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SUBSONICA 13/09/11 14:29

Concerto a Catanzaro (11-09-2011)

Concerto a Catanzaro - oltre 20.000 persone


SUBSONICA 13/09/11 14:27

Concerto a Ravenna (09-09-2011)

Concerto a Ravenna - 2800 persone


SUBSONICA 08/09/11 09:19

Treviso (04-09-2011)

Treviso

Quindici giorni di vacanza volati via in un flash.

Mare, sole, nuotate e mancanza di orari..tutto sparito velocemente per lasciare spazio alla ripresa delle grandi manovre (non quelle buffonate che arrivano dal parlamento, eh ;)) della nave madre subsonica.

Con ancora in bocca il retrogusto che ti lasciano le belle cose: cioè il concerto di Gallipoli, un tripudio di festa, suono e colore.

E allora via, dritti verso il Veneto che tanto ci vuole bene.

In realtà parto un giorno prima degli altri e -approfittando della mia parte di parentela veneta “acquisita”- mi godo una giornata in quella Meraviglia che è Venezia, affollata e vibrante più che mai, visto che siamo nei giorni della Mostra del Cinema.

Come dicevo prima, il Veneto è una terra con la quale abbiamo un grande rapporto d’amore, fin dagli albori della band: Sherwood, il Pedro, il Rivolta il New Age, il Muretto, il fu Magic Bus…i Subsonica devono molto a questi locali e alle persone che ne sono (o ne sono state) coinvolte.

In tutto questo, Treviso è stata “toccata” proprio pochino dai nostri concerti –un paio di volte, se non ricordo male- e quella odierna è l’occasione perfetta per colmare questa lacuna.

L’Home Festival si svolge all’interno dell’ex-area doganale, un ampio spazio con parcheggi comodi, e merita una menzione di merito. Al suo secondo anno di svolgimento, è una manifestazione gratuita, fortemente voluta dai ragazzi che gestiscono l’Home (locale trevigiano con programmazione di concerti e dj set) e quasi interamente auto-finanziata, se non fosse per la presenza di qualche sponsor. Un grande aiuto lo fornisce la decennale esperienza organizzativa di Davide Bonato: personaggio chiave in Veneto e non solo, Davide è una persona di poche parole, ma vanta un curriculum di tutto rispetto, tra centinaia di concerti organizzati e giorni passati a dirigere il palco come tour manager per Afterhours e Marlene Kuntz.

Insomma…tutto figo, no?

Ma…c’è sempre un “ma” nella vita.

Soprattutto quando a fare la voce grossa è Madre Natura. E, negli ultimi tempi, sembra che la Signora si stia piuttosto incazzando.

Certo, le previsioni del tempo sono sempre più attendibili e, per questo fine settimana, non dipingono un quadro caraibico nelle zone settentrionali.

Si riesce a montare tutto quanto. Poi piove. E, allora, copri tutti gli strumenti, per evitare che prendano acqua e si sputtanino. Poi smette. Quindi si può fare il soundcheck e una piccola folla riesce anche goderselo con grande piacere (è ciò che percepisco, non voglio banfarmela… ;)).

Quindi la situazione meteo sembra stabilizzarsi, in barba a tutti i menagrami.

E invece no.

Giusto il tempo di farsi una breve cena con Ninja e qualcuno della crew (gli altri sono andati in hotel), mentre una delle band “di supporto” inizia a suonare, e arriva l’Armageddon. Tuoni, fulmini, raffiche di vento stile Ferrari e pioggia a più non posso. Ma non pioggia normale. No. Secchi d’acqua, cataratte in apertura, sfoghi renali di tutti i santi dell’universo.

Io e Ninja rimaniamo chiusi nel nostro container-camerino, con somma paura che questa specie di tromba d’aria ci porti via assieme ad esso, o che –in alternativa- ci crolli un pezzo di palco sulla zucca. Scherzi a parte: l’Heineken Jammin’ Festival del 2008 ci insegna che con questo tipo di avvenimenti non si scherza: guardate anche cosa è successo quest’estate in un festival country negli USA (raffiche di vento a 150 km/h, 5 morti)….via tutti e di suonare non se ne parla neanche. Considerato anche il fatto che: metti caso che smetta di piovere…tutta l’acqua riversatasi sugli strumenti quasi sicuro che qualcosa ti sputtana. E se non funziona qualcosa nel bel mezzo di Quando? Vi incazzate come delle bestie o no? E in ogni caso non si può accendere la corrente su un palco bagnato: scossa assicurata...

Siamo spiaciuti, amareggiati e incazzati.

Ma “felici” che, mal che vada, qualcuno si sia preso una bella lavata e niente più.

Anzi: andando via con la mia macchina, incrocio molta gente per strada, mezza nuda, in mutande e decisamente alticcia.

Un occasione come un’altra per fare un po’ di festa in più…


Vicio


SUBSONICA 08/09/11 09:17

Concerto a Gallipoli (14-08-2011)

Concerto a Gallipoli - 5.500 persone


SUBSONICA 08/09/11 09:07

Concerto a Viareggio (12-08-2011)

Concerto a Viareggio - 4.000 persone

Sono stanco.

Pensiero numero uno.

Finiti i concerti, non penso altro che ad andare a dormire: vita sociale niet, nix, nisba.

Il rischio è quello di perdersi finali “a schifìu” tipo quello di ieri sera, tra un paio di folli che si sono messi a prendere a pugni il furgone e a insultare Max, Ninja e Ivan, al grido di “ci vediamo in Valsusaaaaaa!”.

Prego, ragazzi: io ci abito e vi ospito quando volete.

Quando ci ritroviamo nella hall dell’albergo, questo è l’argomento principe. Un po’ sorrisi, un po’ amarezza, ma questi sono i rischi del mestiere.

