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max 12/07/03 15:46

il mucchio di polemiche su tutto

rileggo quanto scritto ed apporto sempre di fretta alcune rapide correzioni sintattiche.


non mi è certo sfuggita la serie di botta e risposta sulla testata Mucchio riguardante la compilation allegata alla rivista "Tutto". Non è nostra intenzione
scatenare bettaglie a suon di lettere aperte contro il direttore di una rivista che come altre sta dalla parte della musica che condividiamo e che suoniamo. Questo spirito di zuffa tra poveri ha imballato la musica italiana per troppo tempo. Non mi sento di rispondere alle questioni sollevate da Stefani punto per punto, perchè la questioni poste in quei termini sono avvilenti tanto per chi le lancia quanto per chi dovrebbe abboccarne e ribattere per le rime. Ne verrebbe fuori un dibattito contrassegnato da toni che poco avrebbero a che fare con la natura reale della questione. Preferisco parlare in generale di una serie di considerazioni che ci porta ad accettare di buon grado di partecipare ad una compilation come quella propostaci da Manuel. In prima battuta e a scanso di equivoci vorrei sottolineare come non sia certo la noncuranza riguardo tematiche reali, sociali o politiche a farci accettare una collaborazione del genere. i Subsonica hanno sempre pagato di tasca loro (vorrei poter dire lo stesso di tutti i detrattori di turno) e piuttosto silenziosamente il proprio allineamento a determinati temi. Sarebbero operazioni come quelle proposteci da Coca-cola (spot radio), Oreal ( sponsor per video.....un marchio con alta partecipazione nestlè), o Nike (evento) ad arricchire eventualmente senza tanta fatica il conto in banca di un artista. Perchè parteciperemmo alla compilation solo per avere più pubblicità e poi rifiuteremmo gli eventi coca-cola-mtv, rischiando di alienarci gli spazi di un emittente televisiva molto più seguita di qualsiasi rivista? Perchè crediamo in qualcosa. Anche "bruciare" una data in una qualsiasi città decidendo di destinare l'evento a sostegno di realtà di autogestione e controinformazione, è una scelta pagata di tasca proprio. Proprio mentre il direttore del Mucchio sul suo sito (dopo aver insultato piuttosto violentemente alcuni lettori in disaccordo con le sue più recenti affermazioni) dichiara "non siamo certo dei no-global". In primo luogo ritengo che Subsonica abbia inferto più danni all'attuale corso politico di qualsiasi rubrica pregna di schiumante antiberlusconismo. In primo luogo per un gruppo definito Pop (comunque con una sfera di pubblico non necessariamente schierata in partenza) una presa di posizione netta è nuovamente una scelta che il gruppo (senza nemmeno pensarci su) decide di pagare. Poi perchè abbiamo sempre tentato di "suggerire" e non di imporre le nostre posizioni ad un pubblico ampio e multiforme, scegliendo anche un linguaggio poco cattedratico, per nulla retorico e il più possibile inusuale (ad esempio il tributo a Elio Petri con l'indimenticabile monologo di Volontè su sfondo azzurro su repressione e giustizia). Alla fine i servizi "politici" della rivista in questione, specialmente nell'ultimo corso, non hanno mai aggiunto nulla di concreto a quanto affermato da quotidiani o eccellenti magazine animate da eccellenti giornalisti che non ti lasciano il sospetto di voler riempire le proprie pagine di sensazionalismi semplicistici di sapore "chi non salta un berlusconi è , uè!" solo per darsi una connotazione differente dalle altre riviste del medesimo settore. Mi dispiace ma a parte gli ottimi articoli musicalie a me personalmente il Mucchio in veste politica, fa tristezza e anche un po' rabbia. Rabbia, perchè penso che i ragazzi non abbiano bisogno di imparare ad abbaiare alla luna o di incazzarsi punto e basta. E' una ricetta vecchia, che risale a tempi che ho vissuto e di cui non nessuna nostalgia. Contrariamente al direttore del Mucchio io non ritengo di essere nella condizione di poter dare arbitrariamente del "rincoglionito-decerebrato" a chicchessia poco corrispondente a determinati (da chi?) modelli comportamentali o a scelte di vita. Non penso che sia questo il contenuto né tantomeno la forma adatta a decifrare i tempi in cui viviamo noi e molti ragazzi a cui pretendiamo di rivolgerci. Alcuni messaggi pseudo insurrezionalisti infarciti di k e berluski, apparsi sul sito della rivista mi hanno dato un idea del prototipo di "lucido pensatore" frutto del giornalismo di Stefani e Del Papa. Tristezza e rabbia. In secondo luogo (ho perso il filo, siamo solo al secondo?) Tanto Stefani non crede al multiforme pensiero no-global quanto noi non crediamo nell'antiberlusconismo. C'è una classe politica insostenibile da mandare via, c'è un capobanda oramai in stato di decomposizione mediatica avanzata, che dall'antiberlusconismo trae solo dei vantaggi. Questo per quanto possa non rientrare nei pattern mentali di chi sventola e schiuma rabbiosamente una militanza a comando è quello che noi riteniamo sia la realtà dei fatti. Un ultima considerazione sulla rivista Tutto. E' parere nostro ma anche di giornalisti e caporedattori di riviste musicali autorevoli, che il giornalismo di Luca Valtorta (Tutto) produca più mutamenti per la scena musicale di quanto non siano riuscite a produrne le tradizionali riviste di settore. Io penso che questo sia vero, penso che lo sia per le fasce giovanili. Non ci si può appellare solo ad episodi come le sconfortanti rubrichette del tipo "ti fa sesso Godano?" oppure "qual'è il tuo subsonico preferito?" frutto di un pregiudizio da parte di chi pensa che parlare in linguaggio-giovanile significhi tirare in ballo anche stronzate del genere , per limitare l'evidenza dell'impatto che una rivista che pensiona Boy-band e idoli di plastica per far scoprire ai più giovani l'ultimo Radiohead o band italiane ben più nascoste dei Subsonica, ha avuto sulle scelte di molti ragazzi.
. Penso che la compilation incriminata (ma giudicata oggettivamente bella anche da chi critica l'operazione) continuerà ad esister anche quando la Mondadori sarà di chiunque altro, e penso che la redazione di Tutto abbia dato più che chiari segnali di non allineamento nei confronti della proprietà. Penso di continuare a leggere Rumore (o il mucchio) per ciò che riguarda la mia esigenza di informazione e approfondimento, però ritengo assolutamente valida la posizione assunta da Tutto nell'ultma fase di trasformazione. Un'operazione coraggiosa tanto quanto a volte le "imboscate" o le "fiammate" che portano sempre il concetto di coerenza nel mirino, proposte da una rivista che candidamente ammette di aver omesso la dicitura "selvaggio" per paura di perdere inserzionisti pubblicitari, suonano ambiguamente un tantino vigliacche. Su quanto Cristina o Giò dei la Cruz sarebbero stati "costretti" a partecipare alla compilation non voglio nemmeno esprimermi. E' un'affermazione che si commenta da sé.
p.s. non avrei nessuna intenzione di veder pubblicata questa risposta sulle pagine di riviste o di siti che dir si voglia. Spero che venga rispettata questa richiesta. Nessuno nell'ambiente della musica che ci ostiniamo a sostenere con passione (musicisti giornalisti etichette pubblico) ha bisogno di queste polemiche pirotecniche. Nessuno che abbia intenzioni oneste.


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