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SUBSONICA 29/11/07

Concerto a Firenze - Mandela forum - 6500 persone

Concerto a Firenze - Mandela forum - 6500 persone

Le mie giornate iniziano sempre prima. Guardo la sveglia: 5 e 47. “Dai, facciamo ancora un po’ il gioco del sonno”. Ma sai già che è pura illusione. Un figlio che ti porge la scatola del lego dicendo “gru! gru!” non lascia scampo, figuriamoci due. Per fortuna accanto a me c’è una persona speciale a darmi una mano. Ma non c’è tempo: colazionevestitiasilo.

Sto lavorando al sito. La faccenda con Deemo era partita come “ok, modifichiamo solo gli sfondi e le immagini”, ed è finita cambiando il codice di parecchie pagine. Fra qualche giorno potrai vedere il frutto di questa ulteriore elaborazione di subsonica.it. Adesso però sono fermo aspettando che mi arrivino gli ultimi file, quelli di Opinioni in particolare. Ormai sono sveglio e di tempo prima di mezzogiorno ne ho un bel po’, dunque riapro la song “PiomboRMX” con cui sto giocando in questi giorni sul mio portatile. La drum’n’bass di mattina presto fa veramente uno strano effetto, ma la traccia mi pare giri bene, certamente è quella con cui inizierò la prossima serata al Puddhu bar.

Chiamo Ivan verso le 11,30 per sapere se riesce a passarmi a prendere un po’ prima con il camper appena noleggiato. Oggi dobbiamo allestirlo con i nostri abituali gadget. Credo che il velcro sia una delle invenzioni più clamorose del progresso tecnologico, più probabilmente è di origine aliena come ipotizza Z in men in black: con un po’ di strisce adesive piazzo al volo l’inverter, il monitor, il lettore dvd e la playstation di Boosta. Seguendo con cura l’operazione di montaggio – abbiamo poco tempo e devo recuperare pezzi depositati in ufficio l’ultima data del tour scorso - perdo decisamente di vista i piatti del charleston che rimangono appoggiati alla porta di casa. Per fortuna poco più tardi arriverà un sms che mi rassicurerà sulle loro sorti.

Prima di partire Ivan ci dice che è uscito XL. Qualcuno scende a comprarne cinque copie. Vedo la foto in copertina. Ti giuro che io quel colore non l’ho mai avuto, neanche quando bambino rimanevo da giugno ad agosto a Noli. Lo sai perfettamente, il mio oscilla fra il bianco, il grigio, talvolta il viola: questo – che neanche Briatore – è evidentemente frutto di un massivo colpo di mouse sparato da qualche cintura nera di Photoshop.

Sfoglio e arrivo all’articolo di Roberto. Lo leggo. Lo rileggo. Mi sento completamente inadeguato ad esprimere qualunque sorta di commento. Fra tutto quello che ho letto in questi anni sui Subsonica, queste sono certamente le parole che mi hanno emozionato di più. Io suono la batteria, mi occupo di ritmo, ho lavorato intensamente a questo disco dall’inizio. Ha assorbito completamente la quotidianità degli ultimi mesi senza lasciarmi un momento di lucido distacco. E adesso quelle pagine proiettano l’eclissi fuori dalle mie mani che impugnano le bacchette, dal suono della cassa, dai groove dei loop. Rimango senza parole.
 
Partiamo per Firenze. Durante il viaggio ascoltiamo per la prima volta qualche spezzone live di Jesolo e Bologna. Le impressioni sono buone, mi pare che ce la suoniamo e cantiamo in modo abbastanza compatto considerando che sul palco non è che stiamo proprio fermi. Arriviamo al palazzetto condotti da Ivan con la classica tecnica che in matematica si chiama “per approssimazioni successive” e in informatica “divide et impera” in gergo comune “ammuzzo”.
Il sound check è piuttosto lungo non perché ci siano difficoltà particolari, anzi tutto è perfettamente montato e regolato dai nostri ottimi tecnici, ma piuttosto per trovare la giusta confidenza con i pezzi nuovi.
Lo schema nei camerini è ormai ricorrente in queste date. Io e Max al computer, Boosta impegnato a falciare terroristi a Las Vegas, Vicio legge l’abbondante rassegna stampa. Samuel si sta cimentando con un kaoss pad; credo che voglia provare a fare la versione del mio dj suonando i campioni con quella macchina piuttosto che con il microfono in mano.

Prima di salire sul palco riceviamo i graditissimi saluti di Piero Pelù che entrando in camerino rimane alquanto turbato da Max alle prese con un esercizio di riscaldamento muscolare sullo stepper. Lo stepper? Sì lo stepper, oggetto adottato anche per tutta la fase di registrazione dell’album per evitare il rattrappimento e  introdotto da Condimix col motto “mix sano in corpore sano”. Sarà lo stesso Piero a capitanare il brindisi-rito propiziatorio con addirittura una rima incrociata.

Saliamo sul palco. In questo tour ci rendiamo conto di quello che succede lì sotto solo quando sale lo schermo anteriore su la glaciazione. E’ un’emozione intensissima. Siamo a nostro agio anche perché l’acustica del Mandela è decisamente migliorata rispetto al boato indistinto del precedente concerto del Terrestre tour. Il concerto fila via potente di fronte all’abbraccio del pubblico molto caldo di Firenze. Dopo il finale di Up patriots to arms mi alzo tranquillo a prendere la telecamera e mentre mi porto davanti per effettuare la ripresa video sento che parte l’intro dell’odore. Evidentemente Boosta si è dimenticato della pausa. Panico. Mi lancio alla batteria e riesco al pelo ad agganciarmi per la partenza dello strumentale.

Dopo il concerto ci ritroviamo nei camerini a salutare molti amici musicisti. Ad alcuni dei quali per altro dobbiamo porgere le nostre scuse dato che, dopo averli invitati in un locale x di cui non ricordo il nome, decidiamo, dopo un rapido consulto nella hall dell’hotel, di disattivarci. Domani c’è Roma.

Ninja

PS: fra poco l'aggiornamento con il video


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