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SUBSONICA 11/12/05

alla fine a dormir ..

alla fine a dormire ci siamo andati verso le sette, quindi sveglia alle quattordici e ricerca di un ristorante.

Rimini in questo grigio d'inverno domenicale ha il suo bel fascino.

Un po' meno affascinante sarà dover rientrare al Velvet, mentre incomincia a fare scuro per metterci a provare l'unplugged promesso a mtv per il giorno successivo. Recuperiamo da "Music in" di San Marino due chitarre acustiche amplificate Taylor, nel frattempo Cipo predispone un mixerino sul palco con due monitor. Proviamo per la prima volta "incantevole" e "serpi" in acustico, inseriamo anche "preso blu". La formazione è doppia chitarra acustica, basso e piano fender rodhes più un leggero sostegno ritmico di percussione. Dopo qualche discussione abbiamo deciso di tenere al minimo gli arrangiamenti, giocando sul potere suggestivo dei vuoti, anziché tentare di simulare gli arrangiamenti originali cambiando semplicemente timbro dall'elettrico all'acustico. Proviamo il più possibile ma ci rendiamo conto che avremmo bisogno di più tempo.

Chiamiamo Bologna e anticipiamo l'orario delle prove previste per domani. Boosta e Max partono alla volta di Modena dove sono attesi al centro musica per un incontro. Si parla del libro di Boosta e successivamente dei video dei Subsonica. Per l'occasione vengono proiettati il raro "dentro i miei vuoti", clip interamente realizzato sui quadri del pittore Daniele Galliano e il back-stage di "Incantevole".

Rientro a Bologna per la notte.

Sveglia e pranzo in albergo.

Max e Samuel incominciano a provare le versioni acustiche di "ancora ad odiare" e "abitudine", nella hall tra lo sconcerto dei clienti e il divertimento del personale. E' ora di raggiungere l'aula magna Santa Lucia per il check e per continuare le prove.

Ci sentiamo un po' trapezisti in volo senza rete, l'unico riscontro di queste versioni acustiche ci è dato dalla nostra sensibilità musicale e dai commenti di Cipo e Ivan. Mai fatto nulla di simile fino ad ora, mai verificato con una registrazione o di fronte a una qualsiasi platea. Cerchiamo di non pensare che l'aula sarà gremita e che il tutto verrà anche trasmesso. Purtroppo non c'è proprio stato verso di provare prima, per mancanza di tempo e per via della strumentazione chiusa nel camion per tutta la durata della tourneè. E' forse la prima volta da quando lo conosciamo che Samuel chiede di provare così tante volte i brani. O gli sta evaporando la pigrizia o sta prendendo particolarmente sul serio l'appuntamento. Ci danno alcuni dati di telefonate e contatti. Si parla di cifre quattro volte superiori a quelle degli artisti precedenti. Non sappiamo se esserne felici o se ritenerci ancora più preoccupati.

Conosciamo Tiziano Scarpa e Marcello Fois, i due scrittori insospettabilmente fan dei Subsonica che interverranno nella trasmissione. Scopriamo che il veneziano Tiziano ha assistito anche a concerti degli Africa Unite, con Max ancora alla chitarra e che il giallista Marcello Fois ha preso acqua sotto il nostro palco. Non ci sarà invece dei nostri Luca Ragagnin, bloccato a Torino per motivi di famiglia. Arriva anche l'attrice Giulia Steigerwelt, coinvolta all'ultimo momento da Boosta per leggere i testi in diretta. Valeria Dini sarebbe stata la scelta automatica (in quanto ispiratrice del nome Subsonica) se non avesse smesso di rispondere al telefono, ancora inviperita dopo una qualche discussione accesa sul mondo del cinema. Le ragazze sud americane e il loro temperamento. La torinese Stefania Rocca pareva quindi la scelta più immediata. Stefania dà il primo "ok con grande piacere" salvo poi doversi smentire a causa di un impegno improvviso. La bravissima Michela Cescon ("primo amore" di Matteo Garrone), domiciliata sempre a Torino contattata troppo tardi non riesce a liberarsi ma ci fa giurare di richiamarla per la volta successiva, che troppo le piacerebbe. Ci pensa Boosta chiamando Giulia, conosciuta a Roma attraverso amici produttori di amici registi. Amici. Giulia arriverà senza sapere bene cosa deve fare e come, un po' intimidita. Le stampiamo di fretta i testi scelti con Luca de Gennaro direttore artistico di mtv. Nemmeno ci rendiamo conto che le versioni sul foglio contengono tutte ma proprio tutte le ripetizioni dei ritornelli, così come vengono cantati sul disco. Lei non oserà dirci nulla e si presterà a recitare integralmente i fogli, anziché esternare un semplice "oh, ma siete cretini?" Insomma la pur brava Giulia sarà l'unica vera vittima delle cose fatte all'ultimo momento, poiché la parte musicale andrà invece più che bene. O meglio ci saranno degli errori e delle dimenticanze che solo noi riusciremo a cogliere. La veste inedita in acustico maschererà il tutto alla perfezione.

