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SUBSONICA 10/08/11 20:41

Concerto a Milano (26-07-2011)

Concerto a Milano - 7100 persone

Oggi decido di mettere in pista un’ulteriore variazione sulla solita routine di viaggio e me ne vado a Milano con la mia auto, accompagnato da Roby, uno dei miei amici storici della Valsusa – nonché compare di lotta No Tav, ca va sans dire.

Non sembra, ma sono questi piccoli cambiamenti sul quotidiano che tengono lontani dalla stanchezza psicologica che i gesti reiterati nel tempo inevitabilmente portano con sé.

Tipo: la propria autoradio, la propria tempistica di viaggio, la chiacchiera con l’amico su argomenti lontani mille miglia da ciò che succede sul palco e dintorni. Possiamo chiamarla “normalità”?

E poi, quando sei tu a guidare, ti rendi conto di cose che il più delle volte scappano dall’attenzione. Tipo: non mi sono mai accorto che l’Arena Civica fosse all’interno di Parco Sempione!

Location affascinante, comoda da raggiungere, con un cartellone –quello del Milano Jazzin’Festival- di tutto rispetto….peccato che all’ombra della Madonnina viga ancora l’improbo obbligo di limitare l’emissione sonora non oltre i 95 decibel. Se pensate che il solo vociare del pubblico supera tranquillamente i 70 dB, immaginate quanto l’esibizione di una band –soprattutto come la nostra, dove la “botta” è fondamentale- ne risulti danneggiata.

Questo succede da un bel po’ di anni: mi ricordo un concerto dei Soulfly nel 2000 al Rolling Stone (ora chiuso, snif snif..), con Max Cavalera e i ragazzi a pestare come forsennati sul palco, mentre in sala sentivo più forti le parole delle persone vicino a me.

Giuliano Pisapia? Tu che hai potere in merito, ci dai una mano a risolvere la questione?

Fine del pippone.

Dicevamo…io e l’amico arriviamo all’Arena e all’ingresso incontriamo l’amico e mio collega di strumento Saturnino, che stasera ha deciso di venirsi a vedere lo show. Grande bassista, Mr. Celani. E poi ci accomuna la pettinatura e pure l’altezza – un giorno, magari, ci scambieremo di ruolo ;-) abbracci, convenevoli e ci si da appuntamento al dopo concerto.

Siamo in discreto anticipo sui tempi e, infatti, il resto della band deve ancora arrivare. È la giusta occasione per gustarsi la situazione al rallentatore: un po’ di frutta fresca, saluti a tutta la crew e un atteggiamento più turistico del solito, favorito anche dal fatto che mostro al mio amico come funziona l’”ingranaggio concerto” dall’interno.

Per cui, quando i quattro subs mancanti arrivano, il mio atteggiamento al soundcheck è più rilassato del solito. E poi c’è poco da provare: con il fatto che il volume fuori è poca roba, sul palco il suono è nitido, senza rimbombi di frequenze basse (quelle che, ahimè per il sottoscritto, rompono più i coglions). No problemz, maaan.

In realtà, la prova serve più che altro per testare una prima in assoluto: madames & messieurs, on stage with Subsonica….Johnson e Michael Righeira!

Esatto, amici. Stasera fanno il loro esordio con noi gli autori di Vamos A la Playa, ospiti nel nuovo singolo La Funzione, che sta imperversando sui network italiani. Sono passati quasi trent’anni e moooolta acqua sotto i ponti, ma i due hanno ancora la vibrazione elettropunk in corpo e il piglio con cui affrontano il microfono durante la prova, la dice lunga sulla loro voglia di spaccare.

E quindi ci siamo.

Una cena veloce, il consueto brindisi a base di rum sour nei camerini e i gladiatori escono in arena. C’è ancora un po’ di luce crepuscolare e l’intro con le Gymnopedies di Eric Satie acquista ancora più fascino del solito.

Il pubblico è quello delle grandi occasioni, con un sold out da 7500 presenze e noi siamo stra-carichi. Il colpo d’occhio sulla folla è da brivido. Quando sali sul palco a Milano sei sempre particolarmente concentrato, sapendo che questa è la patria degli addetti ai lavori, quindi si parte compatti, senza concedere particolari “svacchi” all’esibizione.

