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SUBSONICA 15/03/08

Concerto ad Andria - 3800 persone

Concerto ad Andria - 3800 persone

c'è un signore chino che passeggia per il lungo mare di roseto. ha un 
quotidiano sotto il braccio e una bottiglietta di acqua naturale 
nell'altra.
cammina tranquillo. poi si ferma.
gira la testa verso il mare ed allunga il collo.
ricomicia a camminare con lo stesso flemmatico passo calpestando il 
legno della passerella fino al bagnasciuga.
ci sono tre figuri nero vestiti che chiacchierano tra loro.
il nuovo arrivato si infila nel discorso:-minchia, sembrate tre 
vecchi che parlano di bocce dopo la partita in spiaggia.-
la risposta non puo' farsi attendere:-parli tu che hai la stampa e 
una bottiglietta sottobraccio?-
è cosi' che boosta ritrova gli amichetti il giorno dopo il concerto 
di roseto ed il giorno stesso del concerto andriese.
che dire.
pranzo pesce.camper sfida calcio virtuale(per dovere di cronaca non 
dico chi ha vinto ma solo che ninja ha perso umiliato da 
tutti.).autostrada con sportellino aperto e clacson e piazzola
di sosta e chiudi tutto come se niente fosse e in un attimo siamo ad 
andria.
credo di averlo già detto che ho origini barlettane etc. etc. cosi' 
salto il preambolo e ve lo dico nudo e crudo.
70 ACCREDITI.
l'accredito è quel biglietto omaggio che viene elargito per 
affetto,conoscenza,motivazioni X e Y,piacere,obbligo,quant'altro e 
parentela.
già.
è questa la chiave.
parcheggio qui la storia e salto dritto al concerto.
è bello.molto.
lo so che samuel ha giocato al catch giapponese con le sue corde 
vocali e non è stato tutto perfetto.
ma noi ci siamo divertiti tanto e abbiamo dato ogni spicchio di energia.
il clima in camerino è assolutamente quello degli inizi e il 
pubblico,apriti cielo,è una bolgia dantesca.
sventola tra tante una bandiera barlettana e abbiamo anche il 
tempo,durante la pausa chitarra rotta(un nuovo inserto dello show),di 
telefonare da dietro al palco a due fanciulle
che lasciano un innocuo cartellone con il proprio numero di telefono 
ad ivan.
la telefonata è semplice da raccontare.
da una parte boosta, dall'altra una ragazza tra le prime file che 
attende la ripresa del concerto.
drin drin.
-(rumori di folla)chi è?-
-boosta,ciao come sta andando il concerto?-
-aAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH-
-vi state divertendo?-
-aaaaaaaAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAaaaaaaaaaaAAAAAAAA-
-ragazze vi passo ninja che deve dirvi una cosa-
-aaaaaaaaAAAAAAAAAAAAAAAAAAA-
da qui ho perso il resto della telefonata.
nella seconda parte del concerto vedo addirittura mio padre sotto il 
palco.
papà e guida della delegazione parenti.
è veramente un bel concerto nonstante i problemi.
pensate che mi scopro per un attimo a sculettare come quando ero piu' 
giovane e le mutande si vedevano meglio dai pantaloni.
che storia.
dopo il concerto entro nel tunnel dei camerini e vengo accolto da una 
fiumana di persone,penso che abbiano sfondato qualche ingresso ma 
rapidamente realizzo che sono solo i miei parenti.
il tempo di una doccia e un toast e sono fuori a fare due chiacchiere.
anche se il tempo di chiacchierare non è molto perchè mi devo 
presentare ad uno ad uno con tutti.
diciamo che le facce che proprio ricordo toccano a stento il 10%
cosi' mi si para davanti per la prima volta in tutto il suo splendore 
quel baobab del mio albero genealogico e volete la verità ......?
non ho capito un cazzo.
pero' la serata è stata assolutamente notevole.
c'è ancora il tempo dell'ultimo calpestio videogiocabile con il ninja 
e il letto ci accoglie.
serate cosi' meritano di essere rivedute prima di chiudere gli occhi.
grazie a tutti.

