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03 maggio

Colazione. Questa volta per il rotto della cuffia. Visita ad un enorme centro commerciale con sala concerti inclusa poco distante dalla fiera (bisogna calcolare che per certi versi siamo in estrema periferia) ed appuntamento con i tajarin dello stand piemontese. Oggi sembra esserci più gente. Molti più i ragazzi e i vecchietti assolutamente più scatenati. Tranne: una coppia addormentata sulle sedie che non si sveglierà per tutta la durata dell'esecuzione e neanche dopo, un vecchietto con le mani pressate sulle orecchie dall'inizio alla fine. Che però resterà tutto il tempo. La scaletta rimane invariata tranne che per Nuova Ossessione al posto di Strade. La strumentazione è ridotta al minimo per via dei trasporti quindi non potremo fare grosse variazioni. Il concerto riesce anche meglio di quello di ieri e al termine firmeremo un sacco di autografi ed assisteremo ai primi fenomeni di tarantolismo femminile. Ivan esterrefatto ci comunicherà di aver venduto più di quaranta cd Arriva anche un curioso personaggio ad ingaggiarci per un locale a Tokio. E' un italiano residente da anni nella capitale che cura questioni per organizzazioni di vario genere e si occupa di eventi.

Si riparte per Osaka. Il quartiere in questione viene chiamato america-Mura. Andiamo in cerca di negozi di strumenti usati e dischi. Sembra una ricostruzione di un quartiere hippie americano. Qualche fenomeno ha anche deciso di costruirci una statua della libertà. In cima ad un palazzo. 

E' il quartiere alternativo a giudicare dagli abbigliamenti che vanno dal neo-metallico piercing e chioma alla Gengis Kaan al più comune street-ware di matrice hip-hop ma più virata verso il dijeismo da club. Del resto non sono stati pochi i dj giapponesi ad imporsi nel panorama internazionale. Entriamo in un negozio pieno zeppo di chitarre usate vecchissime. Da lasciarci il cuore. Ma anche tutte le risorse visto che i prezzi sono davvero alti. Dentro è l'inferno, ognuno può prendere una chitarra o un basso e suonarci quello che vuole al volume che vuole. Fare i commessi lì dentro supponiamo che equivalga al conseguimento del decimo dan in qualche disciplina zen.

Ci ributtiamo nelle vie affollate, vediamo cose incredibili, forse addirittura troppe per riuscire ad appuntarle. Siamo in Shinsaibashi. 

Nel frattempo Boosta e Raffa, accompagnati dalla gentilissima Yuki si dirigono verso l'indirizzo di un tatuatore. Si sono messi in testa di farsi un tatuaggio stile Yakuza. Nel senso che in Giappone in pratica i tatuaggi se li fanno quasi solo più gli uomini delle cosche locali. Questo tatuatore pare essere una specie di guru della materia. Al punto che in molti da diverse parti del mondo vengono ad apprendere qualcosa da lui o semplicemente a farsi tatuare. 

Sturie di tatuaggi in giappone.
Grazie al costante interessamento di alcuni interpreti locali veniamo in contatto fortunoso con colui che sara' l'uomo che incidera' le pelli del giovin tastierista e del coriaceo backliner.
Lo studio di Toshi, questo e' il nome, e' al confine di Umeda, nel quartiere delle sale giochi. Tra le case piccole e incrostate di smog si alza sovrana una costruzione con base triangolare di 5 piani.
Esaurite le scale entriamo in un micro appartamento di due stanze e poco piu', precedentemente abitato da puffo forzuto e il suo assistente considerate le dimensioni. L'uomo che ci accoglie e' proprio giapponese ma e'anche un po' americano e lo studio e' proprio americano e anche un po' giapponese. Ideogrammi pochi, maschere di batman e amenicoli dell'ovest veramente in qualunque angolo...
Il nostro sguardo e' perso per la stanza, la comunicazione non esattamente agevole e l'aiuto di Yuki fondamentale.

Ci racconta di mirabolanti avventure in america e spagna... di conventions internazionali all'insegna di dragoni, ci mostra foto che lo ritraggono con personaggi alle soglie dell'incredibile, lo vediamo con Bonjovi, Clooney, Clinton (quello che ha fatto il presidente).

Tutto questo ci spinge a non preoccuparci del dettaglio che non avevamo potuto fare a meno di notare: un fucile a pompa carico appoggiato al muro.
Ci congediamo e torniamo a fare i turisti molto soddisfatti per gli accordi presi.
Il giorno dopo e' tempo. Toshi e il suo assistente preparano i ferri del mestieri, ore previste per il boosta 2 , raffa 8.......................

Alcune foto che cercheremo di recuperare testimoniano le prime incisioni dell'ago sulla pelle vergine del boosta. Sorrisi larghi da parte del maestro e sorrisi sforzati da parte del ragazzo tastierista tastierista con tanto di  foto al termine del tutto.
Nel frattempo raffa soffre in silenzio e verra' ricondotto in albergo da uno degli assistenti a tarda notte.

I ragazzi sono felici. Le incisioni sono degne.quindi grandi abbracci e promesse solenni di mantenersi il contatto...per chi voglia tatuarsi........

Boosta

Per la cena raggiungiamo il quartiere di Kita. Abbiamo appuntamento anche con altri ragazzi degli stand. Quel genio di Max (non il nostro presidente ma il responsabile della Regione) è riuscito a farsi accreditare un pulmino dal suo diretto superiore. Solo che una volta radunati tutti si è accorto di aver dimenticato il suddetto in albergo. Che tipo. Il primo giorno era inappuntabile nel suo giacca-cravatta, man mano che passano i giorni presenta un abbigliamento che degrada dalla trascurata elegantezza al principio di svacco irreversibile. Una visita all'enorme quartiere sotterraneo vicino alla stazione principale, dove si vive tutto il giorno alla luce del neon e siamo pronti al sushi e sashimi di rito. Il Boosta azzarderà anche l'ordinazione del famigerato pesce-palla. Se il cuoco sbaglia la preparazione sei morto avvelenato. Davvero.

 

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