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SUBSONICA 12/01/06

Groningen

Groningen

sveglia alle 5,30. Qualcuno ha giurato che sarebbe andato a dormire vestito con valigia e che si sarebbe addormentato, mano sulla maniglia della porta di casa, già pronto a uscire. E' buio pesto e i bar sono ancora quasi tutti chiusi in questa zona di bohemien. Tanto non ci sarebbe neppure il tempo che già dobbiamo salire sul taxi direzione Caselle.

All'aeroporto ci contiamo: siamo in 11. Oltre a noi cinque, Alle, Matteo, Sem, Cipo, Damir e Ivan, che ancora non si capisce bene cosa ci venga a fare vista la lacuna in materia di lingue straniere. Raffa e Tony stanno viaggiando in un furgone carico di strumenti, con un itinerario scelto rigorosamente per tagliare fuori la Svizzera e i suoi doganieri troppo svizzeri, che ogni volta devi scaricare tutto e controllare il carico fino all'ultimo bullone.

Vicio e Max impiegano il tempo tra check-in e colazione per tenere un demenziale corso di inglese a traduzione letterale: "good day!" (buon giorno) "do you have it with me?"(ce l'hai con me?) "these dicks!" ('sti cazzi!) "are you of chord whit me?" (sei d'accordo con me?) e ridono pure come due cretini.

Il volo partirà in ritardo di un'ora e mezza: causa cattive condizioni meteo in Olanda. Non abbiamo nemmeno le forze per recriminare. Dormiamo a più riprese tra sala d'attesa e aereo.

Atterriamo ad Amsterdam che ha un aeroporto in città, e in effetti stupisce toccare il suolo di fianco a sopraelevate e strade. Dall'aeroporto dopo una breve pausa trash-food decisamente più trash che food, raggiungiamo il treno per Groningen: una bella città universitaria a settentrione, distante un paio di ore e fischia di pianura nebbiosa-architetture nordiche-che cedono il passo a casette delle fiabe-sotto cieli grigi che non si capisce come ma sembrano sempre meno tristi di quelli padani.

Sul treno libri alla mano e cuffie nelle orecchie passiamo da Murcof per quanto riguarda l'mp3 ai libri di Lansdale (capitani oltraggiosi)- Boosta, il mistero di Torino (Messori e Cazzullo)- Max, Harry Potter -Ninja e Vicio, che se lo commentano pure ad alta voce tra una pagina e l'altra. Samuel è invece perso nella playstation.

Insomma arriviamo in una splendida stazione d'epoca dopo l' immersione nell'atmosfera olandese. mettiamo piede sul suolo di Groningen (si pronuncia più o meno Kª∆∞ª∂ƒßrrrrhhoningen, non chiedeteci perché) pronti ad incontrare lingue e accenti sconosciuti e volti differenti e la prima frase che risuona mentre il treno riparte è "minchia bbuuusta zio fa''".  Voltandoci vediamo due fanciulle sorridenti e salutanti e per nulla nordiche.

Il bus già ci aspetta che qui dobbiamo fare ancora 40 km per l'albergo. Incomincia ad assumere i connotati di un" viaggio della speranza". Siamo a Drechten. ma l'importante non è tanto capire dove, né chi esattamente siamo, ma quando riusciremo a farci un paio d'ore di coma.

Fatto.

Stasera al Gran -Theatre c'è Manuel con gli Afterhours e mica ce li vogliamo perdere. Rifacciamo i 40 km, questa volta con il pullman di linea, mandiamo sms per avvisare della nostra presenza e con una certa precisione logistica arriviamo addirittura in anticipo. Ore 20 e 30. Tempo necessario per prendere d'assalto uno di quegli infernali 24 ore che servono ogni sorta di porcheria più o meno commestibile, sistematicamente fritta o unta o chissà che altro. Cadenzando in coro con tono da stadio un "stòmaco stòmaco...vaffancùlo" vuotiamo euro nella pancia del distributore riempiendo la nostra di deliziosa immondizia.

Entriamo in teatro con i braccialetti che serviranno per girare tranquillamente nelle 18 venue del festival, dove si alternano in media tre gruppi a sera.