Eraclio


P-S-
il corollario a questo diario è che non esisteva altro modo se non 
quello di rinviare i concerti perchè proprio il Ragazzo non ce la fa.
sabato ha fatto il massimo e molto di piu' per le condizioni nelle 
quali versava la sua aurea vocina.
il corollario al corollario è che ,probabilmente,non è stato colpito 
da una malattia terminale quindi al cucciolo ,cucciolotto, 
pallino, patato etc etc basta una settimana di riposo come 
probabilmente già avrete visto dal calendario.


P.S.dopo il P.S.
dedicato a tutta la categoria criticoperchètuttosommatononcostauncazzo.

è vero che ognuno ha aspettative nei confronti del prossimo, specie 
se il prossimo è un gruppo che ti garba.
allora IO vi dico.
se siete in buonafede vi rassicuro dicendovi che i Ragazzi ci sono 
sempre, magari un po' maturati (Dio volesse) ma ci sono sempre di 
brutto e fanno di tutto per essere per sempre i vostri Ragazzi.
per coloro in malafede o semplicemente stolti vi dico che ci sono 
troppe cose belle nel corso di un'esistenza per perdere anche solo 
una goccia di buonumore per bocca figlia di madre santa quanto ignota.

PPSS (ninja): oltre al funerale delle corde vocali di Samuel si è celebrato sul palco di Andria anche quello della macchina fotografica. Solo due foto prima dell'estremo saluto.

Boosta

SUBSONICA 14/03/08

Concerto a Roseto degli Abruzzi - 2600 persone

Concerto a Roseto degli Abruzzi - 2600 persone

C’è una fessura in fondo al cuore
Luogo, senza nessun pericolo
Caldo, rifugio dal dolore
è bellissimo.

