ci sono anche le "tipe" a completare il quadretto. Alcune amiche di Ivan (presumiamo), che nel frattempo si aggiudica il trofeo "burza della stagione" straripando penosamente dal costume come un cinquantenne, ci raggiungono per trascorrere un paio di ore.


Il nostro fonico Cipo sostiene che se non lo paghiamo abbastanza torna a cantare con gli Oasis.
Nel frattempo Max tenta inutilmente di ricordare al resto della banda che nel frattempo ha incominciato un torneo di mazzate a cavalluccio, l'appuntamento con John Vignola e Emanuele Pietripaoli. I due giornalisti stanno infatti completando la stesura di un libro sul "primo album" di diversi artisti. Inutile dire che arriveremo in ritardo. Anche perché Ivan - cicciobombocannonier con la bussola nel... - oggi con gli itinerari tergiversa mica da ridere. In un impeto di freestyle topografico ad un certo punto blocca il furgone di fronte ad un cartello "Tunisi" facendosi finalmente raggiungere da ragionevoli dubbi. "Ehm..forse è meglio chiedere!".

Usciamo finalmente dalla zone d'imbarco dei traghetti e riusciamo a raggiungere la zona di ponte Parodi dove in una cornice molto suggestiva è collocato il palco. Da lì sopra vedi una parte del porto e il mare. Appena arrivati Max si chiude per un'ora buona in camerino a rivangare memorie del tipo "...correva il millenovecentonovantasei...". Ninja sale sul palco mentre è in corso il set di Tricarico. Più che altro per seguire il batterista. Si tratta infatti di Walter Calloni, un session-man storico oltre che insegnante per intere generazioni di drummer. Una di quelle figure che si ammirano durante l'infanzia mentre si studia il proprio strumento e nei confronti delle quali si stipula una sorta di contratto di ammirazione indelebile. Il Ninja storicamente ragazzo timido, che è riuscito a vincere l'esitazione solo in occasione dell'incontro con la batterista di Lenny Kravitz (per motivi che instillerebbero spirito di iniziativa anche ad un defunto), si lancia e si presenta. Il decano della batteria a quel punto gli sorride complimentandosi e rivelandogli di ricordarsi perfettamente di lui. Fin dai tempi dei concorsi per giovani batteristi che vedevano il nostro Ninja trionfatore assoluto e Walter Calloni, appunto, tra i membri della giuria. Il Ninja raggiunge il Walhalla dei musicisti e ascolta tronfio ed inebetito il seguito: "..e secondo me al momento i Subsonica sono il gruppo numero uno in Italia". Non ci sono prove certe ma supponiamo che un fenomeno di levitazione abbia avuto luogo nei pressi del palco. Tutto questo mentre Samuel rischiando la vita sfreccia sul sedile posteriore di una vespa tra i carrugi di Genova a velocità da scippo. Uno degli organizzatori del festival, lo storico Totò Miggiano infatti lo sta conducendo, infrangendo la barriera del suono, verso un negozio Diesel a scegliere alcuni vestiti in omaggio per il gruppo.
Il resto della compagine incomincia le operazioni di nutrimento nei pressi dell'area self-service. Al tavolo anche la band di Madasky, ex compagno di Max con Africa Unite e vari progetti precedenti. Il clima è molto amichevole anche se il mastodontico pinerolese ha appena avuto diversi litigi con l'organizzazione a causa dello spostamento in scaletta. Una sorta di ripicca per aver accettato di suonare altre date in zona. A nostro avviso a Madasky sarebbe spettata di diritto la collocazione serale, prima del nostro set. Comunque a tavola si ride e si scherza anche con l'irresistibile Mauro Tavella (Turbinator Mt) fonico degli Africa unite e anche nostro nei primissimi esordi. Facce note, come succede spesso nei festival, interviste e saluti. Seguiamo lo show del Techno-Yeti che sul palco fa il bello e il cattivo tempo improvvisando argomentazioni socio-politiche con piglio cyber-catastrofico, shakerando i suoi bravi musicisti fino a sbatterli violentemente al suolo, percuotendo con un bastone sciamanico tastiere e monitor e attraversano il palco con falcate fino ad inciampare rovinosamente ma con classe sul jack del chitarrista. "Questa è una trappola, attenti alle trappole" sarà il tocco di classe per recuperare con stile. Comunque il suo show è energico, ben suonato e si conclude con il trascinante gabberone di "Chemioterapia".
Della crew anglo-indiana che precede il nostro set ricordiamo poco o nulla, anche perché il concerto di questa sera è di quelli a cui prepararsi con un po' di concentrazione. Difatti ad una certa ora inseriamo il pilota automatico nei confronti del mondo esterno per ritrovarci magicamente tutti insieme in una delle zone meno illuminate dietro il palco. Qualche esercizio fisico, una golata di red-bull, streching per qualcuno, semplice silenzio per altri.
Parte la base, c'è qualcosa di molto rassicurante nella voce dello speaker che enumera i vari test di regolazione stereofonica come se stesse mettendo a punto uno shuttle. E' una di quelle voci calde e paterne che avevano alcuni attori e doppiatori o più sovente le voci fuori campo dei documentari negli anni sessanta e settanta. Prima che facessero la loro comparsa gli speaker volgari alla "Dynastisucanalecinque", tutti lobotomia & vvvuozamerica per intenderci. Parte il primo pezzo e finalmente lasciandoci alle spalle i fastidi tecnici delle precedenti date, tiriamo giù una bella palata di concerto. Con noi anche Rachid. Ci dispiace solo - non avendo toccato Genova neanche nel giro invernale - di dover tagliare la scaletta di mezz'ora e di non avere con noi la scenografia e i nostri quadri luce.
Fine concerto non molto rilassante, dovendo discutere di mille questioni organizzative con la Mescal. Cosa che giustamente succede ogni qualvolta riusciamo ad incontrarci. All'ordine del giorno tra l'altro l'invito da parte del Social forum a partecipare al concerto che si terrà il venti Luglio a Genova a seguito della manifestazione. Apparizione che ci troveremo a suonare in formazione ridotta, forse chitarra e voce, essendo la sera prima a Napoli e avendo serie difficoltà ad avere i nostri strumenti al seguito.
Esiste un solo promoter in tutta Italia che riesce a lamentarsi anche di una serata con quattromila e cinquecento spettatori paganti, si chiama Totò e gli vogliamo bene anche per questo. Un po' meno la Mescal che si ritroverà avvitata in discussioni interminabili fino alle cinque del mattino.
Concerto a Genova
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