Di chi lo fa con il cuore, per essere precisi.


In questi giorni, sto incorporando nuove nozioni geografiche, curiose davvero.

Pensi alla distanza Ascoli-Follonica e dici: che sarà mai, tagli l’Italia per metà e sei arrivato! Seeeee…cinque ore. Brescia-Viareggio? Mah, ci vorrà almeno tutto il pomeriggio…capito un cazzo. Poco più di 250 km, quindi 2 ore e ci sei. Allievo Luca V. bocciato, please. ;)

La buona notizia è che c’è tempo per farsi un pranzetto come si deve, in tutta calma – la cattiva notizia è che, in zona Brescia, quasi tutti i ristoranti sono chiusi per ferie.

Ne troviamo uno sulla strada, indicatoci dalla mirabolante app Around Me di Max Casacci e vai di pappatoria. Oddio, livello piuttosto Y, ma ci godiamo le pareti attorno a noi, su cui c’è appeso di tutto. Alcune foto di: Santana. Antonacci, Vasco e Ligabue. Qualche trofeo di bocce, foto di automobili sportive e…un manifestino pubblicitario di un corso da sub (ma dove caspita lo fai da quelle parti?!?).

Casual, che in inglese significa appunto “casuale”. O “accazzo”, se preferite.


Oggi si viaggia molto bene, con un bel sole fuori dai finestrini e la strada che si snoda lungo gli Appennini tra Parma e La Spezia. Il furgone sonnecchia in silenzio, per cui ne approfitto per mettere l’animo in un centro di gravità permanente (faticoso da raggiungere), con cuffiette e lettore sintonizzato sui suoni più disparati: Murcof, Radio Dept., persino gli A-Ha (!). il connotato è vagamente malinconico, ma la malinconia –quando non è una situazione reale- è un bell’angolino in cui stare. Vedi cosa succede ad aver ascoltato i Cure negli anni 80? ;)

A Viareggio siamo piazzati all’interno della Cittadella del Carnevale. Struttura praticamente nuova -da cui dovrebbe passare il futuro dell’importante manifestazione da cui prende il nome - la Cittadella racchiude un museo, un percorso multimediale e un’esposizione permanente dei maestri della cartapesta, che caratterizzano il Carnevale. Davanti al palco, ci sorvegliano, ad esempio, i faccioni di Papa Wojtyla e di Sergio Cofferati.

Al centro della forma ellittica, la grande arena, che vanta una capienza da 9000 persone in piedi.

La prima persona che ci viene incontro, appena arrivati, è un nostro amico storico, compagno di mille e una notte: Andrea “Andreone” Canavesio. Un vero omone di quasi due metri, di aspetto burbero, ma di una simpatia e di un’affabilità senza paragoni. Andreone è una figura chiave nella Firenze dark degli anni 80, quella che ha dato i natali a Diaframma, Neon e ai Litfiba del fratello Piero Pelù (che mi chiama poco più tardi, tra l’altro..). Proprio di questi ultimi due, diventa rispettivamente tour manager e direttore di produzione. E poi una marea di altri eventi, tra cui spicca anche il Gay Pride 2010, di cui è stato direttore responsabile. Un pezzo da novanta della produzione, insomma.

Per noi è stato una presenza costante di tutti i primi concerti in Toscana, ma adesso erano più di cinque anni che non ci incontravamo, per cui l’affetto si dimostra in dosi ancora più massicce.

Il check è anche oggi una formalità, visto e considerato anche che sul palco il sole picchia ancora alla grande. Però ne approfittiamo per rinfrescare la memoria con un paio di pezzi che non suoniamo da un tot: Il Cielo su Torino e Nuova Ossessione.

Cena leggera, tra verdurine, arista e frutta e mi rinchiudo in camerino, vicino ad un Ninja dormiente il sonno del giusto ;-) c’è parecchio viavai attorno a noi, tra organizzatori, crew e gente varia. È la classica situazione che patisco: prima dei concerti ho bisogno di quella mezz’ora di calma e relax fisico/mentale (chiedere silenzio è troppo)…ma suonare in una band significa anche che non tutti si ha le stesse esigenze e gli stessi bioritmi; bisogna sapersi ricavare i propri spazi – regola d’oro, che vale in tutti i vari momenti di un tour.

Comunque sia, arriva il momento del brindisi e anche dello showtime.

Anche stasera siamo in tanti, oltre 4000, e l’adrenalina non fatica a salire subito al massimo.

Da quel punto di vista, Giorni a Perdere è davvero IL pezzo ideale con cui partire. La bordata drumpunk&bass mi scuote sempre da capo a piedi e poi insegna a picchiare duro, mantenendo il groove rilassato: un ossimoro, che però funziona – più suoni affrettato, più perdi potenza/più stai sul ritmo, più fai male. Avete mai visto Dieguito Maradona affannarsi durante un dribbling? Anche quello è groove!

Bum bum bum e si arriva al finale. Stasera vi sorprendiamo: niente L’Odore e giù di Nuova Ossessione. Finiamo con la disco music suonata con piglio cattiiiivo e filiamo in camerino, dove –in pochi nanosecondi- ci separiamo in tante unità. Samu via, Bubu via, io saluto i ragazzi fuori dalle transenne e schizzo in hotel (sto crollando a pezzi). Max e Ninja sono due irriducibili: dopo il momento autografi, vanno a cena in un ristorante e finiscono alle ore beate in un localino a Viareggio. Con loro Ivan, Andreone e altri ragazzi dell’organizzazione del concerto.

Prima o poi mi farò iniettare in vena un po’ di sangue loro: sono sicuro che dentro ci nascondono qualche segreto genetico. ;-))


Vicio


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