Concerto al Vidia. 1200 persone. locale esaurito.
Si sale verso la Romagna attraversando il morbido paesaggio marchigiano. Sul monitor ora c'è X-Men film tratto dall'omonima testata Marvel. Soddisfa un po' tutti. Ninja e Boosta che considerano eccessivamente neo realisti talvolta anche i film di 007, hanno la loro buona dose di botti e di effetti, i più cinefili invece che sono anche fumettofili hanno di che compiacersi. Il Vidia è un locale decisamente storico nelle mappe dei concerti e Max ha di che raccontare ricordando di quando nella seconda metà degli anni ottanta (roba da carbonio 14) veniva a mixare i primi concerti degli Africa Unite all'interno dei raduni Reggae nazionali. Il racconto procede tra gli sbadigli di quasi tutti con la descrizione delle condizioni estremamente naif nelle quali si girava all'epoca. In 5 sulla Uno di Madaski con gli strumenti (la batteria fortunatamente era una simmons e stava nel bagagliaio) e a fine serata puntualmente si scopriva che nessuno si era sbattuto per la sistemazione. "Quindi in tre in macchina e un paio stesi sul marciapiede a passare la notte sotto le stelle come vecchi pionieri". Il tono quasi nostalgico con cui vengono pronunciate queste frasi si mescola con il russare di alcuni. C'è chi minaccia di dipingersi gli occhi sulle palpebre per sopportare meglio questi racconti. Il Vidia è un locale storico che però non ha mai strappato la palma per l'ospitalità. Anche non manca assolutamente nulla il rapporto non è mai stato dei più calorosi. Ma neanche dei peggiori.
Durante il pomeriggio ci intratteniamo con alcuni ragazzi della zona che devono aver vinto qualche concorso via sms o simili. Sturie di foto, domande, firme di autografi etc. A seguire un po' di agonismo nel cortile del locale con Boosta e Vicio e qualche tecnico impegnati in una sfida di calcetto contro una squadra femminile del posto. Risultato in pareggio. Proseguono le vessazioni calcistiche stavolta ai danni di Mirco il nostro direttore di produzione accesissimo tifoso granata benchè cittadino riminese. Una sedicente organizzazione "canaglie bianconere" inserisce nel p.c. del buon torinista lo stemma della juventus come sfondo del desktop. Il Ninja (principale indiziato) si offrirà di ripristinare lo sfondo neutro all'insorgere delle prime convulsioni. E' ora di sound-check e di interviste. Al ritorno dal ristorante il locale è già quasi stipato. Questa sera in sala ci sarà Strapper il" Mutoid" che ha realizzato il molleggiamento per le tastiere del Boosta. Noi lo abbiamo ribattezzato "one piotta!" poiché pare sia quello il suo onorario per qualsiasi tipo di opera. Che si tratti del ponte di Brooklin come della filettatura per un bullone. Il simpatico inglese si presenta in camerino con giacca e una cravatta a forma di aragosta. Cioè non disegnata, proprio aragosta aragosta.
Il concerto riesce decisamente bene e prima del finale a sorpresa inseriamo "Cose che non ho". E anche il dopo concerto che si snoda tra i tre ambienti sonori (sala superiore nu-metal, sala sul palco elettronica e pista principale stile libero) è piuttosto caldo. Arriviamo in albergo scaglionati più o meno alle prime luci dell'alba, qualcuno zig-zagando vistosamente.
Da segnalare il singolare dialogo tra Max ed una ragazza con al collo una croce di Taitzè. "Sai Max due anni fa ricordo di aver commentato i tuoi testi dicendoti-mi fanno schifo, ora ho un po' rivisto la mia posizione ma ritengo che tu dovresti fare una cosa prima di metterti a scrivere........ pregare Max.....pregare. Ciao". Riuscite ad immaginare l'espressione del presidente con tanto di cuba libre in mano e fumetto-nuvoletta con punto di domanda?" Sì che ci riuscite.
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