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SUBSONICA 23/05/05

Concerto a Milano - 12500 persone - esaurito

Concerto a Milano - 12500 persone - esaurito

-Boosta: ha telefonato Morgan, dice che se ci va viene a fare Discolabirinto, che gli dico?

-Tutti: che se a 'sto giro anziché arrivare tre secondi prima del concerto e salire sul palco acchiappando al volo il microfono sbagliato, ci onora di un sound-check…è ok..

La Torino-Milano probabilmente non la finiranno mai. E' l'autostrada di Penelope. A volte sembra il Monopoli quando finisci su imprevisti e per raggiungere B da un punto A, in traiettoria retta ti tocca fare il giro della merda nei tubi. Però a modo loro svincoli e ponti hanno una linea avveniristica che ricorda le megalopoli di Nathan Never, o altre tavole di fumetti fantascientifici.
Ninja picchietta sul computer, a pensarci bene è dall'inizio del tour che durante i viaggi non fa altro. In qualsiasi posizione a qualsiasi velocità curva salita o discesa, è come se il pc fosse un perfetto innesto bio informatico. Tic tic tic tartattatataticitci. In realtà a tutti sfugge esattamente che cosa stia facendo, le schermate sono piene di codici indecifrabili a noi comuni mortali. Probabile che stia continuando a mettere a punto molte sezioni del sito…altra tela di Penelope. Con tutt'altra esibizione di disinvoltura, dalla parte opposta dell'abitacolo, Max tra mail e diari di bordo riesce a litigare anche con le più elementari funzioni dei più diffusi programmi, oltre che lamentarsi della guida. L'azione combinata, del movimento su ruota e degli occhi sullo schermo gli provocano un lamentoso mal di Camper. Anche Boosta picchietta fra gorgheggi baritonali e esplosioni laser su uno schermino video-game che farebbe invidia a tutti gli studenti delle scuole medie (inferiori) dei comuni che costeggiano l'autostrada. Samuel, manco a parlarne, dorme.

Arriviamo al Filaforum con buon anticipo.

In più il rinforzo di impianto che è stato aggiunto, e che è già stato sollevato fino quasi al soffitto risulta avere i cavi saldati al contrario. Ci vorrà Marco, tecnico free-climber (l'uomo ragno in confronto ha l'agilità di un gatto di piombo), con tutta la sua maestria. Si arrampicherà saldatore alla mano e invertendo rossi con neri left con right, poli freddi con poli caldi, sistemerà la faccenda.

Nel frattempo Boosta, Vicio e Max, optaneranno per un giro fuori dai cancelli. C'è già una discreta calca, e il drappello si fermerà per firmare autografi e posare per foto. I nostri scopriranno anche che molti bagarini seguono il tour in trasferta. Un gruppo di napoletani infatti - alcuni di loro sono molto giovani - confessa di avere seguito più date consecutive promettendo di esserci anche per Torino. Fuori o dentro non si capisce. Difficile provare simpatia per chi, vanificando tutta una serie di tuoi sforzi sul contenimento dei costi, rivende a settanta-ottanta euro un biglietto. Però quello che vediamo addosso a questi ragazzi è miseria, di quella vera. E quindi stringiamo la mano che ci tendono, firmiamo l'autografo e ci decidiamo a rientrare, etichettando il tutto nel file: sospensione del giudizio. Sospendiamo anche il giudizio nei confronti di quelli che ora si mostrano sonoramente risentiti della mancanza di Samuel, insomma un po' già ci stiamo pentendo della sortita. Il cantante peraltro nemmeno ci ha visto uscire. In realtà Samuel spesso prima dei concerti si imbacucca in un cappellino mimetico e parte, non riconosciuto, in osservazione della gente che affluisce quando le porte si aprono. Immaginiamo perchè è bello avere una percezione dei volti di fronte ai quali suonerai, provare ad immaginare i discorsi, le aspettative, pensare a quanto tempo prima una ha comperato il suo biglietto oppure ha deciso di regalarlo.
Una cosa che tutto sommato ci sfuggirà sempre è l'emozione di un nostro live visto da di sotto. Ovviamente se dovesse mai essere riconosciuto l'incanto il tutto svanirebbe nella routine delle grida, degli autografi.

