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SUBSONICA 26/07/08

Concerto ad Arezzo - 3000 persone

Concerto ad Arezzo - 3000 persone

Apro un occhio. È buio pesto e fa un caldo infernale. Dove sono? Uhmm, fammi pensare…ah sì, La Spezia. Ieri sera abbiamo fatto un concerto-pure bello!
Ho male alla schiena..già, sono caduto come un sacco di patate sul palco e oggi ne sento le conseguenze.
Ecco le prime sensazioni della giornata. Sostanzialmente sono rincoglionito e prima di un caffè+spremuta, questo status non si allontanerà.
Samuel e Ivan oggi non ci sono, essendosi recati a Jesolo per un Krakatoa affaire estemporaneo, quindi le stellette da road manager sono passate a Cipo (quanto tempo!). Il nostro amato fonico parte in quarta, millantando di conoscere un ristorantino di pesce per pranzare da signori. Houston, abbiamo un problema: detto paradiso è chiuso. E via alla ricerca del branzino perduto.
Finiamo in un posto in cui tanti particolari sono degni di nota, eccetto che il mangiare. Per prima cosa, Max ha conosciuto-e invitato a pranzo-un gioviale appassionato della nostra musica, Emanuele, che ci racconta di aver assistito a più di dieci nostri concerti quest’anno! Simpatico, il ragazzo.
Ma la palma d’oro va al proprietario del ristorante: intrattenendo alcuni clienti francesi, prospetta loro un’ottima “salade de cramps(insalata di crampi?)”e proferisce la frase “je aime oublier”. Vorrebbe dire “mi sono dimenticato”, ma non è proprio così….Siamo dalle parti del famoso “noio vulevam savuàr” di Totò.
Quindi baci, abbracci, ciao e grazie di tutto. Andiamo ad Arezzo, che è meglio.
Arrivarci,comunque, non è una roba così semplice – tra code autostradali, caldo sahariano e zone a traffico limitato, il viaggio è stancante. Io e Bubu abbiamo un motivo in più per lamentarci della scomodità del camper…eheheheh, capito caro Samuel U. Romano?? ;-))
La venue di oggi è all’interno del parco della Fortezza Medicea: bello, molto bello. Il verde è rinfrescante, per corpo e spirito, e tutto procede di conseguenza. Il buongiorno si vede dal mattino? Direi proprio di sì, miei cari.
Soundcheck veloce, a base di reggae, Activator e un paio di Sub-classic e poi via a cena, in un gazebo dietro il palco. Siamo ad Arezzo, e chi meglio dei Negrita può far gli onori di casa? Pau e Cesare (in versione doppia treccina e prole al seguito) sono rockers veraci e mi ispirano molta simpatia, un altro gradevole tassello da aggiungere a una serata riuscita.
Devono quasi venirci a chiamare, per salire sul palco: 4/5 della band-tra cui il sottoscritto-sono persi a chiacchierare in un baruccio, gustando gli effluvi di un po’ di alcool all’imbrunire del giorno. Uèi, giovani, dieci minuti e si inizia!!
Questo è il vero groove: l’unione umana e mentale di cinque individui che devono pulsare come un organismo unicellulare, come l’abbraccio in cerchio prima di cominciare, dove il respiro è unico e non c’è soluzione di continuità.
Ogni nota di basso si appoggia con facilità sulla cassa del Ninja e mi fa saltare e ballare. Al sorriso ci pensano Samu e Boosta, con i loro equivoci scambi di sguardi e le loro battute. Se cerco energia, guardo Mr. Casacci e mi butto con lui a fare headbanging. Migliaia di persone rendono questo concerto indimenticabile, e mi sembra di essere tornato a quella ingenua felicità dei miei primi concerti del tour di Microchip Emozionale, quando ero ancora imberbe matricola.
Finito lo show, rientro in hotel, perché sono veramente sfatto -come me anche Sam e Bubu, mentre Max e Ninja si fermano a ballare al ritmo di un dj set a base di focosa dance hall, in cui è coinvolto anche Pau.
Ciliegina sulla torta: siamo alloggiati in un casale in mezzo ad un bosco, con tanto di piscina,centro benessere e stanze che sembrano uscire dalla reggia di Caserta…che dire, il Rock è morto, viva il Rock!

 


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