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Risultati per '2-2004'
boosta 09/02/04 09:13

suburbia commenti.

...e non vi sembra di esagerare un pochino?


SubsOnicA - Ninja 07/02/04 19:04

Merchandise

Intanto ciao.
Volevo darvi due info riguardo al nostro merchandise online. Dalla fine di ottobre abbiamo fatto più di 300 spedizioni, tutte andate a buon fine, in tempi rapidi e senza il minimo inconveniente. Ci sono due persone, Ivan e Nicoletta, che quotidianamente se ne occupano con grande attenzione, e poi ci sono i ragazzi - sempre impeccabili - che tecnicamente inviano i pacchi da Torino. In perfetto stile subsonico abbiamo deciso di occuparci noi, con le nostre manine, di tutta la gestione, insieme ai nostri più stretti collaboratori, senza appalti a nessuno, proprio per averne il massimo controllo (prezzi, costi, tempi,…). A distanza di qualche mese, dopo un primo e naturale tentennamento iniziale, posso dire che questa attività sia stata portata avanti veramente bene da tutti.
Recentemente hanno fatto scalpore un paio di ordini veramente bizzarri: in un caso per un errore dell’impiegato/a delle poste il numero del conto postale è stato letto e digitato male, col risultato che qualcun altro si è accreditato l'importo dell'ordine (hai voglia a dire che paghi e la merce non arriva), in un altro caso il destinatario è stato irreperibile per un tot di volte, il pacco ha fatto più viaggi di Gulliver e alla fine la maglietta dentro era stropicciata e il cd rotto. In queste due situazioni come in altre – pochissime e analoghe - capitate in precedenza abbiamo sempre rimediato rimettendoci di tasca nostra e senza porre condizioni. Tutto ciò per dire che mi pare ingiusto mettere in discussione – per i messaggi e le mail che leggo - un lavoro portato avanti con impegno e costanza per due casi particolarmente sfortunati. Tutto lì. bau bau


Subsonica 06/02/04 10:25

ROCK FM: segui il link


subs copia incolla 06/02/04 01:27

manuel agnelli

questa è una dichiarazione di Manuel Agnelli estratta da Musica di rpubblica. Ci sembra una buona cosa riportarla visto che per lungo tempo il musicista è stato fatto oggetto di una discutibile campagna di diffamazione artistica e umana da parte del direttore di una rivista musicale, di alcuni suoi cortigiani/amici e sostenitori tra le fila dei musicisti e di tutta una serie di persone che poco hanno capito di ciò che si era messo in moto e si sono adeguate al trend. Manuel è stato imputato di: essere un mafioso, un padrone della musica, uno che se non conosci lui in Italia non batti chiodo e infine pure un leccaculo di Berlusconi!. Ah, anche da alcuni dei suddetti colleghi musicisti di essere uno sempre tra i coglioni. Non ha mai risposto alle oziose puttanate per mezzo stampa, salvo poi rendersi sempre puntualmente disponibile a pubblici dibattiti. Nessuno dei suoi zelanti detrattori si è mai fatto vivo. Ci sembra che in queste riflessioni Manuel racconti un po' della sua visione delle cose e risponda, non tanto ad accuse, assolutamente imbarazzanti per chi le ha pronunciate, quanto alla vigliacca abitudine tipicamente italiana di voler sparare a zero chiunque provi a strutturare una qualsiasi iniziativa non destinata in termini al fallimento.