Strepitoso il numero di contatti, ci dicono gli organizzatori di mtv e di progetto italia. Numerosissimo il pubblico davanti e dietro il palco dove è stata allestita una sala con schermo di proiezione. Passeremo davanti a questi ragazzi per un saluto in carne e ossa prima di iniziare.

Nemmeno il tempo di ricevere i complimenti e di trangugiare quel minimo di catering che dobbiamo ripartire e durante il viaggio smantellare il camper che dovrà essere restituito. Arriveremo in piazza Vittorio alle sei del mattino dopo l'ultimo accalorato torneo di calcio virtuale. Possibile che sia già tutto finito?


SUBSONICA 10/12/05

Concerto a Rimini

Concerto a Rimini

siamo già frullati e ci aspettano ancora tre giorni tra concerto, conferenza e trasmissione unplugged.

Pranziamo con Claudio Ongaro in una trattoria di Trezzo. Ongaro è un personaggio storico della scena italiana, è stato manager di Casino Royale, 99 Posse, Africa Unite, Ustamò, Bluebeaters e molti altri. Le nostre strade non si sono mai incrociate ma c'è rispetto e una certa forma di amicizia. E quindi eccoci qui a ordinare pizzoccheri e lasagne, poco distanti da casa sua. La luce del giorno rivela un paesaggio che pare impossibile collocare a pochi chilometri da Milano. Sulle rive dell'Adda, viste dall'altissimo ponte il tempo pare quello di una cartolina di almeno cinquant'anni fa. Claudio ci racconta che da qui parte una piccola valle stretta ma piuttosto lunga, piena di verde che meriterebbe decisamente una visita.

Risaliamo sul Camper con quella inebriante sensazione di possibilità non colta, tipica del nostro modo di viaggiare. Come un amore sfiorato, nemmeno consumato, come un ventaglio di possibilità che restano chiuse a viaggiare nella tua tasca.

Per evitare l'infoiato starnazzare dei contendenti di fifa 2006, la minoranza decide per un golpe e si impossessa del reparto audiovisivi del camper. Alla fine per mettere tutti d'accordo si dovrà mediare un po' sul titolo del dvd e per ottenere il via libera anche dal Boosta dovremo acconsentire alla proiezione di "Final destination 2". Uno splatterone improponibile che rivelerà però alcune gag da ripercorrere nell'arco della giornata. Il finale ad esempio verrà proiettato almeno 4 volte tra le risate e gli applaudi di tutti.

A Rimini piove da almeno 4 giorni. Particolare da tenere a mente. Non ricordiamo nemmeno più quanto concerti abbiamo tenuto al Velvet, ma di sicuro è il locale che vanta il nostro maggior numero di tacche. Ogni volta che superiamo la cancellata e guardiamo il laghetto, il parcheggio, il cartello "premio alla carpa più grossa", i camerini di fronte all'acqua ci vengono in mente tante di quelle cose che per salvaguardia della decenza è meglio tenere a mente e basta. Il lago poi, ha sempre esercitato una strana forma di magnetismo capace di attrarre in ogni occasione un pezzo di noi quando non decisamente qualcuno di noi.

Tempo di sound-check, lo stretto necessario che Samuel incomincia ad avere la voce un po' provata.

Cena per tutta la ballotta tecnici inclusi e minestra di verdura per Samuel e Max.

