Boves - Palazzetto Polivalente - 2000 spettatori
Giusto un giorno di tempo per respirare l'aria pesantuccia della nostra città, stringere mani amiche e sollevare brindisi di aperitivi e il cellulare squilla di nuovo. La solerte chiamata di Ivanmission impossibleArrazzo" ci riunisce in Piazza Vittorio per la partenza del furgone. Destinazione: Boves, in provincia di Cuneo. Medaglia d'oro per la resistenza.
Ci separano un centinaio di km che consumiamo facilmente attraverso la campagna piemontese accompagnati dai suoni di un datato disco dei Faith No More. Il palazzetto di Boves è una struttura polivalente medio-grande che si trova nel bel mezzo di questo paese posto ai piedi dei monti cuneesi.
Appena arrivati ci troviamo dinanzi a un pool di tecnici capitanati da Cipo, allegramente intenti a pulire pezzo per pezzo il banco mixer che durante il trasbordo dalla Sardegna ha subito una vera e propria inondazione di olio della macchina del fumo (che non si pensi male: è quel macchinario che emette il fumo scenico sul palco...), colato misteriosamente attraverso i bauli nel camion. Attendendo il termine dei lavori di pulizia ne approfittiamo per fare un paio di interviste telefoniche (chi deve farle) o per rilassarci sotto un piacevole sole.
Intanto il tempo scorre, finiamo il sound-check e ci accorgiamo che nel frattempo sono arrivati i nostri nonni-punk Krisma, accompagnati da una ballotta di giovani amici con capigliatura rastamanna :questa sera i due biondo-criniti apriranno il nostro show come già per Pordenone.
Ci trasferiamo in una vicina pizzeria per la cena dove il nostro tour-manager Cochise viene vessato a suon di ricordi dei tour dei Krisma - nei quali lui si agghindava con zeppe e capello cotonato - e in meno di un'ora siamo di nuovo nei camerini pronti per iniziare. Maurizio Arcieri che non finisce mai di stupire per la quantità di ricordi da antologia, lungo il tragitto ci racconta di avere assistito all'arrivo delle SS durante l'eccidio di Boves. Aveva quattro anni e i suoi genitori erano stati sfollati da Milano in questa zona a causa dei bombardamenti.
I Krisma aprono le danze martellando le 2000 persone accolte con un quarto d'ora di violente sferzate techno e brani di repertorio tra cui la livida "Black silk socking" tratta insieme a "Lola" dal "Chinese Restaurant" targato 77. Scesi dal palco hanno ancora l'energia per scambiare qualche consiglio con Samuel sul look da adottare.
Saliamo noi sul palco e ci diamo da fare per quello che sarà un concerto abbastanza ricco di energia - soprattutto da parte del caloroso pubblico - nonostante le condizioni del Samuel che da un paio di giorni gira con un intero ospedale al seguito, causa di problemi alla gola. Per rendergli la vita meno difficile escludiamo dalla scaletta "Colpo di pistola" e "Ieri". Da parte nostra del resto non ci sentiamo certo dei boccioli di rosellina appena colta. Ma Maurizio Arcieri seduto, come di suo solito in postura da grande Guru dell'underground a bordo palco, sentenzierà ... "ragazzi, siete stati meglio degli Ultravox!" In sala anche Cristiano Godano dei Marlene che non nasconde una predilezione per "Tutti i miei sbagli". Al termine del brano verrà infatti visto uscire solitario per far rientro nella vicina dimora. Avvolgendosi la notte in spalla come mantello .
Finito lo spettacolo tutti quanti a nanna - le giornata di domani è campale e il Palavobis non accetta scuse di stanchezza...
Concerto al Palaboves di Cuneo
Ed eccoci qui - pronti ad affrontare in gran spolvero quella che ha tutta l'aria di essere una data record: 7000 biglietti bruciati con la sola prevendita in uno dei templi della musica live in Italia!!
