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SUBSONICA 27/08/05

dopo una dozzina di ..

dopo una dozzina di giorni di pausa ci ritroviamo valigie alla mano pronti a ripartire.

Stasera suoniamo a Brescia, per la chiusura della festa di radio onda d'urto.

Le previsioni meteo sono pessime. Confidando nella buona sorte che solitamente ci accompagna partiamo.

Anzi

- Samuel: mi sono dimenticato di prendere i dischi al beach che poi Martedì mi servono e...

- Ivan: miiiiiii ma dove la tieni la testa, che siamo anche già in ritardo e ogni ogni volta....madooooo.

Questo dei dischi sarà un particolare non trascurabile per l'esito della giornata.

Con noi c'è anche Kasey Lansdale, la figlia del brillante e celebre scrittore texano. In realtà non è molto chiaro a nessuno di noi come sia giunta a Torino, come abbia deciso di trascorrere qui alcune giornate prima di raggiungere il padre in visita a Roma e soprattutto come sia finita a cantare su alcune basi del Boosta.

Partiamo sotto un cielo ethernit e arriviamo sul posto in due ore e mezza.

Questa è una data di sostegno, suoneremo senza compenso, solo per le spese tecniche. A causa della complessità della struttura, della presenza di una quarantina di tecnici, del noleggio di molti materiali audiovisivi, sono comunque spese non indifferenti. I ragazzi della radio contano molto nel concerto Subsonico per risollevare un bilancio messo un po' in crisi dalle troppe giornate di freddo e pioggia che hanno infastidito l'edizione 2005. Effettuiamo il check e lasciamo spazio ai Cinemavolta, ottima band bresciana prodotta recentemente in Casasonica. I Cinemavolta apriranno il nostro concerto.

Appena iniziate le prove arrivano le prime gocce di pioggia. Incominciano le telefonate all'aeroporto per sondare la situazione, che pare promettere nulla di buono. Infatti dopo trenta minuti arriva un forte temporale che ci costringerà addirittura ad abbassare la copertura. La cosa più preoccupante è il vento che dirige le gocce in direzione del palco rendendo a tutti gli effetti piuttosto vana la protezione. Piove, spiove, piove,spiove.

Ad un certo punto avremo però modo di distrarci e di smettere di cercare aperture tra le nuvole: è arrivato da Milano il regista Maki Gherzi con un pre-montato del video di Incantevole. Non vogliamo anticiparvi nulla, vi diremo solo che è ambientato in una città europea durante la sua distruzione.

Ceniamo tenendo costantemente d'occhio il tempo. Ad in certo punto la situazione sembra in via di miglioramento, ci sono ancora gocce che cadono sempre di stravento, ma a Milano il temporalone è passato e ora piove verso Verona.

Quindi......Ci cambiamo per salire, fuori c'è molta gente già piuttosto fradicia che staziona di fronte al palco con gli ombrelli aperti. Ci sono frequenti consultazioni anche con i ragazzi della radio, e quando sembra che possiamo partire a alzare la copertura (anche se le gocce non hanno mai smesso) per il set dei Cinemavolta la pioggia riprende a battere più forte soffiata sempre in direzione palco.

I ragazzi della radio e Mirco sono a quel punto decisi a rinunciare.

Non sappiamo davvero che dire e soprattutto non sappiamo come e cosa dire alla gente che è rimasta pazientemente sotto l'acqua in attesa del concerto. Quando Samuel salta sù..."hey raghi ma io ho le valigie dei dischi, perché non proponiamo a tutti dei restare a ballare, improvvisiamo un dj set tutti insieme e domani con le previsioni più favorevoli facciamo il concerto?".
Ci sembra l'unica soluzione possibile, e tutto sommato tranne per chi si è fatto molti chilometri e avrà problemi a ritornare il giorno successivo, anche una buona proposta: un doppio appuntamento subsonico lungo tutto il week-end. Spiegarlo ai ragazzi non sarà facile.

Il responsabile di Onda d'urto che per primo prende il microfono sarà accolto da grida di delusione e disappunto, Samuel che raccoglierà il microfono subito dopo ribadendo peraltro le stesse cose, solo annunciando il dj set con un po' di enfasi trasformerà il mugugno dei noooo in un più promettente siiiiiiì. In effetti sotto il tendone c'è una gran bella atmosfera, giriamo dischi e firmiamo autografi contemporaneamente, ad un certo punto l'intasamento di fogli, borse, cappellini, volantini, pacchetti di sigarette da firmare è così caotico, e il tasso di vodka così a livello di guardia che finiamo per firmare spesso uno imitando l'altro. L'ultimo disco verrà suonato più de tre ore dopo l'inizio.

Tutto sommato siamo riusciti a trasformare la delusione in una gran bella festa. Speriamo in bene per domani.


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