Tra le stelle di questa stanza ti ci puoi perdere, tutte delicatamente appoggiate sul pavimento, ferme, pronte per essere calpestate.
Il buio le rende vive e sembra quasi che compiano un lieve movimento per nascondersi sotto il letto.
Sento un dolore fortissimo sulla schiena appena sotto il collo e non ho più un filo di voce, ma questo paesaggio stellare rapisce i miei pensieri.
Stacco la guancia dal bordo del letto, libero le mie gambe annodate nei cuscini e finalmente mi alzo.
Mi immergo nei segreti di questa stanza  avvolta nel buio, calpestando il firmamento disegnato sulla moquette, apro le tende e scopro che nella camera attigua c’è una fantastica poltrona per massaggi.
Se solo l’avessi vista prima!
Molto probabilmente la mia schiena non urlerebbe di dolore, e questo risveglio non sarebbe così difficile.
La realtà mi assale e tento di scacciarla girandoci intorno, schiacciando a caso, tutti i pulsanti della poltrona, accendendo le due tv, la radio ed il computer, in somma tutto ciò che può non farmi pensare, che non ho più un filo di voce.
Non riesco nemmeno a parlarmi allo specchio, come faccio tutte le mattine per chiedermi come sto. Mannaggia.
Allora Ficco tutto dentro una piccolissima fessura che porto nel cuore, in grado di anestetizzarmi, cancellare il fatto che sto navigando a vele spiegate verso la disfatta, il momento in cui dovrò salire su quel palco senza l’ausilio della mia voce.
La doccia scorre via lenta , la faccio durare il più possibile, mi vesto e scendo.
L’albergo ha una atmosfera completamente surreale, ci sono una decina di pianoforti a guardia dell’ingresso, lampade a forma di saxofono,  rullanti usati come tavolini e una nuvola di notine musicali che volteggiano nella hall.
Tutta la retorica del design musicale radunata in una stanza, senza tenere conto del fatto che per uno come me tutti quei tasti da schiacciare e pelli da percuotere sono una tentazione irrefrenabile.
Infatti quando gl’altri scendono ho gia esaminato tutti gli strumenti suonabili e non,  ho già fatto finta di essere un famoso pianista, saxofonista, batterista e via dicendo mimando con la faccia, lo sforzo e il sentimento di difficilissimi assoli  jazz, in pieno mr. Bean stile.
Siamo a Perugia e questo hotel fa parte di una serie di luoghi prescelti per ospitare i concerti di Umbria Jazz ed  è anche fornito di un ottimo ristorante che testiamo immediatamente.
Cerco di nascondere l’inquietudine che serpeggia dentro per non rovinare il risveglio dei miei soci ai quali troppe volte ho fatto pesare i miei deficit vocali, anche se questo mi sa che li batte tutti il pranzo è ottimo.
Saliamo in camper e dopo alcuni istanti m’ isso in mansarda con l’agilità di mio nonno, mi distendo e riprendo l’incubo che avevo interrotto.
Il più brutto di tutti, uno di quei sogni in cui devi scappare e non hai le gambe, oppure urlare e non ti trovi la bocca, o dove devi fare una cosa che generalmente fai senza grandi problemi ma sei congelato in un senso di immobilità inspiegabile, ti sforzi ti divincoli fai di tutto e quando arriva il momento… niente!
Dopo un sognante viaggio,  attraverso tutti i gironi del mio personalissimo inferno mentale, mi sveglio.
Mi accorgo  che stiamo attraversando l’Appennino umbro, scavalco il Ninja che nel frattempo si è steso vicino a me, e mi piazzo  davanti alla finestra in silenziosa ammirazione del paesaggio.
Questo mi ricorda gli innumerevoli concerti fatti in questa zona dell’Italia all’inizio della nostra avventura, le nottate passate in compagnia di persone che generalmente reclutavamo tra il pubblico, all’epoca veramente piccolo, per scoprire un paese che, avevamo la fortuna di poter vedere da così  vicino.
Ricordo che una sera dopo un concerto, siamo finiti tutti quanti in spiaggia, e stesi sulla sabbia, abbiamo iniziato a scommettere sul nostro futuro.
Ivan che, ha sempre creduto in noi scommise che si sarebbe tagliato i suoi lunghissimi capelli alla,  Eddie Wedder se entro la fine dell’anno avessimo superato le 50 mila copie vendute.
Bravo!
Ne avevamo vendute appena 3.500 ed eravamo a settembre, a meno che gl’U2 non ci avessero contattati per una collaborazione sarebbe stato alquanto complicato.
Ma nonostante le scarsissime vendite dei nostri dischi, la cosa che ci animava era partire per nuove avventure, anche se sottopagati e in 8 su un furgone scassatissimo che si rompeva ad ogni curva.
Affogo i pensieri in questi ricordi, mentre la fessura comincia a pulsare.
Arriviamo a Roseto, dopo un paio di foto e autografi con alcuni ragazzi che ci aspettavano lì davanti entriamo e ci concediamo una brevissima prova suoni.
La mia piccola fessura a questo punto non regge più ed inizia a vomitarmi addosso tutto.
Inizio cosi un riscaldamento vocale interminabile, cercando di capire come poter utilizzare al meglio quel sottilissimo filo di voce che mi è rimasto.
Pensare in quali parti del concerto posso lasciarmi andare e quali invece richiedono tutta la concentrazione possibile, so per certo che due o tre acuti non riuscirò a farli. Dovrò inventarmi qualcosa!
Come un condannato a morte percorro il corridoio che ci porta dietro al palco e ci uniamo nell’accrocchio  il movimento che facciamo insieme prima di ogni concerto per armonizzarci prima di salire sul palco. Momento in cui m’ impossesso delle energie dei miei soci per poi scatenare l’inferno.
E’ ora!
Dopo i primi quattro pezzi la mia gola regge, mando una benedizione a quella santa donna della mia insegnante di canto che quando ero piccolo mi insegnava come cantare senza affaticarmi, cose a cui non davo molta importanza all’epoca, ma che ora mi sembra miele che cola dal cielo.
M’ invento qualche finto contatto sul microfono in occasione di un acuto bastardissimo, e chiedo al pubblico di cantare al posto mio due o tre volte.
Ci tengo a precisare che il trucchetto del contatto microfonico l’ho inventato io, e solo per questo merito il perdono.
Comunque sia il concerto finisce.
Non so  ancora come sono riuscito a non fare la figura del ranocchio, il mio cuore e tornato a battere regolarmente e la fessurina si è richiusa miracolosamente.
Non oso nemmeno pensare a come mi alzerò domani, mi faccio recapitare in albergo,  che sta proprio davanti al mare, ed ogni volta che vedo il mare mi rianimo succede qualcosa in grado di cambiare il mio umore, sento un caldo dentro che in questo momento mi serve tantissimo.
Allora lancio la mia borsa a Ivan e mi fiondo in spiaggia per vederlo da vicino e toccarlo, con me c’è il fido ”PADELLA” il mio nuovo telefono che fa anche da ipod, chiamato cosi per le sue dimensioni, con i Radiohead a palla.
Faccio il carico di iodio e di felicità,  e rientro.
Sulla spiaggia incontro anche due ragazze, devono aver osservato il mio giretto notturno e stanno pensando che sono matto, ma mi sorridono e questo mi basta, le saluto e raggiungo il mio letto.
Domani si suona ad Andria  e so perfettamente che non riuscirò a ripetere il miracolo
So perfettamente che non basterà scavare nei ricordi della mia tecnica vocale per portare a casa il concerto.
Metto cosi la mano all’altezza del cuore ed inizio a massaggiare la mia fessurina. Domani le aspetta una dura giornata.

