-hey ho finalmente avuto l'idea giusta per il titolo del live!
-spara
-Tutti i miei sbagli!
-
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-ha ha ha ha ha ha
-he he he he he he he
-ha ha ha ha ha ha ha ha
-he he he uh uh uh eheheh...tuttiimieisba..ah ah ah aha
-he he buonanotte! he he
_ 'notte
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-
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-ha ha ha ha ha ha ha ha
-eh eh eh eh eh eh eh eh!
Cosa avremmo fatto nei panni del carabiniere che ha centrato in piena fronte un manifestante (affermando successivamente di non aver avuto l'intenzione di uccidere) con in mano un estintore nel mezzo di scontri provocati dalle violente cariche delle stesse forze dell'ordine? Premettendo che non siamo in sintonia con chi bolla a priori qualsiasi azione delle suddette forze dell'ordine perché abbiamo ancora l'idealistica abitidine di classificare il mondo in base alle persone prima ancora del proprio ruolo sociale, pernsiamo che non sia sbagliato farsi ancora qualche domanda in più. Del tipo che cosa stavano facendo con quel defender (4 ruote motrici tanto potenti da non rimanere incastrate da nessuna parte , figuriamoci tra i merciapiedi di Genova) i carabinieri in questione, e perché non sono stati sparati i colpi in aria d'avvertimento che si insegnano anche alle semplici reclute di naja. Ma poi soprattutto chi veramente puo credere che di fronte ad una pistola sfoderata si possa pensare di lanciare un estintore con l'intento di avere la meglio o di voler davvero uccidere qualcuno.
Robe di kappa, qualche anno fa uno degli attuali manager di Vitaminic, era impiegato alla robe di Kappa, era appassionato di musica ed ha offerto a Subsonica, Oasis, Mogway, Chemical Brothers e molti altri gruppi la possibilità di scegliere molti vestiti della ditta Torinese di abbigliamento sportivo. Cosa che é stata assai gradita dai musici in questione, quindi non una sponsorizzazione vera e propria. Successivamente la ditta é stata criticata per la presenza di stabilimenti in Birmania, nazione che notoriamente con molta scioltezza si fa un baffo con tutta una serie di diritti democratici.
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....Marco ha un attimo di abbiocco e di sconforto per i mille rientri nel microfono della voce.
Sono le tre meno un quarto. Boosta ha già intrapreso il cammino verso il giaciglio. La mathmos gialla partorisce morbide bolle e bollicine filamentose. Dal divano di velluto riemergo dai pensieri e mi sporgo verso il mixer.
"Un normale e tutto sommato lieve attacco di spleen da mixaggio". Suggerisco di abbassare un po' il volume, di cambiare casse, di tirare un po' dentro la voce e di alzare piatti e charleston della batteria. Magari di fare un break e ascoltarci qualcosa d'altro. "Birra?" "mmmh sì ce ne sono un paio in frigo". Lavoriamo su "Gente Tranquilla" da una quindicina di ore e non é male anche ancora non ci fa impazzire.
Siamo forse tra le poche persone ancora sveglie in tutta la cittadina e questo alimenta indiscutibilmente il fascino dell'atmosfera notte. "Freghiamocene dei rientri e sbattiamo la voce in un chorus, che tanto anche sull'album c'é un effetto simile, ci sta dentro un livello più visionario anche in relazione alle parole". "Sì, in effetti mi stavo arenando". Si lavora bene con Marco, é pacato, sereno ma non un tranquilloide. C'é oltretutto una certa dose di conoscenza e di reciproco rispetto che mette nella confortante situazione di poter dare per scontate un'enorme quantità di cose.
"Dai Marco, guarda che sui tempi ho fatto un po' di strategia della tensione ma anche se questo mix lo passiamo domani non ci ammazza nessuno. Siamo pure a buon punto anche tenendo di imprevisti di vario genere. "Ci mettiamo il pubblico di Roma qui sotto?" ""Mah vediamo, certo che decine e decine di migliaia di persone fanno il loro effetto...anche se vorrei evitare un po' il taglio celebrativo dei live troppo pomposi. Qui in fin dei conti il senso é quello di presentare le canzoni che si suppongono conosciute in una veste diversa. Pezzi che sono stati composti ed immediatamente registrati riascoltati dopo un anno di vita sul palco, non é che ce ne frega più di tanto di far sentire quanta gente applaude o canta...vabbé ho capito vada per il pubblico di Roma".
Marco taglia e cuce le tracce digitali del Logic-audio: macchie nere longitudinali che ricordano un ingrandimento della zampa di qualche insetto o varianti espanse delle tavole di Rorschach, test psicologici proiettivi. Un universo un po' minaccioso che scorre e si modella sotto il picchiettare veloce della dita sulla tastiera del Mac. Un universo sonoro. Ogni macchia uno strumento. Tac e lo sporco sulle corde del basso é consegnato all'oblio. Tac e la parole che Samuel ha pronunciato con una esssce romagnola recupera una dignita fonetica accorciando un pelo la zona delle sccc. Ben inteso quello che é stato suonato é stato suonato, però lavoriamo in modo da renderlo al meglio. Dal vivo il coinvolgimento e l'emozione sono fattori fondamentali che rendono ininfluenti la percezione di alcune imprecisioni dovute ai movimenti, al fiato corto agli ascolti non sempre ottimali. L'ascolto decontestualizzato dell'audio di un concerto ha bisogno di un po' di cura. Quindi, il larsen che ad un certo punto parte perché saltando il chitarrista ha schiacciato tre pedali al posto di uno lo salutiamo, la voce che va e che viene di livello a causa delle corse sul palco del cantante verrà compressa fino a risultare lineare. Un lavoro che non si fa certo in un minuto. Però in effetti alla quattro meno cinque ci si può anche concedere il game over. Anche perché una volta fuori dallo studio la passeggiata tra gli edifici cinquecenteschi avvolti dal più totale silenzio è un ottimo decongestionante. Dopo esserci accompagnati vicendevolmente un paio di volte alla rispettive abitazioni decidiamo, come spesso succede, di protrarre la camminata per i vicoli, di perderci in chiacchiere o semplicemente di camminare in silenzio. Il tubare di un piccione nell'edificio sotto la torre ci fa voltare tanto é quieto e addormentato il paesaggio sonoro.
"A Gennaio fai un salto a Torino?"
per ciò che possiamo ricordare l'unico brano subsonico mai utilizzato in uno spot é stata una versione semi strumentale di Giungla Nord per una ditta di vestiti in Romania. Era tipo il 97. Da allora abbiamo sempre glissato sulle varie richieste di utilizzo delle nostre canzoni (una ditta di biscotti chiedeva "Nuova Ossessione, una celebre bevanda gassata addirittura uno spot originale) così come, anche a fronte di tutt'altro che disprezzabili offerte economiche, abbiamo declinato l'invito per una serie di coinvolgimenti avanzati da marche di abbigliamento sportivo nei confronti delle quali erano in corso campagne di boicottaggio. Perché così ci gira e anche per i motivi molto ben esplicati tra le pagine di "zona franca" alla voce campagne di boicottaggio.
Ah però una linea erotico-bollente piuttosto che un sexy-shop con tanto di trailers poggialiqui-infilalolì uomini co'uomini donne nude co'donne nude co' animalico' uomininudicontrodonnenudecontroGozzillaeMacistecontrotutti, utilizzava qualche anno fa per le proprie trasmissioni televisive notturne il sottofondo di "Per un ora d'amore"
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