logo Subsonica
SUBSONICA 15/02/08

Verona – Palasport - 5500 persone

Verona – Palasport - 5500 persone

Mi sveglio con un po’ di malditesta e brividini, classica sensazione da febbre in arrivo. Pessimo segno. I miei conti con l’influenza per questa stagione sono già stati regolati. Forse non completamente. Suona il telefono della camera, la voce di Ivan “tra venti minuti giù”. Scendo con valigia, borsa e il maipiùsenza umidificatore con essenze balsamiche. In barba allo stereotipo del rocker, è questo l’oggetto che mi permette di sopravvivere al riscaldamento ad aria che mi rende secco come un cabernet.
Il viaggio verso Verona è silenzioso. Max si è rintanato nel lettino posteriore del camper, Samuel è in mansarda che dorme, Vicio di fronte a me ascolta l’ipod a volume warp. Boosta è già stato teletrasportato a Verona con Alle. Io sono completamente assorbito da “Non toccare la pelle del drago” di Genna. Meglio tardi che mai.

Jessica prepara i nostri camerini con una cura straordinaria. Non abbiamo richieste esose, qualche tramezzino per chi non cena prima del concerto e un frigo con un assortimento basic di liquidi. Quelle due candele, quell’avvolgente divanetto con i cuscinoni vicino al tappeto, quel barattolo di Nutella di fianco alle fettine di pane sono un di più che ci mette assolutamente a nostro agio. L’atmosfera è ulteriormente rallegrata dalla lettura dell’imperdibile testo di “meno male che silvio c’è” pubblicato da Repubblica online. Sperando che diventi l’inno ufficiale del pdl, non vedo l’ora di poter ascoltare questo delirio musicato.

E poi c’è Mirco. Lui risolve problemi. E lo fa senza che tu nemmeno te ne accorga. Ieri a Udine ho rotto tutti e due i piatti crash. Ho mandato un messaggio a Gianluca Aramini dopo il concerto e lui mi ha incredibilmente risposto subito dicendomi che mi avrebbe senza problemi messo a disposizione due nuovi Paiste al magazzino di Bologna. Affido dunque la sera stessa la faccenda a Mirco, che il pomeriggio a Verona mi accoglie con un semplice e diretto “ok”. I piatti nuovi sono già montati alla batteria. Fra l’altro scopro che durante la notte ha dovuto affrontare guai ben più gravi: il motore del tour-bus che stava portando tutti i tecnici verso il palazzetto è esploso. Nessuno di loro ha praticamente dormito. Ma il sorriso è quello di sempre.

Mi limito a un brodino per cena. Non va proprio. Il brindisi propiziatorio me lo passo con un termometro in bocca. Mi siedo sulle scale dietro il palco mentre l’intro sta già andando. Svengo? No non svengo. Svengo? No non svengo. Per i primi due pezzi cerco di muovere solo mani e piedi riducendo al minimo lo sforzo. Le energie tornano. Andiamo. Il concerto è veramente potente. Vedo due generazioni di fianco, papà e figlia che scandiscono, con le mani alzate, le parole all’unisono con Samuel. Impattare per così poco tempo con così tanta gente in modo così emozionalmente coinvolgente è straordinario. Stasera sono i pezzi con la cassa in quattro che spingono. Ce ne accorgiamo tutti tanto che Samuel dedica all’Alter Ego “Al centro della fiamma”. Noi siamo coinvolti e divertiti ma soprattutto concentrati a non ripetere le “sbavature” tecniche della serata precedente.

La temperatura è altissima, non solo quella della serata: opto per una doccia tonificante. Quando risaliamo sul camper il freddo è pungente, c’è un coraggioso manipolo che ci attende per un saluto, mi colpisce il tono di un “ciao Enrico”. Sto bene ma è meglio terminare la serata in albergo. Un sorso di quel meraviglioso ritrovato della tecnica farmaceutica che è il vicks medinait e spengo la luce, non prima di aver installato l’oscuro signore dell’aria, il demiurgo del clima notturno, l’umidificatore.
Ninja


COMMENTI

Nessun commento disponibile
Per pubblicare un commento effettua LOGIN o REGISTRATI

Privacy - Copyright ©2016 Subsonica.it