L’amico di PADELLA


SUBSONICA 13/03/08

Concerto a Perugia - 3200 persone

Concerto a Perugia - 3200 persone

Ci sono giorni in cui sembra che ci sia un omino cattivo pronto a metterti i bastoni tra le ruote appena ne ha l’occasione.
Oggi è uno di quelli.
Motore, ciak, azione.
9.00: suona la radio sveglia e già mi trovo Britney Spears a miagolare “oops, I did it again”; come ipnotizzato, spengo la sveglia e mi riaddormento in un nano secondo. Mi risveglio mezz’ora dopo e quindi mi tocca rincorrere il tempo.
10.10: Passaggio alla posta e coda di 45 minuti netti per pagare una cacchio di bolletta.
11.10: Sopralluogo sul cantiere di casa mia in costruzione e tutti gli artigiani hanno più domande da fare a me che i magistrati durante il processo per mafia ad Andreotti.
11.30: Corsa in aeroporto a raggiungere gli altri e partire per Roma.
Ce l’ho quasi fatta. Ancora mezz’ora di coda al check-in e finalmente possiamo salire sull’aereo (che parte alle 13).
Adesso- l’aeroplano è uno dei pochi posti dove riesco veramente a rilassarmi...e oggi non è cosa: la giornata è splendida, ma il vento in aria mi rende nervoso, così come anche la lettura di Caos Calmo di Veronesi (libro che non mi ha entusiasmato). Aggiungiamo che qualcuno dei miei vicini di posto ha probabilmente mangiato fagioli a cena e il quadro della mia incazzatura si fa delineato e completo.
A Fiumicino c’è Ivan ad attenderci con il camper (è arrivato da solo ieri,povero!) per dirigerci verso Perugia. C’è un sole splendido e , per la prima volta nel 2008, sento davvero il profumo della primavera: maniche corte, occhiali scuri, borse…sembra quasi una partenza per le vacanze! Il viaggio è però interminabile, tra curve, lavori in corso, buche e amenità varie – e poi, diciamocela tutta: odio il camper!! ;)) I Subsonica sono in cinque: due pro-camper(Samu e Ninja), due contro (io e Bubu), uno più pro che contro (Max). Fatevi i dovuti conti…io lo trovo scomodo, ingombrante e anti-rock, ma c’è da dire che sopra non ci dormo mai, mentre per qualcuno, durante i viaggi, è lo sport preferito. Comunque ne approfitto per ascoltarmi un paio di dischi nuovi – Distortion dei Magnetic Fields e Goodbye di Ulrich Schnauss- suoni ideali per viaggiare.
Del palazzetto di Perugia ho pessimi ricordi: ci passammo-se non erro-durante il tour di Controllo Del Livello Di Rombo e l’acustica fu pessima (legno e vetro danno risultati disastrosi, in questo campo). La nuova struttura del palco,però, sembra migliorare di molto gli ascolti nelle cuffie, almeno durante il soundcheck. Staremo a vedere.
Nel backstage riceviamo svariate visite – una combriccola tutta umbra, comprendente basso e chitarra di Frankie Hi Energy, il dj Ralf e l’amico/collaboratore storico Marco Capaccioni, con il suo socio di studio Alberto Brizzi. Soprattutto, oggi conosciamo per la prima volta Silvia Baraldini, venuta a sentirci da Roma con un’amica…non sto qui a dirvi chi, cosa, come e quando (anzi, vi consiglio di dare un occhiata a Wikipedia), ma Silvia è l’Esempio per antonomasia di ciò che significa “disubbidire”-con tutte le sue conseguenze- e anche una delle poche persone coerenti nel vero senso della parola. Mi colpisono i suoi magnetici occhi azzurri e il suo atteggiamento a metà tra il posato e il divertito. Una persona che ha molto da raccontare. La canzone Come Se, dal primo nostro album, è stata dedicata a lei fin dalla prima esibizione live.
Si chiacchiera, si beve qualche birra e nel frattempo ci si prepara: il nostro camerino pre-concerto è ormai teatro di casino a 360 gradi, con tanto di sound system (laptop+casse) che spara techno, minimal, drum&bass a tutto volume. Altro che relax prima dello show.. ;)
