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sbs e autori vari 22/11/07 23:26

il codice "L'eclissi"

Un millimetro in più e la martellata ci avrebbe staccato il naso. Non avevamo previsto che un essere semi-divino potesse scendere tanto in basso. "La grappa è grappa e la guerra è guerra!", pensammo. Gli bloccammo il braccio destro. Il post-bardo ce l'aveva col nostro naso, provò ancora a staccarlo, stavolta con un morso. Caricammo un montante e lo colpimmo al pomo d'Adamo. Annasparono entrambi, lui e Adamo. Dal volto gonfio essudarono quindici versioni alternative della Genesi: "Dio si scordò di Noè, di tutti gli animali domestici e di tutte le fiere che erano con lui nell'Arca. Dio ruttò e l'Arca fu sommersa." I Genesis non ci erano mai piaciuti, consideravamo sopportabili solo alcune parti di "Abacab", 1981. In quell'album Phil Collins aveva trovato un suo paradossale equilibrio: non sembrava più una versione sfigata di Peter Gabriel, era finalmente il povero sé stesso che sarebbe rimasto. Gli sferrammo un calcio nei genitali, Phil si piegò in due canticchiando: "I can phil it coming in the air tonight..." Le capacità di mutazione del post-bardo iniziavano a innervosirci. Nel frattempo, Adamo ci aveva addentato una caviglia: gli strappammo una costola e gli sfondammo il cranio. Bye bye, capostipite, salutaci Tetragrammaton. Lo stesso corpo contundente impattò contro un dente dell'ex-batterista prog, impedendogli di  finire la canzone. Il post-bardo riprese a ribollire: "12) argomento: per quando tiguarda rettifiche motori io non rigordo ma se si chiedevase può aprire al mio paese può venire se a bisogno di qualche appoggio che si presenti da me che le presento qualche meccanico." Era  Provenzano. Ci investì con una gragnuola di pizzini-ninja: il bordo di un foglio ci tagliò la guancia. Come eroi di un poliziottesco pensammo: "Ora mi incazzo!". Il post-bardo era come un'Idra, gli avatar uscivano dalla testa. Noi, Ercole, dovevamo mozzarla. Una fatica del cazzo. Intanto dovevamo liberarci del vecchio boss corleonese: con le dita mimammo lo sparo di una pistola. Funzionò. U ' Raggiuneri  emise un raggio nero e ne venne inghiottito. Soffiammo sulla punta delle dita, guardando il post-bardo. Con lui non avrebbe funzionato. Phil Collins si era rialzato, la bocca simile a una bistecca al sangue: "Fi fimf to hav an invivible touch yeah..." Ci venne in mente Peter Gabriel: Sledgehammer. Impugnammo la mazza e colpimmo. Il volto di Phil iniziò a deformarsi come un grumo di pongo, secondo un algoritmo imperscrutabile. Per una frazione di secondo si stabilizzò su una forma ibrida tra Cecchetto, noto DJ e produttore, e Cicchitto, ex-PSI, ex-Forza Italia, ex-Phil Collins. Che esplose. Ora toccava al post-bardo. Dovevamo decapitarlo e cauterizzare il moncone prima che ricrescesse.  Con un colpo di ku fu (la Mano di Travertino), lo colpimmo sulla carotide. La testa volò via. In un remoto angolo di quell'universo, l'entità che era stata Franco Franchi sorrise. Dalla voragine del collo uscirono bestemmie, preghiere, poesie in pentametri giambici, volantini e slogan da corteo, circolari ministeriali, discorsi di Veltroni, testi di Mogol, oroscopi, sermoni radiofonici, interi romanzi di Avoledo, canzoni di Goran Kuzminac, canzoni di Mario Castelnuovo, monologhi di Castellitto, collane di Castelvecchi, apparizioni della Madonna, segreti di Fatima, bolle papali, bolle di sapone, statuette di Ganesh che bevevano latte, divertimenti di Krishna, lallazioni di neonato, scuregge, pernacchie, Iannozzi, saggi di Willy Pasini noto sessuologo, assoli di theremin, bigliettini dei Baci Perugina, biscotti della fortuna, bugiardini di ansiolitici. La testa stava per ricrescere: accendemmo lo Zippo della Harley e ci precipitammo a cauterizzare. Mentre bruciavamo i tessuti, un ultimo soffio ci raggelò il sangue. Con la voce di Hal 9000 la cicatrice declamò: "Dentro al replay per un attimo c'ero e anche lei ma in quel momento qualcosa ho cancellato si è fermato il tempo la sua regolarità e come se morisse è sparita anche la luna, è cominciata l'eclisse." Erano versi di Bersani, il ministro. L'eco delle parole si trasformò nell'immagine di un sole oscurato. Durò pochi istanti e luce di nuovo fu.
Il giorno dopo uscì l'album dei Subsonica.
(Wu Ming)


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