Dicono che senza mangiare si libera più adrenalina sul palco. Sarà. Durante la cena scambiamo alcune interessanti chiacchiere con Luca Castelli, giornalista del Mucchio, particolarmente attento agli sviluppi della musica in rete. Parliamo di come diverse band negli States e in Inghilterra siano riuscite ad acquisire buon seguito, senza l'ombra di un contratto discografico, gestendo semplicemente la propria musica via web. Finiamo poi a disquisire di musica italiana, delle incrostazioni snob di certa mentalità indipendente, che non riesce nemmeno ad essere indipendente dai propri pregiudizi, di come possa essere pesante il clima per un musicista ventenne ora, e di come negli anni 90 si respirasse un'aria molto più stimolante. L'aria respirata da band come Afterhours, Marlene Kuntz, Casinò royale, Alma Megretta e molti altri.

Il Velvet è talmente pieno da dover rimbalzare un bel po' di gente. Samuel vedendo la postazione dj già montata decide di offrire un fuori programma e calzando le cuffie parte a selezionare roba berlinese molto minimal per a gioia dei pochi che se ne accorgono.

Pasquale Modica con le sue macchine foto, ancora Luca Pastore con i suoi obiettivi. arriva anche tutto lo staff di Casasonica al gran completo.

E' l'ultima data del tour ed è festa.

Parte il concerto con una bella carica. Il pubblico molto compresso trova comunque il modo di dimenarsi, la stanchezza della terza data (più interminabili dj set) si fa sentire ma riusciamo a contenerla. Finisce fra gli applausi il primo set. Incomincia la parte più atmosferica con Eva-eva, i due inediti, Dentro i miei vuoti e poi il crescendo finale, che probabilmente ci sfugge un po' di mano. Suoniamo con molta adrenalina, cercando di fare muovere il palco e probabilmente pestiamo più del dovuto, al punto da perdere in amalgama. Però ci divertiamo uguale e il pubblico con noi.

D.j. set, decollo quasi immediato con Max che trancio di pizza in mano (vedi minestra di verdure) e cd nell'altra, non riesce a replicare del tutto l'ottima prestazione di ieri. Anzi partono alcuni skip a caso, ma il nostro se la ride e se la gode tranquillo. Ninja un po' più tamarro del solito (pare che poggiare la valigia dei vinili vicino a quella del Boosta gli faccia male) recupererà stile suonando un'ora di drum and bass nella saletta a fianco. Samuel cripto-minimal syncopato, Boosta sapiente e un po' tarro. Come del resto si professa.
Quello che nel frattempo succede nei camerini è assai più spettacolare. C'è un'enorme agitazione. Pare che Raffa e Toni con un'azione denominata " record di salto in lungo sull'orlo del baratro" abbiano appena parcheggiato il camion pieno di strumenti. "vieni vieni, si si, mettiamolo più in là che qui non escono le macchine, sì sì, vieni vieni che ce n'è dai dai che ce n'è ce n'è, vai vai tranquillo vieni vieni..vieni" Sulle rive del lago. Sulle rive scoscese del lago. Sulla rive scoscese e fangose del lago dopo quattro giorni ininterrotti di pioggia. Il camion ha incominciato a piegarsi da un lato ed essere calamitato dalle torbide acque scure. La prospettiva di dover comunicare al mondo l'affondamento degli strumenti dei Subsonica scatena la reazione immediata dello staff. Si riunisce l'unità di crisi e si decide con tutto l'orgoglio residuo di sostenere il mezzo fino all'arrivo di un carro attrezzi. Venti minuti e centoquaranta euro più tardi. In Luca Pastore si riaccende l'anima del documentarista. Raduna tutta la troupe ormai persa nei festeggiamenti, recupera camere obiettivi, flash tutte le luci possibili e filma esaltatissimo, lo scoop. Raffa e Toni possono solo ringraziare di essere all'ultima data (a parte un forse capodanno a Roma con anticipo a Torino) perché per tutto il giorno successivo non avranno tregua. "hey Raffa, c'è da parcheggiare una petroliera a Cesenatico ci pensi tu?" "Toni è vero che affittano dei box auto nel Po?"
Nel frattempo al Velvet la groova è alle stelle. Boosta e Ninja si stanno contendendo la dance-hall a un disco a testa. Passata un buona mezz'ora arriva Max e chiede di poter inserire un cd. Gli lasciano la consolle e parte anche bene, peccato che oramai abbia dato il giro alle consumazioni. Con un count down di un minuto non ce la farà a trovare lo skip di Born slippy degli Underworld e partirà maldestramente con un lento. Se la caverà invitando i "sopravvissuti della groova" a formare le coppie chiudendo con "Labbra blu" che tanto è ora di smobilitare.