Il concerto viaggia abbastanza bene, anche se Samuel è preso da un forte raffreddore, con conseguenti seri problemi alla voce; io ho come al solito basso e batteria a tutto spiano, quindi mi accorgo di poco…continuo però a divertirmi come un matto in questa postazione e questo è fondamentale. E poi anche le stecche e gli svarioni fanno parte dello show..scusate,preferite il secchione perfettino che ha tutti 10 o il compagno che fa casino, si fa sbattere fuori, ma riesce sempre a portarsi a casa il 7 e mezzo?
Finito lo show, ci spostiamo all’Urban, dove io, Max e Ninja siamo attesi per l’aftershow/dj set. Arriviamo che i Petrol hanno appena iniziato, quindi c’è tempo per ambientarsi e chiacchierare un po’ con la gente  che stipa il locale (tra l’altro molto bello) – siamo quasi tutti al completo, eccetto Boosta che è andato a dormire e Samu che fa solo una fugace apparizione-sparizione. Insomma, mi godo il suono corposo dei Petrol e salgo in consolle pronto a sparare un po’ di sana oscurità new wave e anche per collaudare il mio remix di Ultima Risposta: tra qualche giorno vi darò qualche notizia in più su questo esperimento. Nel frattempo, fuori, due teste di cazzo (la giusta definizione) pensano bene di forzare il nostro camper per rubare qualcosetta – ecco, peccato che in quel momento Ivan esce a fumarsi una sigaretta e li becca in flagrante…ahi ahi ahi. L’esperienza da stadio del nostro Arrazzo in questi casi è deflagrante e i malcapitati si prendono una gragnuola di mazzate. Ma chi ti arriva intanto? Alle-the Punisher. Il nostro manager ha l’aria tanto tranquilla, ma non scordiamoci che ha fatto il militare da ufficiale e due(o duecento?) vodka lemon in più gli conferiscono poteri da super-eroe. Penso che uno dei due ladri provetti si ricorderà per sempre il “volo d’angelo” alla Andrè The Giant che Alle gli esegue alla perfezione. E giù altre botte.
Devo ai miei due compari la mia gratitudine, visto che l’unica cosa rimasta sul camper era…la mia borsa con il mio portatile e la scheda audio! Quel che si dice tempismo.

Vicio


SUBSONICA 08/03/08

Concerto a Eboli - 2200 persone

Concerto a Eboli - 2200 persone

Poche situazioni mi indispongono.
Una di queste si è verificata in un’ora imprecisata fra le due e le tre della mattina del sette marzo.
Sono all’Init dopo il mega concerto al Palalottomatica.
Serata che promette strabene.
Salgo in consolle dopo Max e Vicio e al primo pezzo mi rendo conto che il giradischi di destra salta. Dopo i primi venti secondi comincia a girare in loop.
Sarà il vinile.
Passo in quello di sinistra che ha il controllo della velocità inutilizzabile quindi vado alla vecchia di dito sul disco per tentare di mixare a tempo.
Almeno funziona.
Riprovo a destra.
Salta.
Salta.
Già mi preparo al peggio, no giradischi no party.
Allerto Max, devi andare avanti tu perché io ho solo vinili.
Il McGiver che è in me non si da ancora per vinto.
Mi accorgo che il braccetto della puntina è leggermente piegato.
Provo a raddrizzarlo e mi viene in mente che il dj prima di me, con la delicatezza di Godzilla in “Furia di mostri”, aveva appoggiato la valigia dei suoi diecimila cd da diecimila chili proprio sopra quel piatto.
Ultima chances prima dell’oblio.
Non salta.
Non salta.
Non salta.
Vai.
Si riparte.
Inizio a ballarmela allegramente dietro la consolle.
No.
Salta la corrente.
Tutto spento.
Torna?
Non torna.
Torna?
Non torna.
Torna.
Speriamo che sia la volta buona.
E’ come aver fatto il giro di riscaldamento con la Ferrari e dover correre con una Golf 1400 dell’82. Pianino pianino però la serata si riprende e inizia a carburare.
Dai.
Alla fine sono molto soddisfatto e divertito.
Di ottimo auspicio per quando tornerò all’Init a Roma con gli LNRipley il 12 aprile.

