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SUBSONICA 16/10/04

LUNEDI Ore 11 a ..

LUNEDI
Ore 11 appuntamento per smantellare e trasferire buona parte della sala prove in località y. Obiettivo: quiete agreste e totale immersione nella nuova avventura sonora. 
Ore 11 dicevamo, per molti ma non per tutti. Samuel ad esempio, giunge con un offset stimabile in una mezz'ora buona e annuncia già in prima battuta che non parteciperà all'allestimento della prima giornata. Questioni di dentista. Alcune malelingue ipotizzano una lunga apposita preparazione fatta di sistematiche applicazioni con buste di zucchero masticate metodicamente per settimane allo scopo di scansare il trasloco degli strumenti. Strumenti che a causa dell'oramai cronica sindrome da shopping compulsivo che affligge il nostro tastierista sono pure aumentati di numero ma soprattutto di voluminosità. Ultimi acquisti: un Fender Rhodes (pianoforte elettrico con cassa di vinile) corredato da amplificatore sovradimensionato, come solo gli anni settanta potevano concepire, e una Korg "Trident": tastiera che ti riporta immediatamente nella Berlino degli anni del muro, di CristianaF e di Bowie-Eno.

Oltre a casse, ampli, cavi, mixer, computer e tutto il resto, c'è pure la spesa. Il Ninja, in versione economo soprannominato "spiderman",  si è occupato anche di un esauriente approvvigionamento. Tra convenienti discount e irrinunciabili tre per uno e quattordici per cinque se ne arriva tutto fiero con un cartone di Sauvignon (testuale) "...oh  guardate un po' qui ..... due euro a bottiglia!".
Carichiamo, viaggiamo, scarichiamo, stappiamo e attacchiamo con gli strumenti. Risultato: un brano che nemmeno i Pink Floyd di Syd Barret  ... atmosfere in bilico tra la psichedelia, l'elettro anni 90 e il progressive, cambi di tempo, strumentaloni di tastiera e ... assolo di batteria. Ci appuntiamo la marca del vino farlocco in attesa che il giudice Guariniello passi dagli scaffali di quel supermercato e decida di mettere al bando la pericolosa sostanza psicotropa travestita da innocue vino bianco. Quando arriva Samuel siamo già tutti fusi.
Finale di giornata, dopo una cena preparata da Vicio e consumata con sottofondo di Bjork e Johnny Cash, il solito litigio davanti al lettore dvd. Nessuno ha voglia di raggiungere il paese più vicino per praticare un classico noleggio e quindi si tira fuori quello che c'è. Max, con un cofanetto di Derek Jarman viene subito estromesso dai reazionari Boosta e Ninja che rilanciano con Playstation fifa 2000. Qualcuno propone quindi "L'esorcista" versione integrale ma qualcun altro obbietta fifa, non 2000, fifa - paura. Quindi alla fine ci si accontenta di una selezione di puntate del telefilm (anni 60) "Il prigioniero". 
E per oggi si va a dormire.