SUBSONICA 09/12/05

Concerto a Trezzo d'Adda

Concerto a Trezzo d'Adda

Ristorante a Biella, che oggi abbiamo poca strada da fare e abbastanza tempo per risparmiarci l'autogrill.

E' strano pensare che il mini-tour sia già finito.

E' triste rendersi conto della mancanza di spazi in molte zone d'Italia.

A Roma (che pure è musicalmente molto attiva) non c'è un locale al chiuso in grado di ospitare più di mille e cinquecento persone, così come a Napoli, in Sicilia, in Sardegna. Quando e se ci sono gli spazi, manca comunque un promoter locale in rado di farsi carico dell' organizzazione della data. In questo, la geografia della musica riflette il carattere d'intraprendenza dei luoghi. Ci sono spazi e situazioni per concerti in Veneto, Emilia Romagna e Lombardia più che in tutto il resto della penisola. Un po' sconfortante. A Bari sembrava quasi fatta, e di conseguenza per strada anche con l'Abruzzo, ma poi con la gestione dello "Zenzero" sono nati problemi e incomprensioni e tutto si è risolto con un semplice, banale e triste nulla di fatto. E' vero che da qualche anno si dice che l'abitudine a frequentare i concerti sia calata, si dice anche che noi siamo tra le poche realtà in contro-tendenza.
E' un vero peccato perché oggi in Italia ci sono molte band che vale la pena seguire live, pensiamo a: Hormonauts, Super Elastic Bubble Plastic, Marta sui tubi, Baustelle, Offlaga-disco-pax, vincitori, a pieno merito del premio per il miglior clip indipendente al MEI (http://www.postodellefragole.com/odp/mail_robespierre.html). Oltre ai nostri Sikitikis e Cinemavolta., ma anche Zen circus, Wah companion e molti altri che come sempre quando si compila un rapido elenco vengono dimenticati. Spesso queste band cantano in inglese, quasi mai questi artisti vengono trasmessi in radio e tv, ma ciò non deve scoraggiare. Per quanto riguarda l'impatto live, garantiamo noi, non restereste affatto delusi. Forse sarebbe ora di estendere una community web in grado di fare girare meglio le informazioni e il materiale audio e video della nuova musica italiana, per il momento possiamo invitarvi a curiosare tra le pagine di www.rockit.it, il più trafficato sito interamente dedicato alla musica tricolore. Il prossimo anno torneremo per pochi ma grossi appuntamenti live in concomitanza del decimo compleanno subsonico, nel frattempo perché non incominciare a scoprire qualche nuova realtà da seguire e sostenere?

Arriviamo a Trezzo, chi discutendo degli argomenti di cui sopra, chi sputando corde vocali al grido di gooooo gooooo goooooooooal! chi al contrario scagliando a terra il joy-stick chi aggiornando il diario di bordo.

All'ingresso del locale, un' area magazzini vicino a quella che pare essere la tangenziale ma che potrebbe invece risultare l'autostrada, ci sono tre ragazze sedute in cerchio sull'asfalto freddo che se la giocano a carte. Anche una volta che siamo scesi dal camper non sembrano per nulla distratte dalla nostra presenza. Decidiamo che meritano di essere premiate e una volta invitate al caldo dentro il locale vengono rifornite da Ivan di magliette e cappellini in omaggio.

C'è Luca Pastore e ci sono le sue telecamere.

Abbiamo deciso di inserire anche qualche testimonianza del be-human club tour nel prossimo dvd. Non è facile piazzare obiettivi al Live di Trezzo. Il soffitto è basso e lo spazio un po' ristretto, ma il regista non si perde d'animo e ingegnandosi tutto il pomeriggio riesce comunque a inserire quattro macchine da presa. Sulle pareti dei camerini del live sono stati consumati molti pennarelli. "il vino è il peggior nemico dell'uomo e chi scappa di fronte ad un nemico è vigliacco" : una della frasi più divertenti.

Anche questa sera ci muoviamo altrove per la cena.