Svengo in hotel.
Dopo pranzo partiamo per Eboli.
Fuori dal finestrino talvolta mi sembra di vedere un paesaggio di casette di lego buttate a caso sulle colline di cartapesta.
In cuffia qualcosa di veramente speciale.
Il nuovo disco dei Mars Volta.
Sono anni che non mi entusiasmo così per una band. Robe che mi canto i riff di notte. Mi sembra di ascoltare un incrocio fra Frank Zappa e i Led Zeppelin che passa per i King Crimson.
“The Bedlam in Goliath” mi piace veramente tanto.
L’architettura delle tracce è infinita, pensi di essere arrivato invece c’è sempre ancora qualcosa.
E poi il batterista nuovo.
Ciao.
24 anni di groove e tecnica mai visti.
Di virtuosismi mirabolanti in questi decenni ne ho sentiti tanti ma rarissimamente così funzionali al groove e al suono del gruppo. Il David Letterman show è chessò l’equivalente di Domenica-in di una domenica degli anni ’80.
Guardate come questi sono partiti per suonare il singolo: http://it.youtube.com/watch?v=BH11YFqMoB0.
Grandi.
Mi mangio tutto quello che posso per essermeli persi a Milano qualche settimana fa. Non farò lo stesso errore la prossima volta.

Eboli. L’ultima volta che siamo stati qui siamo rimasti quattro giorni chiusi in un albergo con due tentativi falliti di fare il concerto. Pioggia continua a dirotto.

Arriviamo al palazzetto.
Le prime impressioni sull’acustica sono terrificanti. Conto sei o sette rimbalzi dell’eco per ogni colpo di rullante.
Il soffitto, privo di qualunque accorgimento acustico, si comporta come un enorme risuonatore.
Per fortuna con 2.200 persone dentro, che sembrano 22.000 per quanto sono calde, la situazione del suono sembra migliorata.
Purtroppo la security locale scambia il palazzetto per un livello di Super Street Fighter. Ragazzi stateci dentro.
Al concerto diamo veramente tutto.
Perché questa gente se lo merita proprio.
E poi perché è un’occasione speciale.
E’ venuto a trovarci Francesco.
Francesco è di Eboli e ha avuto un incidente stradale nel maggio del 2006.
Durante il coma durato diversi mesi gli abbiamo lasciato un semplice messaggio sul sito:

"cosi' capita che ci incontri per i motivi piu' imprevedibili. noi siamo qui che ti seguiamo da lontano, torna in forma presto perchè poi dovrai essere tu a ricominciare a seguirci in giro per l'italia. Intanto il posto sul furgone e in camerino lo teniamo sempre. Ti aspettiamo."
boosta, max, ninja, samuel, vicio.

Siamo felicissimi di onorare la nostra promessa. Ha fatto incredibili passi avanti grazie alla terapia e ai suoi carissimi amici.
Stiamo con lui durante la giornata e sarà proprio Francesco a capitanare il brindisi propiziatorio/scaramantico prima di salire sul palco.
Le sue parole non si possono dimenticare, “vi auguro di affrontare il concerto con la determinazione che io ho messo ad affrontare la mia situazione”.
Non scherziamo.
Tutto quello che c’è lo mettiamo sul palco.
Alla prossima, Francesco, grazie per quello che ci hai regalato sabato!
Ninja


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