MARTEDI
Sveglia - colazione e auguri a Vicio per il suo compleanno. 
Prendiamo le misure alla giornata con l'ultimo dei Blonde redhead in sottofondo. Si riparte con il brano di ieri. "Speed Gasoline", nel titolo provvisorio. Siamo intrigati dall'aspetto assolutamente insolito e lo assecondiamo. La linea vocale innanzitutto. E' molto bassa per Samuel che prova a protestare, ma da un lato è giunto a cose fatte e dall'altro abbiamo gli strumenti accordati in modo da sfruttare la risonanza delle corde vuote. In realtà una caratteristica del pezzo pare proprio la presenza assenza della voce. Riusciamo a rendere subsonico e fluido tutto quello che ieri era semplicemente uno strippo progressive, un gioco suggestivo. Rimangono le variazioni di tempo, i cambi armonici che si srotolano dolcemente ma sempre in modo insolito. Rimane anche, per ora, l'assolo di batteria. Decidiamo di prenderci questa libertà e di tentare la sfida di un solo ritmico (nel 2004), non sul tempo bensì libero di fluttuare, di stopparsi, di riprendere. La sfida sta nel fatto che dovrà essere percepito nel brano come parte integrante.
Dopo pranzo partiamo con un brano già impostato da Boosta e Samuel. "Paturra Bonsai" è il nome di battaglia. Se vi viene da ridere pensate che nell'album precedente i titoli dei brani erano vie e corsi della periferia di Torino. "Corso Salvemini", "Piazza Rebaudengo" e così via. 
Un ritmo incalzante di sei ottavi e una melodia molto nitida. Max ha già proposto dissonanze orchestrali nel ritornello e accordi di pianoforte ugualmente disturbanti. L'equilibrio è decisamente compatto. Il brano si apre con un robusto riff tastieristico, di quelli disarmanti da domenica pomeriggio in gelateria, come discolabirinto per intenderci, nei quali il Boosta è maestro. Un po' luna park ma anche un po' esistenzialista. Ci lavoriamo tutto il pomeriggio fermandoci solo per una pausa - educazione fisica - supervisionata dall'ex istruttore di palestra Vicio. Il testosterone si sprigiona nelle sfide a chi si spara più addominali e flessioni con mani in fuori, in dentro, una sola, col saltino oplà ... ricominciamo con gli strumenti fino all'ora di cena. 
Questa sera optiamo per una sortita "giovane" di festeggiamento. Quindi niente cena in casa, ma pizzeria. Ne cerchiamo accuratamente una terrificante, di quelle tutte plafoniere e spatolato alle pareti, con un po' di neon qua e là. Ogni tanto ci prende così. Ci raggiunge anche Veronica, quella con la K, quella di Livido amniotico. Abita da queste parti, almeno fino al suo ritorno in California e ha giusto con sé anche una tessera del videonoleggio, che il Ninja ha maldestramente dimenticato. Quindi dopo cena e dopo i soliti litigi fomentati dall'estrema destra dell'enterteinment (Boosta e Ninja) optiamo salomonicamente per due dvd "Wonderland" e "American Pie 3". Un paio di scurze sulla crapa di Vicio come ultimo augurio (in realtà festeggeremo più avanti tutti insieme i quattro compleanni dei bilancini). Prima di andare a dormire qualcuno pensa bene di lasciare un portatile acceso con il fermo immagine de "L'esorcista" (quello della vomitata verde), nella stanza buia sul cuscino del Boosta. E buonanotte.

MERCOLEDI
Il Chicchirichì è sempre quello del Ninja, qualcuno mette sù i Radiohead mentre il caffè dal basso cucina aromatizza la mattinata. 
Dalle finestre di questa casa, adagiata sul pendio di una collinetta, l'autunno è inequivocabile. Grigio e giallo foglie, mescolati a tutte le gradazioni del bosco da un lato e dalla pianura in fondo che nella foschia si percepisce appena, avvolgono le giornate. 

Oggi accendiamo anche le luci psiche. Il padre del Ninja, cardiologo di fama, è un appassionato di musica, nonché tastierista e capo orchestra di vari ensemble. L'impianto di luci colorate da lui montato nel salotto della casa, evoca spumeggianti festicciole danzanti organizzate dal signor Matta (da noi ribattezzato Mattaski, dopo una lunga dissertazione su "timbri e registri" delle tastiere elettroniche) dai suoi arzilli compari di session e il fido figliuolo batterista.
Le psiche risulteranno piuttosto adatte al brano che Max propone in ben quattro versioni. Scegliamo quella definita "il raggio della morte", dopo un testa a testa con quella dub. E incominciamo a suonarla. Oggi siamo a new york nei primi anni ottanta, al cbgb. Il tempo è dritto veloce, frenetico. La cassa batte in quattro ma non è house, bensì funk sporco e nervoso. Samuel lavora sulla melodia della strofa, inizialmente troppo esistenzial grungettona, e la rende più ipnotica.

Proviamo diverse soluzioni di beat. Il raggio della morte in realtà è il nome che viene dato ad un suono della Trident del boosta che gira per tutto il pezzo. Il ritornello è molto ritmico, spezzato ma incisivo, sostenuto da una chitarra clashiana e da controcanti dissonanti.
Pranziamo in compagnia Nick Drake e di De Andrè. Riprendiamo il brano, proviamo diverse soluzioni per lo strumentale centrale, che però non convince ancora tutti. Decidiamo di registrare il brano così com'è e di procedere oltre, ripensandoci in un altro momento. Fino ad ora siamo sempre riusciti a confrontare le singole idee senza problemi. Sembrerebbe il frutto di anni di convivenza e di discussioni anche piuttosto accese su brani, arrangiamenti, soluzioni armoniche.... C'è un bel clima di fiducia reciproca, ognuno ha ovviamente proprie inclinazioni e tende a spostare il baricentro nella propria direzione, ma è così prioritario che tutti siano coinvolti che alla fine ci si lascia spazio a turno. Chiuso "il raggio della morte" si passa a Brrrr, un bel brano di Samuel dal titolo provvisorio ma col testo già abbozzato. La ritmica è nuova per noi, ma l'atmosfera è quella del primo disco. E' un ragga molto veloce, suonato prevalentemente con batteria basso e voce con liriche drammatiche e mozzafiato e un lungo finale struggente. Di sicuro un brano che finirà nell'album.
Ci lavoriamo fino alla cena cucinata sapientemente da Vicio. Max cede il testimone di lavapiatti con un elegante "ragazzi, crea problemi se continuo a lavarli io tutti i giorni?".