E' tutto sommato un modo per spezzare la monotonia dei luoghi, casello autogrill locale albergo, casello. Anche se, come Samuel, c'è chi ha preso la buona abitudine di non mangiare prima di salire sul palco.
Rientrati in camerino dovremo attendere un bel po' per il completamento dell'afflusso.

Abbiamo un problema di cambio cassette tra la prima e la seconda parte del concerto. Ci sono quattro telecamere, ma non altrettanti operatori. Le macchine sono fissate alla gabbia e una è particolarmente difficile da raggiungere, sarà necessaria la scala e lo sgombero della spazio di fronte al palco. questo aumenterà il tempo di atteso fra il primo e il secondo set.
Boosta da un paio di giorni si è completamente smaterializzato nella sua palystation portatile, che crea un tappeto sonoro di sottofondo fatto di schianti, piru piru, musiche apocalittiche, che ci segue ovunque. E' ora di cambiarci. Abbiamo preso da un po' di tempo l'abitudine di oscillare in cerchio, seguendo una tecnica di rilassamento di gruppo illustrataci da quel buon sciroccato del nostro ex bassista Pierfunk. Mani sulla schiena del compagno, punta dei piedi che si sfiorano si incomincia ad ondeggiare fino a che il ritmo di uno non diventa il movimento di tutti. E' utile per percepire la necessità di una sincronia ( il primo bran del concerto "velociraptor" ha un incastro ritmico piuttosto complesso, difficile da sciogliere a freddo) e contemporaneamente per fare scomparire il caos del back-stage così come tutto ciò che ci separa mentalmente dalla cosa più importante della giornata: il concerto.

Bello il concerto, parte carico, sempre un po' in carenza di aria a causa del soffitto basso e del locale completamente esaurito. Il pubblico è vicino che lo puoi toccare con le dita. Finisce il primo set con "l'odore", e ci dobbiamo rivestire in quanto completamente fradici dalla testa ai piedi. Come dicevamo serve una pausa di almeno un quarto d'ora per il cambio dei nastri. Si sentono dei fischi. Risalendo sul palco Samuel domanderà scusa per l'attesa spiegando che stiamo girando delle riprese, ma riserververà per un interlocutore interiore il resto della spiegazione del cambio del nastro delle telecamere.

Diversi punti interrogativi si accenderanno tra i volti delle prime file. Ma è già ripartita eva-eva. Relitti nello spazio, A nord di ogni lontananza. Durante il cambio chitarra Max e raffa picchiano le palette. La Gibson si scorda si un mezzo tono esatto (coincidenza che sfugge anche alla lettura dell'accordatore con la coda dell'occhio, mezzo tono in più uguale un piccolo pallino rosso) e sull'esplosione chitarristica del finale succede un prevedibile macello armonico. Ridiamo anche se pensiamo alle riprese e alla registrazione che saranno da buttare nel cesso. Si riparte con un "come se" molto carico, poi "ratto" e via così verso il finale sempre più acceso. Per il dj set si deve attendere. bisogna spostare il pubblico per liberare un corridoio di scarico. Il dj del locale incomincia a martellare con disappunto di Max che ora dovrà improvvisare completamente la sua scaletta, senza più intro d'atmosfera. Con il proverbiale culo del principiante ci riuscirà più che bene e lascerà allegramente spazio alla break-beat del Ninja. Poi la cassa in quattro di Samuel e Boosta e poi il delirio tra un disco a testa e incitamenti vari al microfono, con tanto di dedica tributo agli ultimi eroi danzanti da noi ribattezzati "sopravvissuti della groova".


SUBSONICA 08/12/05

Concerto a Ponderano

Concerto a Ponderano

piazza Vittorio h16

A pochi giorni dallo sgombero di Venaus, mentre stiamo partendo, arrivano diversi sms di amici che parlano di lacrimogeni e tensioni durante e il tentativo di riconquista del presidio Valsusino. Il manganello è arrivato un paio di notti fa con la stessa cieca e arrogante violenza messa già in campo a Genova. Sono stati picchiati anziani, donne, persone assolutamente pacifiche. Sfortunatamente per chi ha pensato bene di impartire l'ordine erano presenti in loco anche fotografi e giornalisti. Menati pure loro (braccia fratturate a fotografi che stavano scattando e manganellate e calci ai cronisti).
Senza quelle testimonianze nessuno avrebbe probabilmente mai saputo e tutto sarebbe stato liquidato dai telegiornali come un tafferuglio tra agenti delle forze dell'ordine e estremisti facinorosi -d'altronde il ministro ha anche provato a negare la carica.
Così fortunatamente non è stato e lo sdegno, unito alla radicata cultura antifascista di questi luoghi ha provocato una reazione forte della quale fa parte anche il corteo di oggi, quello che prima di sera costringerà i carabinieri a togliersi di mezzo.
I giornali parleranno anche di un'autorizzazione "mirate alle gambe" arrivata da Roma.

