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SUBSONICA 26/07/11 16:03

Concerto a Chieti (25-06-2011)

Concerto a Chieti - 4.500 persone (esaurito)

Qualcuno sostiene che il sottoscritto abbia una memoria di ferro: può essere.

Questa caratteristica mi rende meno sensibile ad un’occasione che , invece, tre dei miei soci (B,M&N, per essere sintetici – S non pervenuto) giudicano imperdibile: un corso di memoria, tenuto da un luminare della materia in quel di Torino.

Di questa cosa vi racconterà qualcuno degli astanti, io vi narro intanto la mia giornata.

Il concerto è previsto a Chieti e, vista la lunghezza del viaggio, si parte il giorno prima.

I tres Caballeros del neurone invincibile partono appena finita la loro “lezione” (tardo pomeriggio), io acchiappo un treno solo soletto e mi godo l’attraversamento di quasi tre quarti di stivale italico.

Forse l’ho già detto, ma sono un addicted da “sindrome da imbambolamento davanti a un finestrino”: treno, bus, aereo…un paio di cuffie e la mente parte per l’infinito.

L’aggravante è il passaggio in zona litorale marchigiano verso il tramonto: fanno capolino i primi barlumi d’estate e tutti i relativi atteggiamenti – chi fa jogging, chi si gode una nuotata solitaria, chi amoreggia…bello guardare l’umanità da dietro il vetro in corsa, come se fosse un film velocizzato. Il tutto condito dai suoni “ambientali” del disco nuovo di Bon Iver, un cantante americano che vi stra-consiglio.

E poi la solitudine aiuta a capire, a ragionare, a vedere tutto in modo più chiaro.

Questo film in soggettiva prevede ancora un’ottima cena di pesce in hotel, un paio di bicchieri di vino bianco “ghiazzato” (come direbbe il buon Montalbano) e uno svenimento quasi immediato tra le lenzuola. ;)

Quindi:

mi sveglio e ho ancora davanti una manciata di ore di cazzeggio prima del soundcheck.

Quindi 2):

guarda caso c’è una piscina e un piccolo centro benessere all’interno dell’hotel che mi chiamano come invitanti sirene.

La temperatura della piscina è 21 gradi, quindi roba da orsi polari, ma chissenefrega: tonifica, no? E poi idromassaggio, sauna…insomma, arrivo al check fresco come una rosa.

Suoniamo nel centro storico di Chieti, all’interno di un anfiteatro che fa parte del parco archeologico La Civitella. Il sole è ancora alto in cielo e, per la prima volta tra queste prime date, sento che siamo nel mezzo di un tour estivo. Che è molto differente da un giro nei palazzetti: tecnici abbronzati e in bermuda, occhi più stanchi ma più felici e clima orientato verso un certo qual lassez-faire…ma oui, monsieur: c’est le Rock’N’Roll. ;)

Altra peculiarità dei giri estivi è la cena.

Mentre nei palazzetti siamo seguiti da un catering fisso (spettacolare, tra l’altro), in estate si mangia un po’ dove capita: piatti freddi e caldi post-concerto in camerino, ristoranti, pizzerie..bisogna esser flessibili.

Stasera io e Ninja –gli unici che mangiano prima- e una manciata di tecnici finiamo in un ristorante vicino alla venue, con i tavoli proprio in mezzo alla piazza.

Siparietto.

Approccio il cameriere-boss (faccia tale e camicia scollata sul folto pelo pettorale), chiedendogli CORTESEMENTE del vino bianco. Risposta: NO. Non vi possiamo servire alcolici.

Ripeto, perché non capisco la questione e il tipo si esibisce nella stessa cantilena.

Boh, rimango/rimaniamo con la faccia stile Kermit del Muppets Show e glisso.

Potrei avere del pesce come secondo? NO.

Possiamo solo servirvi questo, quello e quell’altro, ma pesce NO.

Ecco…iniziano a spuntarmi corna, forcone e denti da tigre del Bengala e decido di chiamare il simpatico promoter del concerto e spiegargli la situ. Il tipo arriva in due secondi, parla nell’orecchio al cameriere-boss e, in altri tre secondi netti, abbiamo vino bianco ghiacciato e branzino al forno con patate. Capito come funziona la vita, a volte?

A fine cena, il boss ammicca e mi fa: “allora, capo? tutto a posto?”. Incredibile.

Fine siparietto.


Il concerto è una figata – 4000 persone urlanti e caldissime, ci accompagnano incessanti per tutte le due ore e fischia di show. Noi siamo in stato di grazia, anche un po’ alticci per qualche cocktail di troppo, e via così – nel Sacro Nome del Groove.

A fine serata, uscendo a firmare degli autografi, vengo apostrofato da una ragazza che mi chiede: scusa, ma il la band quando esce dal camerino? Alti momenti di auto-gratificazione. ;)

Si va (quasi) tutti a bere un paio di bicchieri in un affollatissimo locale del lungo mare di Pescara e poi:

taxi, please?

Buonanotte a tutti: V schiaccia il tasto OFF.


Vicio


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