Il primo set del concerto è-almeno per quanto mi riguarda- molto intenso e faticoso: come gli atleti durante le gare, bisogna “spezzare” il fiato e stasera fatico un poco. Guardare Samuel mi è molto d’aiuto, la sua energia mi meraviglia ogni giorno di più. Osservo molto i miei soci, mentre suono: Boosta è il sorriso o la linguaccia à la Gene Simmons, Max la dedizione quasi mistica (se sbaglia la dose di cocktail, il suo occhio diventa pericolosamente infuocato ;)), Ninja la concentrazione yoga sull’esecuzione.

Il secondo set scivola via veloce, con la mazzata drum&bass ormai in nostro pieno possesso e arriviamo al momento della comparsa sul palco dei Righeira per La Funzione. Il loro look è quello del video, con gli occhialoni da alieno e i colori sgargianti, la presenza è magnetica e i tipi se la cantano pure bene. Una bella ciliegina sulla torta, sottolineata -quando i due scendono- da un lungo coro su note e parole di Vamos A La Playa da parte del pubblico. Scrivere canzoni così (possono piacere o meno, eh..) ti rende quasi immortale, al di sopra della dimensione spazio-tempo classica della vita umana. Infatti non credete a ciò che vi dicono: Jim Morrison è ancora vivo e si è trasformato in Barry Manilow, Paul McCartney è morto e quello di adesso è il suo sosia. Il club dei 27 esiste veramente. ;-)

Ragazzi, lasciamo che qualche mito esista ancora, altrimenti la vita diventa piuttosto noiosa!

Il concerto giunge al termine, ma la serata è ancora lunga.

Al Magnolia –club vicino a Linate, la festa prosegue con esibizione completa dei Righeira e nostro dj set al gran completo.

Prima di dirigerci in quella direzione, è il momento di prodigarsi in saluti, baci e abbracci con i tantissimi amici venuti a salutarci. Vedo persone che mi fa un piacere immenso ri-incontrare, ma una in particolare: Camilla, la nostra storica ex-“luciaia”. Le nostre strade si sono separate da anni, ma abbiamo diviso buona parte del percorso assieme –anzi, lei è stata parte del collettivo Subs dai primissimi tempi!- e, per un periodo, io e lei abbiamo pure vissuto nello stesso caseggiato. Ciao Cami, ti voglio sempre bene.

Il tempo stringe e, in mezzo a qualche nervosismo di troppo di qualcuno..ehm ehm, schizziamo verso il Magnolia. Un bel codazzo in partenza: io e il mio amico Roby in macchina, Samuel e amici su un’altra auto, il furgone e, a chiudere, il nostro management.

La partenza dell’aftershow tocca al sottoscritto.

Stasera opto per un mini-set a base di elettronica e cassa in quattro, tanto per variare qualche ingrediente della salsa darkettona che solitamente prediligo. Beh, il sound è sempre oscuro e pesante, ma l’attitudine dance sembra incontrare i gusti delle tantissime persone accorse (i dati a fine serata dicono 1700). Il primo pezzo, in particolare, è una scelta beneaugurante per tutti, visto che il suo intro recita le seguenti parole: “…and tonight…we’re gonna fuck fuck fuck…”. Will you do it?

Poi.

Tocca a Max, con il suo sound astratto e pulsante che è piacevole, sia da ballare che da ascoltare. I Righeira, con mezz’ora di successi che tutti avranno ascoltato almeno una volta nella vita.

Samuel & Boosta, e la loro bordata dance house ad altissimo volume.

Verso le 2.30 io e il mio amico decidiamo di abbandonare il campo e torniamo verso la lontana Valsusa. Ci perdiamo la chiusura incendiaria di Ninja e Victor MC che, però, verrà interrotta prima del tempo a causa orario e –di nuovo!- volume (che palle).

Di notte tutto diventa più lento e più affascinante, persino la Milano-Torino sembra accorgersi della mia stanchezza e si fa trovare morbida e senza traffico. Quasi nuda, oserei dire.


V


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