Questa sera durante "Sole silenzioso" ricorderemo che sul progresso tracciato sulla pelle delle persone ognuno può pensarla come crede, e può discuterne come crede. Ma è assolutamente necessario cacciare fuori, al più presto, la marmaglia fascista dalla guida del paese. Per il bene di tutti.

Arriviamo al Babilonia di Ponderano verso le 18 e abbracciamo Aldo, con il quale è sempre divertente ripercorre aneddoti e curiosità da back-stage. Ad esempio come non ricordare la nostra ultima data qui (amorematico tour), con un Ninja febbricitante a 40- flebo nel braccio al pronto soccorso, poco prima di salire sul palco. Il locale era stracolmo di gente urlante e Mirco Veronesi guardando impaziente il flacone chiedeva al dottore": -"quanto ci vuole ancora qui" -"ehhh..per tutta la flebo almeno 20 minuti" -"faccia una cosa si volti un attimo" e opplà in cinque minuti allentando un po' il rubinettino si caricava in macchina l'esile ed eroico batterista per trascinarlo sul palco. Un combattente della groova è disposto a questo ed altro.

Questo sarà uno degli ultimi concerti qui a Ponderano.

Il Babilonia chiuderà i battenti, per riaprire, forse, si spera, altrove. Diamo uno sguardo alle scritte che tappezzano il camerino, sedimentazione deliranti di anni e anni di musica, insulti, graffiti erotici, scritte comiche, sconcezze devastanti, italiano, inglese, botta e risposta tra band che non esistono più. Storia. Aldo sostiene che si dovrebbe asportare il tutto ed esporlo in qualche luogo. Osseviamo un "Samuel re dei congiuntivi!" spennarellato con tutta probabilità dai Mambassa e pensiamo che forse anche no.

Si cena in una vicina trattoria, probabilmente una bocciofila nelle stagioni più clementi, e ci si dirige verso il locale. E' bella la sensazione tutta invernale dello spostarsi imbottiti negli abiti pesanti, nebbia dal naso, ghiaccio e neve a bordo strada, il sapore del freddo misto odore di parcheggio in gola. E' un condensato di memorie legate ai primi concerti ma anche un controcampo in esterni perfetto per il calore dei luoghi della musica. Il calore questa sera sarà molto più che semplice metafora. Sarà liquido che cola dalle ciglia, dal soffitto, dai vestiti. Sarà carenza di ossigeno.

Il concerto gira bene ora, si arricchisce di sfumature senza perdere di potenza.
Smarrisce forse un po' di sorriso a causa della fatica legata alla mancanza di aria.
Il locale è pieno che di più non si può proprio. E l'aria manca un po' a tutti infatti il pubblico segue, canta e partecipa ma senza lanciarsi in piroette. Samuel saluta qualche parole di "l'odore", l'intensità è al massimo con "fluido-the activator", meno fatica rock e più oscillazione dance, perfetto per il clima. Le braccia si levano a tempo sulla cassa e arriviamo dritti alla fine che, non ancora spento l'ultimo delay si è già passati al d.j. set.
Parte Max con la struggente "Labbra blu" dei Diaframma nella versione reinterpretata da Cristina Donà. Una piccola soffusa meraviglia che serve a tutti per tirare fiato. Poi a torso nudo con cambio maglietta in consolle via verso il resto della nottata. Samuel Boosta Ninja. Fino alla fine, anzi un attimo prima che ci mancano ancora due concerti e domani si gira una parte di d.v.d.

Rientrando in albergo mentre ci raccontiamo come sarebbe bello trovare un bar per un panino aperto, ma alle cinque a Biella figurarsi un po'....vediamo un'insegna accesa...un forno!! E giù di pizzette, croissant e altre schifezze che la misericordia della groova ha pensato bene di donarci sul nostro cammino.


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