Il viaggio verso Milano (10000 persone al Palavobis) sotto il cielo plumbeo ci dà il tempo di ascoltare i remix di Nuova Ossessione fatti in chiave electro dal collettivo torinese General Elektrik, i quali si dimostrano materia molto interessante e ci aiutano a stemperare quel po' di tensione che fisiologicamente si va insinuando a bordo del furgone. Tensione? Tensione.... Emozione? Sì sì... emozione è la parola giusta quando ci troviamo all'interno del Palavobis vuoto nel pomeriggio. Un vero flash, così come il mastodontico impianto appeso ai lati del palco.
Ora, è vero che Cipo non èproprio un vichingo per dimensioni ma questo scatto rende bene l'idea sul comeci siamo voluti rapportare tecnicamente all'evento. Senza gravare sul prezzo delbiglietto abbiamo voluto dimostrare che si può presentare uno spettacoloall'altezza di spazi come questo. È difficile da spiegare, ma l'ordine dimensionale è davvero grande e sembra di trovarsi nel bel mezzo dell'allestimento di un concerto di qualche famosissima band Y che andavamo a vedere da ragazzini.... Questa sensazione è ampliata ulteriormente dalla presenza fuori dal palazzetto di una decina di paninoteche ambulanti e di cinque o sei banchetti di magliette tarocco. Girano addirittura voci di bagarini che bussano ai finestrini delle auto di un'ormai chilometrica coda in Viale Certosa. Il numero dei chilometri aumenta ad ogni passaggio del racconto. Siamo veramente allibiti. Ma a poco a poco iniziamo a prendere confidenza delle situa: basta vedere la faccia illuminata del Ninja quando batte il primo colpo di cassa del sound-check per capire che l'impianto ci darà non poche soddisfazioni.Volume da spettinare un bue muschiato!
Finite le nostre prove dei suoni arrivano anche i Mambassa - freschi freschi di un nuovo convincente disco - che stasera saranno il nostro opening-act.
Valerio Soave è il nostro discografico. Ed ogni tanto si diverte a fare il discografico. Avendoci incrociati recentemente e avendo constatato nelle nostre condizioni un lieve principio di massacro psico-fisico, ha pensato di stupirci regalandoci a sorpresa mezz'ora di massaggiatrice a testa nei camerini. A tutti tranne ad un Ninja refrattario nel farsi toccare da chicchessia. Un vero peccato per lui, vista l'espressione da santoni ayurvedici con cui gli altri escono a turno dalla stanza.
E il tempo sembra correre a mille, perché quasi non ce ne accorgiamo e i Mambassa sono già on stage. Anche per loro il colpo d'occhio è impressionante, in quanto nel frattempo la gente ha riempito praticamente in ogni remoto anfratto il Palavobis, facendo sfiorare al conta-persone la clamorosa cifra di diecimila!! In ogni caso il gruppo di Ste Sardo e Lemon tira fuori gli artigli e produce una validissima mezz'ora di emo-rock che va a ripescare anche la loro cover di Pensiero Stupendo risalente ai tempi del loro primo disco.
Et voilà: tocca ai Subsonica. L'uscita sul palco ci lascia tutti piuttosto "inchiodati" - beh... dare un'occhiata alle foto del pubblico per capire - ma poco per volta iniziamo a ingranare. Peccato che le pirotecniche tastiere del Boosta sembrino stregate e il loro suono vada e venga per tutta la durata del concerto. Anche la chitarra del Presidente fa le bizze in continuazione. Morale della favola: a fine serata i nostri amici, discografici e personaggi vari fanno la fila per farci i complimenti per l'incredibile successo della serata, ma noi non nascondiamo un velo di insoddisfazione per tutti i problemi tecnici. Vabbè. Il concerto non è da annoverare tra i miglioridel tour ma non possiamo dire di esserci risparmiati. Così come non si èassolutamente risparmiato il pubblico, davvero incredibile. Una sicuramenteperformance basata più sull'energia che sui dettagli.
Intanto la festa si sposta al Leoncavallo, dove è stato organizzato un after-show che vedrà protagonisti in nostro dj Boosta e Andrea Frola, noto dj torinese e agitatore dei martedì drum&bass del Barbar. L'unico vero superstite per tutta la notte si rivelerà l'eroico Max che si improvviserà anche vocalist; Ninja e Vicio capitolano dopo un'ora a pezzi per la stanchezza, mentre di Samuel si perdono completamente le tracce.
Concerto al Palavobis di Milano
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