Questa sera tanto per cambiare, storie di pistolettate, inseguimenti, avventure high tech e vampiri.

GIOVEDI
Un Samuel mattiniero parte mentre tutti ancora dormono per un giro nei boschi. In cuffia gli Spiritualized, nelle mani alcuni sacchetti pieni di castagne, sapientemente sottratte al riccio con una raffinata tecnica detta "suola di scarpa". 
Al risveglio sono sempre gli Spiritualized a permeare misticamente l'atmosfera, questa volta nel ghetto blaster.
Dovrebbe raggiungerci Cipo, il nostro tecnico del suono, nonché tecnico - espertologo di qualunque cosa che sappia di giovanevecchio: vini, cucina, bocce, giochi di prestigio, bricolage, pesca.... naturalmente anche di funghi. Il suo scopo è appunto di perlustrare la zona e di preparare una cena a base di. I funghi, purtroppo dopo una deludente ed infruttuosa ricerca, saranno quelli del supermercato e le battute si sprecheranno. Il povero Cipo sarà anche vittima di un diabolico scherzo perpetrato da Boosta e Max. I due bastardi sottraendo abilmente il cellulare all'ignaro scambieranno tra loro alcuni numeri di telefono sulla rubrica, lasciando però crudelmente invariati i nominativi. Provate ad immaginare che cosa succede a invertire per esempio il numero di una ex con quello di una fidanzata in carica. Pensate solo a che danni irreparabili può portare un semplice sms. I due (bastardi) fanno di peggio e ad un numero di fanciulla più o meno conosciuta, sostituiscono il loro (sempre lasciando inalterato il nome) e incominciano a lanciare via sms avances hard core spessissime. Vi lasciamo immaginare le risate fino alle lacrime nel leggere le imbarazzate risposte. Pensandoci bene forse per questo il buon Cipo turbato oggi non ha trovato molti porcini nel bosco. 
Ritorna Veronika, con una bottiglia di vino del nonno e con un videoclip (moto, cosce e esuberanze varie ai limiti della decenza) girato a Miami, nel quale lei stessa appare in qualità di vocalist prestante servizio per un qualche maranzissimo dee-jay. La prendiamo molto in giro. Però ce lo riguardiamo più volte.
Oggi facciamo girare un vecchio esperimento di ritmo reggae in 7/4, con una linea melodica malinconica ma molto fluida. Aggiungiamo una parte di ritornello e proviamo il tutto per qualche ora, fino a rendere l'amalgama ritmico sonora compatta. E' divertente da suonare, anche se è facile perdere colpi e non riuscire più a rientrare. "Fino all'ultimo attimo", il nome provvisorio. Saranno le ritmiche dispari, o le parti strumentali assai più dilatate che negli album precedenti, oppure il fatto di suonare seduti in cerchio attorniati dalla campagna e dalle brume autunnali, fatto sta che da qualche giorno ci stiamo facendo crescere barbe incolte, molto progressive nelle intenzioni, ma piuttosto "cellula clandestina in piena latitanza" nei risultati. Oltretutto prudono una cifra.
Nel pomeriggio ci giunge la notizia che il nostro dvd risulta primo nelle classifiche di vendita. Il mondo da qui è distante. 
Oltretutto le poche possibilità di attingere a notizie, vedi telegiornale prima di cena, vengono compromesse dalle sfide calcistiche all'ultimo sangue tra Ninja e Boosta alla playstation. E i due troppo presi a esultare o a insultarsi non sentono ragione, lo schermo tv è l'arena dove sfogare il proprio agonismo tardoadolescenziale. Forse per quello che siamo venuti a fare è anche meglio così. Finale di serata: funghi, polenta e qualche animale sacrificato per il nostro nutrimento. 
Dopo cena facciamo sentire ai due ospiti quello che abbiamo fino ad oggi combinato. Prende corpo l'idea di invitare un po' di gente, magari Sabato, per improvvisare un concerto festa. Tanto per non disabituarci all'idea che nel mondo esista qualche forma di vita extra-subsonica. 
L'effetto soporifero della cena annaffiata con il vino del nonno, ci fa congedare da questa giornata con orari compatibili a quelli dei cicli naturali.

