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SUBSONICA 15/10/05

Concerto a Torino - Mazda Palace esaurito

Concerto a Torino - Mazda Palace esaurito

Luca Pastore è un pazzo. Adesso si è inventato questa cosa della telecamera che in realtà sono dodici telecamere fissate su una cornice d'acciaio montata su un braccio sospeso. Questo occhio mobile e sfaccettato da cyber insetto ci seguirà per tutta la durata del concerto, insieme agli obiettivi degli altri cameraman sul palco. Come andrà a sincronizzare poi il tutto e quante notti in bianco dovrà trascorrere, non lo vogliamo nemmeno sapere. Pastore è pazzo. Per questo lavora con noi.

In realtà siamo già la Palamazda da ieri.

Abbiamo effettuato una prova generale, e un accuratissimo sound-check, sia per la sala, che per la regia, capitanata da Marco Capaccioni, responsabile delle registrazioni del concerto. Registrazioni che serviranno per un dvd, perché questa sera nella nostra città di fronte facce torinesi giriamo il nuovo dvd.

Abbiamo invitato il professore - giornalista musicale e dj radiofonico Marco Basso a condurre qui alcune classi (medie superiori) inserite nel progetto "le chiavi della musica". Le chiavi della musica è una lodevole iniziativa che si propone di fare scoprire ai ragazzi delle scuole quello che radio e televisioni da tempo hanno smesso di divulgare: la musica. Non necessariamente solo quella sinfonica, sacra, operistica, insomma scolastica. No, la musica degli ultimi decenni, quella legata a doppia mandata al nostro tempo. Che nasce da e che influenza il. Purtroppo ultimamente il prof. Basso ha preso qualche porta in faccia, del tipo che l'insegnamento della musica colta basta e avanza quindi nessuna risorsa a disposizione, e ha avuto bisogno di un po' di sostegno per il suo progetto. Abbiamo perciò invitato un po' di ragazzi a seguire le prove e l'allestimento di tutta la baracca, spiegando loro (i nostri tecnici) a grandi linee il funzionamento dello spettacolo sotto il profilo tecnico. Un concerto ridotto a porte chiuse ha poi completato la giornata.

Questa sera la difficoltà è doppia, concerto in casa, che si vuole potente, trascinante anche sotto il profilo del coinvolgimento fisico e registrazioni che si sperano pulite e senza sbavature. Il tutto complicato dal perenne assillo di "biglietti-accrediti-amici dell'ultimo minuto che all'ultimo minuto ti chiamano per i tre biglietti che ti avevo detto e invece sono quattordici e alla cassa mi fanno storie e cazz che mi sono troppo dimenticato di mettere lo zio pino nella lista e pure le hostess che ci avevano chiesto il biglietto in aereo.....", che rende faticoso il minimo di rilassamento necessario alla concentrazione.

Nei camerini arriva Pierfunk, nostro sempre caro ex bassista che salutiamo con abbracci e che ci racconta del suo recente corso di ipnotismo. A tal proposito ha giusto un esercizio di rilassamento e concentrazione di gruppo da proporci. E ci ritroviamo così abbracciati in cerchio ad oscillare cadenzati al ritmo della foce di Pierfunk. Sembriamo un crocchio di imbecilli, ma funziona.
E' ora.
Dopo un'attesa dovuta allo smaltimento delle code d'ingresso è ora. Siamo emozionati. Samuel ovviamente ha il raffreddore, come d'abitudine in corrispondenza degli appuntamenti cruciali, ma la cosa non sembra molto grave. Partiamo e partiamo potentissimi, sarà il capannello dell'ipnotizzatore, sarà l'accoglienza di casa, ma riusciamo a trovare da subito un impatto devastante. Contrariamente al solito il picco tenderà un po' a calare verso la fine della prima parte. Si sconta un po' la fatica dell'attenzione alle registrazioni in corso che fanno sembrare gravi le piccole sporcature perdiamo un po' di energia.

Questa sera ci sentiamo di dedicare "Sole silenzioso" a quanti nella Val di Susa sono impegnati a difendere la dignità della propria terra.

Ripartiamo bene con il bis, suonando con precisione fino a "L'odore". Qui Samuel e Max regalano due cappelle grosse quanto la sistina. Il primo dimentica completamente una strofa e ciao, l'altro si dimentica di riaccordare il mi basso della chitarra precedentemente spostato in re (per Gasoline), e all'ingresso del ritornello entriamo in piena scuola del novecento con effetto squisitamente dodecafonico. Fortunata che anziché andarcene in chiusura ci mettiamo a ridere e procediamo. Aurora Sogna chiude col botto la seconda parte.

Ripartiamo dedicando alla nostra Caterina "il cielo su Torino" e qui invece scendono lacrime vere che inutilmente cerchiamo di nascondere, e non è per nulla semplice arrivare alla fine.

Finale di concerto in crescendo.

Rifacciamo anche "L'odore" rendendo il pubblico complice e se possibile ancora più coinvolto.

Un pubblico amico e bellissimo questa sera. Di fronte al quale ci siamo mostrati in mille modi e sfumature differenti, senza vergogna. Come quando sei a casa.

Purtroppo non potremo buttarci nella notte torinese, domani alle nove partiamo per Milano, destinazione studi televisivi rai.


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