Il furgone viaggia spensierato sull'Aurelia mentre dai finestrini entra una tiepida aria primaverile, quello che ne fuoriesce, turbando non poco le facce dei pedoni, è un greatest hits di Dean Martin sparato al volume di un concerto dei Ministry. L'autoradio distorce that's amoooooooreeeeeeeeee mentre ci comunicano telefonicamente l'elenco delle interviste. Sono sei per stasera ed una ventina per domani. Domani faremo anche un'apparizione a Sanremo rock con i Krisma sul palco presentando così l'uscita in radio di "nuova ossessione". Questo in realtà è lo scopo dell' ennesima gita ligure, beccare nell'arco di due pomeriggi il filotto di tutte le radio e gran parte delle redazioni qui riunite per il festival. Cartello Sanremo. Prepariamo le pose da spararci pronti all'immersione nella mecca della canzone italiana. Affiliamo i vari heeeeey.....com'è?....carissssiimo.....il tuo pezzo, come mi sembra? Avanti..... avanti di cinque semafori e rodiamo le formule per riuscire a dire ciò che senza dirlo ma rimanendo in pace con te stesso per via del fatto che non hai neanche affermato il contrario. Esempio, di prima mattina a "'radio neurone sconosciuto'' dopo averti fatto ascoltare nell'attesa della diretta la musica più brutta dell'universo, (selezionata con estrema cura) ti capita di dover rispondere alla prima domanda "...occheoccheoccheeeeiii ai Subsonica chiediamo subito in diretta ...ragazzi vi piace Ron?" Che è già una bella domanda del cazzo di per sé. Torna sempre utile poter rispondere con giusta verve, "moltissimo tra l'altro questa canzone è anche stata ripresa dai Beatles che devono averla trovata irresistibile!'' (avete presente il brano in questione? Avete presente "Here comes the sun"? Esatto!)
Incontriamo nei vari studi radio nell'ordine: Grignani, Leone di Lernia, Renga e Maurizio il baffo. Che naturalmente andiamo a salutare. Dopo una serie di botta-risposta ci rendiamo conto però che non si ricorda assolutamente di noi. Non per sua stessa ammissione, ma a seguito di una serie di commenti piuttosto incongruenti. Gettiamo la spugna un po' tristi mentre il vivace baffo è ancora impegnato negli svariati complimenti e auguri di prassi. Siamo invece piuttosto allegri nel pregustare una ricchissima cena di pesce. Difatti Sanremo stimola nei discografici quella amabile grandeur che crea situazioni ghiotte e piacevolmente pantagrueliche. In più stasera è pure il compleanno di Samuel. Quindi sbranando chele e molluschi riempiamo vuotiamo e ririempiamo tintinnanti calici preparandoci per il dopo serata rivierasco. A tavola viene discussa l'ipotesi di alcune versioni in Inglese da distribuire in Europa con alcuni discografici Sony. Gli stessi che offriranno gentilmente la cena a tutti noi alla salute degli azionisti.
In un locale chiamato zoo...zoo...zoo qualcosa c'è Andy dei Bluvertigo che mette i dischi. Max saluta tutti e se ne va in albergo mentre il resto della band si butta nelle frivolezze nottambule. In cima ad un cono di plexiglas sospeso a due metri d'altezza l'amico Andy tutto vestito d'arancione fa il suo effetto. Rimaniamo in loco una mezzora poi usciamo alla volta di nuove avventure. Salutati anche da alcuni affabili condomini che sottolineano il clima di festa rovesciando secchiate di acqua in testa agli avventori del vivace locale.
In realtà l'argomento principe dibattuto dai più in questi giorni è la sempre maggiore inadeguatezza dello spirito locale all'evento mondano - festaiolo. A partire da prezzi esorbitanti comparati a una proposta modesta nella forma e nei contenuti. Artisti e discografici ed addetti vari inviperiti per ritrovarsi docce fredde in alberghi da 200 euro a notte. Barman e camerieri giudicati malmostosi ed approssimativi, popolazione locale che sembra malsopportare l'evento come malsopporta il turismo, come malsopporta qualsiasi cosa. Insomma il trend quest'anno è quello di ipotizzare un Sanremo in località tipo Rimini. Raccogliamo anche la testimonianza di un taxista che senza mezzi termini esplode in una vibrante autocritica con accento ligure: ''noi qui a Sanremo siamo degli autentici bastardi e se continua così non ci vengono neanche più i pensionati da queste parti."
Vabbè, riportiamo tutto ciò per dovere di cronaca. Comunque la serata termina in discoteca ad abbruttirsi di brindisi per il compleanno di Samuel, raccattiamo per strada anche Gabriele Ferraris, cronista solitario con licenza d'alzata di gomito. Il mondano Gabriele mette in pista anche un tavolino riservato a ''la Stampa'' e la situazione prende un taglio decisamente Puff Daddy con tanto di cesti di frutta bottiglie in fresco e amiche di vecchia data - attualmente in forza ad etichette discografiche e management vari - che non aspettavano che misurarsi con festaioli del nostro calibro. Alle prime luci dell'alba si conteranno svariati dispersi. Nelle interviste day after si conteranno biascicanti ed afasici.
Durante una diretta radiofonica l'attenzione di Boosta e Max viene attirata da un libercolo recante iconografie induiste. Un furtivo movimento della mano e i due sbirciano la prima pagina che riporta il seguente incipit: "ci si sente spesso domandare chi è Swami Prabhupada..." i nostri vengono colti da un'irrefrenabile attacco di ridarola che cresce esponenzialmente quanto più aumentano i tentativi di contenimento. Compromettendo ovviamente l'esito della diretta.
E' tempo di ricongiungerci con i nostri nonni punk. I Krisma ci aspettano al palazzetto (ancora in costruzione) ribattezzato in radio dalla Gialappa's "Palaminchia". Una colata di cemento con sostegni d'acciaio e rivestimento in plastica. Il tutto sulla spiaggia. Mancano le vetrate, infatti fa un freddo cane. Passiamo dal trucco al palco per le prove telecamera. E dalle prove alla registrazione. Playback. Cristina è in splendida forma e guadagna ben presto la scena, Maurizio è in un angolo col suo Machintosh intento a far girare loop techno anche durante la registrazione. Nell'effetto generale sembra più che altro che stia chattando. Un grande. Segnaliamo la presentatrice Jane Alexander ed un bacio labbro su labbro tra costei e Samuel allo scopo di ringalluzzire ed intrattenere lo sparuto pubblico infreddolito. Seguiranno scambi di numero ed appuntamenti per le varie feste successive. Insomma Sanremo è una roba da prendere così o da andarsene a dormire in albergo. Cosa che alcuni di noi prontamente fanno, non prima di aver gozzovigliato ospiti questa volta della nostra Mescal. Durante la cena veniamo raggiunti da Marco Berry che si prodiga in una serie di trucchi ed inganni battendoci un tot di euro e scolandosi una bottiglia a forza di "scommettiamo che io bevo questo bicchiere prima che tu...". Il tutto ripreso dalle telecamere delle Jene. Non possiamo neanche dare luogo ad una rappresaglia perché pare che sia amico d'infanzia di Max e infatti i due attaccano a cianciarsela come lupi di mare. In tutto questo Cristina e Maurizio stanno dando spettacolo raggiunti da sciami di fan over-50 desiderosi di autografi. Saluti che sanno di rimpatriata fra loro e il Ruggeri dei tempi dei Decibel che siede al tavolo di fianco al nostro. Due giorni all'insegna dell'insostenibile leggerezza dell'essere che salutiamo senza eccessivi rimpianti.
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