VENERDI
Sono gli Air che accompagnano morbidamente il risveglio delle percezioni. Ci rimettiamo a suonare il nostro reggae in 7/4 subito dopo la colazione. La gag del giorno è quella di fare mosse sottolineando finti accenti per fare perdere il tempo agli altri. Il brano è buono, ci piace molto anche se avrà bisogno di qualche intervento ulteriore in studio per smarcarsi dalla iniziale forma reggae-roots, non propriamente il nostro stile. Molti brani degli album passati sono nati con una voce e semplici accordi di chitarra in levare (reggae), questa dimensione di partenza lascia aperte svariate possibilità riguardanti soprattutto la scelta dei beat e stimola le linee melodiche a muoversi ritmicamente, senza adagiarsi sulle soluzioni di routine indotte da anni di ascolti passivi (radio, tv etc) di musica stantia. L'idea è quella di lavorare come già fatto in passato per brani come "Cose che non ho", dove ad esempio la sovrapposizione di tre differenti batterie sovraincise ad incastro offre un risultato originale, molto subsonico. Una sorta di reggae geneticamente modificato.
Dopo il pranzo rimettiamo in prova "speed gasoline" e affrontiamo un'idea di Boosta, che parte da un'atmosfera livida e struggente. Lo chiameremo "Boosta-Cure" o "la cura del boosta" o "le corna del boosta", a seconda dei momenti della giornata. In un angolo della stanza notiamo per la prima volta un lampioncino, e decidiamo di accenderlo. Lo ribattezziamo Hogwarts (da harry potter), tanto per non perdere (casomai ce ne fosse il bisogno) l'abitudine a comportarci da bambinoni.

 

E con Hogwarts acceso chiudiamo "la cura del boosta contro le corna" e passiamo ad un'idea di Max e Vicio. Un brano inusuale ma contemporaneamente molto subsonico. Un misto di Giamaica, frenesie hard core e ritornello pestato alla Clash con armonie di quarte e continue sostituzioni di toniche. Il titolo diventerà presto "Torero Reaction". E convincerà tutti.
Qualche sintomo di "scoppiamento" ci fa capire che forse questa sera possiamo decidere di uscire in cerca di socialità. Quando per esempio vediamo il Ninja sputare sul rullante e poi colpirlo con le bacchette per fare l'effetto "bagnato" tipico dei peggiori video degli anni 80 ("oh, guardate che fuuugo!!" ptui ptui), incominciamo a preoccuparci. 
Smettiamo un attimo prima, lasciamo che il Ninja armeggi con frutta, frullatore e shaker per preparare alcuni daiquiri di aperitivo. A seguire Samuel U. Romano, versione Samuel o' napoletano si cimenterà per la cena con un classico brand della pizza domestica: Catarì.
Siamo pronti ad uscire, non prima di aver concesso la rivincita, la bella, la rivincita della rivincita della bella, la bella della rivincita..e mo' avete rotto i coglioni, a Boosta e Ninja. Una telefonata a Bunna e Madaski, fornisce indicazioni per un locale chiamato "Jam Session" a una ventina di chilometri. Contrariamente alle aspettative non ci troveremo band di rock-blues, ma un disco pub con tanto di dj operativo. Restiamo alcune ore, prevalentemente a chiacchierare con i due pinerolesi e alcuni amici, facendoci un bel po' di risate. Madaski ci parlerà della sua nuova sistemazione abitazione - studio, in una casa in campagna con tanto di terreno trovata recentemente d'occasione. Con la modestia francescana che lo contraddistingue decide di ribattezzare il tutto: Madapark!
Dopo il concerto di Traffic (i cieli su Torino), ma soprattutto dopo i precedenti giorni di prove e di progettazione della serata, il clima di amicizia tra le band Subsonica e Africa Unite si è molto consolidato. Non è detto che non ne salti fuori una qualche forma di collaborazione.
Al ritorno a casa visioneremo gli spassosi contenuti extra del dvd della band di Pinerolo, con testimonianze prese un po' in giro per il mondo (Jamaica, Iraq, Olanda, Palestina...) e un Max versione fanciullo, praticamente irriconoscibile.