Questa sera l'appuntamento è di quelli seri. Milano sarà anche la città dalla facciata più stronza dello stivale, (alcuni episodi legati alla logistica della struttura ce lo ricorderanno più volte durante la serata), ma il suo pubblico è molto attento ed attivo e riesce ad emanare un calore particolarissimo. Questo è un luogo talvolta ostinato nella ricerca del prezzo in ogni cosa, che però mostra sempre, a proprio modo, uno speciale rispetto per il valore delle cose. Insomma, se il pubblico di Milano regala la sua attenzione, non lo fa per caso ed è deciso ad assaporare fino all'ultimo ciò che non vuole perdersi. Questa sera siamo molto sicuri di noi e vogliamo fare una gran bella figura. Ad aumentare la posta in palio, casomai ce ne fosse il bisogno, ci sono anche svariati discografici europei (Spagna e Olanda) invitati appositamente a valutare il gruppo e l'impatto del live.

Unica incognita: la stanchezza, vedi anche distrazioni, vedi anche avvitamento eventuale e perdita della compattezza. Ci intratteniamo con Morgan, che con uno sguardo più malinconico del solito ci aggiorna sui suoi progetti e sulle sue cronache (poco) private. Lo fa come sempre in modo brillante, percepiamo l'affetto ci ha legato in passato, ci facciamo un bel po' di risate, ma la sensazione che proviamo è che non stia attraversando un gran periodo, o che non sia circondato dall'atmosfera o dalle persone migliori. Insomma scatta automatico un invito a Torino se e quando. C'è una signora che gironzola con Max tra la mensa e il retro palco. Viene presentata a tutti come Carla della Beffa, un'artista visiva con la quale Max è in contatto da qualche mese. Si parla di una collaborazione video-live, forse per le future proiezioni su" incantevole".

Breve ritiro in camerino, brindisi scaramantico, ultime pratiche di streching. Inizia il concerto, sentiamo tutte le tredicimila presenze intorno a noi nel buio, anche perché si fanno sentire eccome. Parte terrestre e poi…..il nulla. Dove ci doveva essere un metronomo (in cuffia) a marcare l'avviso per la partenza di "giorni a perdere" non c'è niente. Imbarazzo.
 - Pensiero di Max: tranquiiiillli cerchiamo….di stare tranquiiiili,….sarà sicuramente un problema al Tascam delle basi, vedo infatti il Boosta chinato sulla tastiera del remote, alla peggio viene fatto il cambio di riserva, lo abbiamo già anche simulato in prova…certo che però proprio stasera è una bella sfiga…..ma comunque…positivi….positivi….che oramai questo concerto ce lo abbiamo in mano che lo protremmo fare anche in acustico…..adesso si sistema…..si sistema tutto…. ah ma cazzo!!
- Pensiero del resto della Band:……vuoi vedere che quel citrone è di nuovo salito sul palco con le cuffiette spente? E infatti dopo avere sviluppato l'intro, lasciato il giusto momento di pausa calcolato al secondo per essere un filo esasperante ma non troppo, passa giusto ancora un incomprensibile e insostenibile minuto di nulla. Poi però si parte, sghignazzando per la cappella, ma si parte. Iniziamo in salita, calibriamo le energie e poi il concerto diventa un randello di quelli che si ricordano. Il pubblico di Milano mostra di apprezzare tutto nelle minime sfumature. E' un'altra di quelle serate che non si dimenticano per nulla. Peccato non poterci concedere una festa per smaltire l'adrenalina. Domani c'è Torino e nessuno di noi vuole certo rischiare di arrivarci sotto tono.


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