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SUBSONICA 28/03/03

Concerto a Jesi - 26 ..

Concerto a Jesi - 2600 persone

Cinque ore di sonno e ci prepariamo a valicare l’Appennino per raggiungere le Marche. Il nostro conducente Ivan ”ilmisterodelfurgonescomparso” Arrazzo taglia subito corto sulle richieste di mangiare in una qualche trattoria locale.

Con un diplomatico “non mio scassate il cazzo” dirige subito verso il più vicino autogrill. La stanchezza provoca in Boosta un’impennata della sua sindrome da shopping compulsivo. Si comprerà tre Dvd, uno più inguardabile dell’altro sui cui titoli per ragioni di decenza sorvoleremo. 

Facciamo il pieno di quotidiani e di preoccupazione per l’andamento di questa guerra scriteriata. Ora il figlioccio Bush, fa il prepotente anche con i suoi alleati, taglia corto sull’esito del conflitto paventando anche l’uso di armi atomiche. Frustra gli inglesi sulle uniche due richieste presentate come prezzo della collaborazione: un piano di pace per la Palestina e il ruolo dell’ONU nella ricostruzione. Figlio di una legittimità discussa e coccolato dall’america più provinciale ed oscurantista il doppio W riesce giorno dopo giorno a connotare con un volto sempre più impresentabile il suo medio evo neo conservatorista. Riuscirà nel suo delirio di onnipotenza a produrre un mutamento storico assolutamente indesiderato dalla sua cerchia politica. La nascita di una vera Europa. 

Questi i pensieri e le considerazioni durante il viaggio.

Prima di raggiungere il palazzetto ci fermiamo rapidamente per le vie di Jesi a fare alcune riprese da montare durante la proiezione di Strade. L’esperimento riuscirà solo in parte ma intendiamo perfezionarlo. Arriviamo al palazzetto, salutiamo Gilberto, il proprietario del Mamamia, il giornalista Andrea Girolami per il quale nei prossimi giorni realizzeremo un inedito di cui vi parleremo, effettuiamo il sound-check e dopo la classica cena all’interno della struttura ci chiudiamo in camerino. Spegniamo la luce, chiudiamo la porta e sdraiati su panche e pavimento sprofondiamo in una pennichella modello “ossario dei caduti per la patria”.
Ci risveglieremo un po’ più tardi per stappare chi lattine di red-bull, chi fialette di Jin-seng. A seguire un minimo di riscaldamento e streching.

Parte il concerto ed è un concerto molto carico. L’acustica non è delle peggiori e l’energia è notevole. Il pubblico di questa zona lo conosciamo molto bene e non si smentisce di certo. Il movimento delle braccia sollevate illuminate ad intermittenza dai fasci di luce è uno spettacolo avvolgente e sensuale, lo sguardo si stacca dagli strumenti per esplorare anche gli spalti più lontani dove c’è gente che si agita.
Al termine, una doccia e la partenza per il Mamamia di Senigallia, luogo dell’after-show. Per Samuel la situazione diventerà da subito piuttosto problematica. Dopo ripetuti scalmanati assalti finirà nell’arco di un’ora per chiudersi in camerino. Anche il Boosta sceso dalla consolle verrà investito da un’onda in piena che finirà per sbatterlo in terra. Gli altri un po’ più tranquillamente si alterneranno tra chiacchiere foto autografi etc.etc. 

Verso le cinque raggiungeremo un agriturismo molto accogliente lodando la quiete e il silenzio delle morbide colline marchigiane


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