SABATO
Vicio strappa nettamente la palma di chef della band. Con il battutino di scalogno e tonno, con le paste ai broccoli e acciughine, con paste alla pescatrice, pollo ai peperoni e altro ci ha tenuto a debita distanza dai temibili quattro salti - bastoncini - sofficini e altri grandi classici della cucina di Ninja e Boosta ("oh, ma voi ancora non avete provato i quattro salti in padella giapponesi???").

Oggi Max esce a pranzo e viene raggiunto dallo staff di Traffic in trasferta per una riunione sulla prossima edizione. Si parla anche di un'iniziativa di sonorizzazione delle "luci d'artista" da mettere in strada per Novembre. Musicisti elettronici e illuminazioni di piazze e vie della città. Nel frattempo in casa si lavora a un brano ribattezzato "la solitudine". Un cavalcatone ipnotico vagamente underworld. Lo portiamo a termine senza preoccuparci della continuità con il resto dei brani. Stiamo lavorando sulle idee grezze e le possibilità di spaziare devono restare molto aperte. Solo successivamente l'ascolto del materiale comporrà una linea di ispirazione, più facile da individuare con il senno di poi. Questo processo di decantazione delle idee torna molto utile nel lavoro di gruppo, dove troppo spesso si possono creare piccole tensioni nel momento di decidere arrangiamenti o direzioni. Al momento Samuel è in fase decisamente rockettara (con aperture sul fronte ragga), Boosta dopo la street parade di Zurigo è in mood techno ma anche electro 80, Max è in equilibrio tra Giamaica e i ritmi metropolitani (the beat, clash vecchi talking heads) ma non disdegna le schitarrate più ariose, Ninja è contento purché a 'sto giro possa frullare la batteria in modo esuberante e Vicio è il solito metallaro evoluto grazie alla perdita di capelli e a sapienti ascolti dub. Sarebbe di certo poco utile intavolare dibatti su bpm e soluzioni formali per ogni brano. Quindi parliamo poco e suoniamo molto. Finito il brano ci prepariamo per la festa e per il concertino improvvisato. Arrivano una ventina di amici, tra i quali anche Tozzo dei Linea 77, Cipo, Toni, Ivan, Marco Rainò alcune componenti della band a prevalenza femminile "Fujiko", vere fanciulle di zona: "oooh, miii troppo spalati questi nuovi pezzi!!". Altre amicizie, addirittura da Milano. La festa tra danze e drink è di quelle terminali. Difatti qualche zombie deciderà di fermarsi anche per la notte, evitando di sfidare la sorte sulle statali.

DOMENICA
Cerchi alla testa, divani pieni di clandestini, passeggiate nei boschi, svacco nel prato di fronte. Caffè, caffè e ancora caffè. 
Il clima è decisamente chill-out. Decidiamo comunque di prendere in mano gli strumenti e di lavorare qualche ora. L'atmosfera generale, trasformerà un brioso brano di Boosta, inizialmente super-schizzato, in un morbido tappeto spugnoso. Il tempo scende di almeno 20 bpm. Gli accordi si addolciscono con l'utilizzo delle settime aumentate. Qualche cosa riecheggia i Blonde Redhead, anche se tutti questi paragoni, sono più che altro nostre suggestioni. Non abbiamo nessun interesse a prendere in prestito alcunché da altri artisti. Quando nasce un'idea è piuttosto normale tracciare dei lontani paragoni, con qualcosa che già esiste in natura. Titolo provvisorio "Poppe". Morbido e caldo, giustamente. Tre ore di lavoro per oggi - domenica, possono bastare, anche perché sono state straordinariamente utili. Qualche macchina ritorna sù da Torino, qualcuno va in cerca di un supermercato aperto, altri preparano la brace. Scatta un grigliatone con tanto di musica e danze stile pubblicità di bevande giovani e gassate tardo anni settanta.