A 19 anni ho mollato la mia squadra di pallavologiusto una stagione prima che la nazionale vincesse il mondiale,iniziando un ciclo che avrebbe trasformato questo sport in un business gigantesco e dorato.Ho mollato l’Italia in cima al mondo, quella temuta, riverita, imitata, invidiata.L'ho fatto per suonare in un gruppo rock.Ad alcuni miei coetanei inglesi cercavo di spiegare cosa significasse essere in una band nel mio paese...io avevo finalmente l'unica lingua che mi sembrasse davvero sincera,di più,avevo trovato il modo,un modo quasi civile,di rapportarmi con il resto del mondo senza dover fingere di essere qualcun altro o qualcos'altro,anzi ostentando i miei limiti e i miei difetti come parte nobile del mio carattere.Chiuque sia stato adolescente(perchè c'è chi geneticamente modificato salta quella fase a pié pari) si è ammalato della stessa sindrome.E' una malattia molto brutta e non mi è passata.Da vigliacco quale sono non ho mai cercato di curarmi e sono anche stato disposto ad essere un reietto,un fallito,piuttosto che diventare sordo e muto.Avete presente quanta fatica deve fare un musicista italiano,rispetto ad uno straniero,per conquistare quella credibilità che gli permette d'essere preso sul serio?Il paternalismo con il quale siamo giudicati dagli stessi critici di casa nostra ci schiaccia verso il basso invece che alimentare le energie e incoraggiarle ad osare in nuovi territori.Così anche noi ci crediamo poco e viviamo una vita indifesa.Per anni ho incontrato gente di talento convinta da altri di non valere niente.L’amore per la polemica pura,per l’uso della parola stessa come valore, spesso ha causato distorsione nell’analisi di certi fenomeni sociali che avrebbero avuto bisogno di una spinta propulsiva, almeno sul nascere, non di una critica distruttiva.Prendendo parte al film di Guido Chiesa Lavorare lentamente , che si sviluppa intorno alle drammatiche vicende che portarono alla chiusura di Radio Alice, a Bologna verso la fine degli anni 70, mi sono trovato riproiettato in un periodo dove anche i musicisti venivano sottoposti, ad esempio, a “processi” pubblici durante i loro concerti se non dimostravano continuamente una coerenza perfetta con l’immagine che il pubblico si era fatto di loro. Ho vissuto un flash back illuminante, che mi ha spinto a trovare analogie con il periodo che stiamo vivendo.Persi gli slanci rivoluzionari, la vitalità, la freschezza e l’innocenza politica di quel periodo siamo stati capaci di mantenere e rigenerare solo la capacità critica, tutta tesa a smontare le idee prima ancora di averle realizzate.Distruggere il niente per non rischiare di fallire di nuovo nella creazione di qualcosa. Poi le cose sono cambiate. Sono fortunato. Le ho viste cambiare al rallentatore proprio davanti ai miei occhi.Credo sia un’esperienza unica, di quelle che si possono vivere solo in situazioni imperfette e da imperfetti. Centinaia di concerti, non solo i miei, intendiamoci, ma di tutta una generazione di musicisti, hanno messo in contatto decine di migliaia di persone dando origine ad una scena vastissima,molto eterogenea e vitale, impensabile anche solo cinque anni fa. In procinto di partire per Cannes per suonare al Midem, ho pensato a cosa avrei risposto ai giornalisti stranieri che mi avessero domandato cosa significava per me, e come era e cosa provavo a suonare rock in Italia.Essere italiano in un periodo di sconvolgimento cuturale violento anche se ancora grottescamente sotterraneo, fare parte di questo cambiamento e , insieme a tutti voi, esserne causa, è infinitamente più eccitante che appartenere all’ennesimo gruppo rock di tendenza,americano o inglese che sia.Almeno per un adulto.E’ davvero paradossale, ma rimaniamo gli unici a non capire che quello che sta succedendo da noi è unico.Con il crollo di tutti gli standard che limitavano il modo di analizzare la musica e i progetti,come la radiofonicità di un singolo, la presenza dei singoli stessi in un album, l’efficacia di un video e i passaggi sui network, in generale il mercato sta vivendo una delle crisi più profonde di sempre, ma i musicisti, per contro, possono approfittarne per vivere un momento di libertà estrema.Proprio perché non ci sono più pressioni interiori a realizzare prodotti che abbiano una valenza “commerciale”, perché niente è più commerciale, perché non si vede più niente, stanno uscendo un sacco di lavori puri.Bei dischi. E’ un momento di grande libertà artistica, il periodo di interregno fra la morte di un sistema e la creazione del successivo.Dobbiamo stare attenti a non perdere questa occasione, quest’attimo, per fare un salto di qualità definitivo.A livello artistico ci sono delle realtà, dei progetti, che si riferiscono ad un pubblico vastissimo, che lo rappresentano.E’ un precedente importante.Negli ultimi anni ho avuto numerosi contatti con musicisti stranieri di un certo valore.Quando abbiamo fatto il tour italiano con i Mercury Rev loro si sono davvero meravigliati di trovarsi davanti una platea enorme e preparata.E la loro meraviglia è aumentata nello scoprire il livello di professionalità della gente che lavorava alla realizzazione del tour.Quando hanno saputo che i gruppi della nostra area fanno 100/150 date in un anno nella stessa nazione hanno strabuzzato gli occhi! Ho passato le ultime due estati negli USA girando in lungo e in largo mentre seguivo le peripezie del mio amico Greg Dulli, l’ex leader degli Afghan Twigs.Ho fatto ascoltare musica italiana, non solo gli Afterhours, a molti musicisti e addetti ai lavori americani, stupendone la maggior parte. I pregiudizi artistici su di noi stanno scomparendo.Rimangono, forse ancora in parte giustificati,quelli professionali.Io e Greg gireremo nei prossimi giorni l’Italia insieme con i nostri due gruppi, i Twilight Singers e gli Afterhours.Ancora una volta un’occasione per dimostrare che il confornto non è solo possibile ma è divertente. In America ho perso tutti i miei complessi d’inferiorità.Ho visto band da noi molto conosciute suonare davanti a 50 persone.Ho capito che se le strutture lì sono ancora anni luce avanti, soprattutto grazie alla loro solidissima tradizione, le difficoltà per un musicista non sono minori.Certo i “vertici” raggiunti nei paesi anglosassoni fanno ancora impressione, ma rispetto al resto dell’Europa la nostra scena è fra le più interessanti in assoluto.Il bacino di utenza è di 60 milioni di persone.Nessuno ha la nostra varietà di stili e di generi.Nessuno la nostra qualità creativa.Nessuon ha il nostro futuro.Siamo gli unici a non crederci.
Manuel Agnelli


ooops 05/02/04 12:29

e va bè, ditelo che ..

e va bè, ditelo che era già stato inserito


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