Lo spazio è stupendo: un vecchio teatro apparentemente non ristrutturato, con pareti spoglie, mattoni e calce a vista e una buona acustica. Manuel è in piena forma, potrebbe tenere in piedi il concerto solo con la voce. Canta in inglese di fronte ad un pubblico non numerosissimo ma assolutamente affascinato. C'è un nuovo bassista e un prezioso elemento in più che alterna tastiere a strumenti a fiato.

Finito il concerto cerchiamo un ristorante, lasciando il tempo agli After di cambiarsi perdersi in convenevoli rilasciare interviste e parlare con i responsabili dei vari festival - e' questo il principale scopo di questa partecipazione, suonare sotto gli occhi degli organizzatori europei. Tanto ci si incontra dopo che la serata è lunga.

Una cena lunga e poco interessante sotto il profilo gastronomico, allietata da Ivan che dà il giro a tutti i luoghi comuni dell' Italiano in gita nei Paesi Bassi.

-"oh la cameriera mi fa' gli occhi dolci, che qui tanto sono tutti biondi e tutti uguali e noi italiani focosi e queste sì che lo sanno......" (le cameriere solitamente guadagnano con le mance, per le quali sono anche tassate e si prodigano in gentilezze)

manca giusto il coffee shop

-"oh dunque mi sono informato ci sono due coffee shop, uno qui vicino che ho già visto e l'altro..."

 ecco appunto.

Quindi, la delegazione tricolore finisce al coffee shopo, la maggior parte incomincia invece un'esplorazione dei locali del festival. Tutti validi e attrezzatissimi. L'organizzazione è ottima, l'approccio splendido. Ci ritroveremo tutti insieme nel locale dove suonano gli Irlandesi Chalet, sollevando boccali di birra e brindando con la band milanese.

Finito il set restiamo per la band successiva: i "clor". Nell'attesa però usciamo a fumare. Non è nemmeno vietato nei locali, ma ormai siamo abituati così, in più la spedizione tricolore è passata dal coffe shop e quindi tra una storia e l'altra.......non ci accorgiamo neppure che nel frattempo si è formata sul marciapiede una disciplinatissima coda, che però ci toccherà affrontare al momento del rientro. Mezz'ora di freddo.

Dei Clor sappiamo poco, anzi nulla se non che sono una band inglese a metà tra il prog e la new wave con un cantante che usa il falsetto. Dal vivo saranno una grande rivelazione. Ragazzi di vent'anni tecnicamente preparatissimi che affrontano con scioltezza e grande padronanza ritmiche complesse e intriganti. Da rivedere assolutamente.

Rientro in albergo alla spicciolata.

Nel taxi di Cipo, Vicio, Ninja e Boosta si tiene la seguente conversazione in inglese con il conducente.

-"voi siete una band? italiani?come vi chiamate?"

"Subsonica!"

"mmmh sub.....sonica....mmmh, mica mi piace questo nome. E' brutto, proprio brutto, sembra quello di un festival...non mi piace per niente…sub…sub e poi sonic, fa proprio schifo!"


b. 10/01/06 00:49

di lettere e altri svaghi.

diciamo che il periodo mi vede tra l'ombroso e il decadandy...
quindi ,in ordine sparso: un'ora e mezza (boosta).......DAI SCHERZAVO ,NON CHIUDETEVI.
i frammenti di un discorso amoroso (barthes),sempre piacevole spunto di riflessione per gli alienati.
ellis,lunapark.
leonard,cat chaser
genna,l'anno luce
lukyanenko,i guardiani della notte(MA SOLO SE VI PIACCIONO STURIE DI MEZZI MOSTRI ,GUARDIANI DI TENEBRE E BLA BLA AMBIENTATI NELLA METRO DI MOSCA)
cominciamo da qui che ne abbiamo.
ciao.


SUBSONICA 09/01/06 18:02

il video di Vita d'a ..

il video di Vita d'altri in anteprima su MTV da oggi


http://www.mtv.it/news/news_page.asp?IDNEWS=16192


ninja 09/01/06 12:27

forum - opinioni

dovrebbe essere operativo


SUBSONICA 08/01/06 18:42

aggiornati anche i t ..

aggiornati anche i testi del diario di bordo


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