LUNEDI
Tanti auguri a Max, "quanti sono? 41? Beh, come si dice... un piede nella fossa e l'altro sulla saponetta....", "hei nonno come butta? è arrivata la pensione?" Oggi gireremo un po' a vuoto intorno ad un'idea di Max "shakin'around" il nome improbabile del brano. Proviamo a dargli differenti beat e diverse velocità senza approdare a nulla che convinca davvero tutti. La giornata sarà caratterizzata da alcune gag del Boosta, che sosterrà dei aver umiliato il Ninja alla palystation la sera precedente. In sintesi il tormentone è il seguente, prima si porta le mani alla testa e poi urla...."aaahh ho delle fitte...percepisco dei ricordi....vedo un prato verde e una palla che ripetutamente entra in rete....ahhh ho dei flash continui ... Ninja ... aiuto ... cosa mi succede...è tutto verde con delle linee bianche", e via dicendo. Poi, sempre lo stesso Boosta riuscirà ad autoinfliggersi lo scherzo più bastardo che si possa concepire con un telefonino. Digitare per tre volte il PIN errato, bloccando la sim. La cosa più divertente è che dovrà scendere in paese e acquistarne un'altra, perché il codice di sblocco chissà dove è finito. Stasera compleanno, dicevamo e quindi cena in un buon ristorante. Anche Ninja, accorto amministratore delle finanze, nonché noto taccagno, acconsente alla proposta di seria ristorazione piemontese. 
Al ritorno tocchiamo il fondo con il video noleggio, non riuscendo proprio a metterci d'accordo, finiamo per affittare un film che dovrebbe essere vietato ai maggiori di dodici anni "la casa dei fantasmi". Fortunatamente abbiamo in alternativa il dvd di "the kids are all right" degli Who e termineremo la serata in compagnia delle sciabolate di Pete Tonwsend e delle follie batteristiche di Keith Moon.

MARTEDI
C'è già quasi aria di smobilitazione, mettiamo in prova un brano in 6/8 dall'incedere notturno e ipnotico. Ricorda a tratti negli accordi di chitarra qualcosa di Jeff Buckley, il beat è molto intrigante e ben incastrato, la struttura armonica non semplicissima si apre con estrema facilità. Titolo provvisorio "sister". Poi passiamo a un'idea di Samuel che viene trasformata in un siluro rockettaro su battuta drum and bass e che risveglia l'atmosfera della giornata. Incominciamo a mettere in prova tutti i brani fino a oggi realizzati con l'intento di portarci a casa una registrazione decente. Fino a oggi, abbiamo memorizzato le idee con dei registratori a cassetta, per evitare di perdere tempo con software e microfonature, concentrandoci esclusivamente sulla parte compositiva. 

Entro domani registreremo in presa diretta una dozzina di pezzi.
Diamo una assestata generale alla stanza, incominciamo a posizionare i microfoni, ma veniamo assaliti da una crisi di cazzeggio. Fuori è grigio davvero freddo, la luce è molto bassa, un clima letargico incomincia a pervadere l'atmosfera. Decidiamo di assecondare l'umore svaccandoci su divani e poltrone, proiettando il dvd di Elvis Presley. Quando rimetteremo mano agli strumenti sarà tutta una gag. Tra le imitazioni di Elvis e quelle degli Who finiremo per bruciare in scemenze tutto il resto della giornata.

 

Per la cena verremo raggiunti da alcuni amici e collaboratori giunti direttamente da Casasonica, ascolteranno il materiale, ceneremmo insieme e commenteranno "avete probabilmente per le mani il miglior album che i Subsonica abbiano mai realizzato, i brani sono ricchi si soluzioni musicali imprevedibili". 
Siamo troppo presi ed è anche troppo presto per valutare le cose fatte fino ed ora. E poi guai a dichiararsi soddisfatti a nemmeno metà del lavoro. Però sono pareri molto competenti, fatti da persone senza peli sulla lingua e fanno piacere.

MERCOLEDI
Registriamo: l'odore - ilraggiodellamorte - toreroreaction - paturrabonsai - speedgasoline - l'abitudine - sister - poppe - frasi - fottiti - finoall'ultimoattimo - brr; lasciamo per un altro momento - boostacornaecura - i'vegotcity - shakingaround - radioboostahead -  lasolitudine - lentazzo.
Sì perché l'idea è quella di ritornare e mettere mano ad altro materiale ancora, magari già la prossima settimana. E poi decidere, cosa che non abbiamo quasi mai fatto prima, sulla quantità la rosa dei brani che finiranno sul nuovo album. Questi nove giorni sono stati molto utili: al di là delle semplici questioni artistico - lavorative, sono stati una grossa occasione di vivere a stretto contatto, come non succedeva da anni. Un contatto non viziato dalla routine dei tour, scanditi bene o male da impegni prefissati e liturgie ben precise. Semplici giornate trascorse insieme lontano da tutto, dove tutto va deciso sul momento, dove si scelgono cose, dove si impara nuovamente ad avere a che fare con il senso di un lavoro collettivo. Peccato che in tutto questo un nome provvisorio e demenziale per il nuovo disco ancora non lo abbiamo tirato fuori.


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