Concerto al Mamamia - Senigallia. 1800 persone più alcune centinaia rimaste fuori dal locale.
Mentre Piazza Vittorio si prepara per la sua mondovisione pre olimpica tra sound-check, rampe da snow-board innevate artificialmente, tribune e cotillons il furgone prende il largo. Destinazione Marche. Prima di partire Ferruccio (padre di Max) ci impresta una Vhs di Cannibal, film -musical completamente fuori di testa. Al termine di cotanta grand guignolesca prova (molto divertente..se vi capita) qualcuno mette su una cassetta con il live del tendaestravagario di Verona. E' la prima volta che abbiamo modo di"guardare"il nostro concerto. Come ben potete immaginare la nostra percezione dal palco è assolutamente incompleta. Ed è una bella sorpresa vedere tutto il lavoro di luci e di scenografia viaggiare in sintonia quadro dopo quadro. Ci piace, ci piace parecchio.
Lasciamo alle spalle un tempo da lupi per viaggiare verso una tiepida primavera. A Torino diluvia mentre qui sembra Maggio inoltrato. Vediamo il mare. Il Mamamia è un gran bel locale. Bello lo spazio, l'acustica, gli interni. Anche se siamo più legati alle architetture spartane e industriali il design degli interni non è del genere fighetto, viene da dire bello e basta. Ogni tanto capita pure.
Tutti i propositi di astinenza dal cibo prima del concerto si sciolgono all'arrivo delle portate preparate da una sapiente signora del locale che di tanto in tanto fa capolino per assicurarsi che tutti gradiscano. E gradiscono, gradiscono. Al punto che la prima parte dello spettacolo risulterà più "rilassata"del solito. Però il concerto viaggia molto bene. Cipo in via sperimentale utilizza il nostro impianto come di consueto in abbinamento a quello del locale dove a basso volume vengono rinforzate la voce la chitarra e le tastiere. C'è anche spazio per un po' di cabarettismo inter-nos nell'episodio che vede due tecnici "gobbi" (Raffa e Talu) costruire una micro bandierina bianconera e infilarla tra le mani dell'astronauta mascotte che è appiccicato sulle tastiere del torinista Boosta. Il tastierista non se ne accorgerà prima della metà del concerto momento nel quale si profonderà in aggrottamenti di ciglia degni dl primo Abatantuono vedendo il suo strumento profanato e sentendosi inerme con le mani impegnate dall'esecuzione. Da segnalare la presenza in sala dell'ottimo gruppo anconetano Yuppie Flu, precedentemente incontrati e invitati in quel di Milano in occasione del concerto dei Notwist.
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