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max 18/02/08 12:32

passaggi tivù e smemorato di varese

oggi apro il portatile per il diario di bordo di Udine e soffermandomi sulla carrellata di msg in bacheca mi ritrovo picevolmente coinvolto a rispondere. Prendo spunto dai ripetuti giovanilisti e infuocati msg di tale Davide per poi cercare di accennare a qualche cosa più in generale. Dunque Davide afferma con veemenza, dimostrando tutta la foga di un'età nella quale il mondo si taglia con il trinciapollo senza andare troppo per il sottile, che apparire tramite il mezzo televisivo significa accettare quanto di peggio esiste nella società. In buona sostanza. Rispondo alle sue sempificazioni con una semplificazione. Devo innanzitutto confessare che sono inguaribile nel provareistintivamente simpatia per le visioni radicali applicate alla musica, ovvero ciò che mi emoziona non lo voglio spartire con chi non ritengo all'altezza o con un mondo che voglio tenere fuori dalla porta. Ho ragionato così per molti anni, molti anni fa. Provo simpatia anche per tutta la forza che impregna talvolta l'ingenuità. Senza l'ingenuità spesso manca anche il coraggio di muovere passi importanti in una direzione che segnerà per sempre la tua vità. Ora non è mia intenzione mettermi a fare il Galimberti in saldo, ma gli stessi Subsonica senza una iniezione di sana ingenuità non avrebbero avuto lo slancio per essere quello che, piaccia o meno, sono diventati.
La cosa più ingenuamente equivoca nel punto di vista dei Davidi di turno è il presupposto che tutto il resto del mondo abbia la propria stessa età, la stessa concentrazione sulla musica e il tempo per rimanere sintinizzato sui dettagli che lui , giustamente per stesso, ritiene fondamentali. Ora io, personalmente non amo la televisione, non seguo la maggiorparte dei programmi che determinano il costume, sono uno da history channel e da rai news 24 insomma. Devo dire però che talvolta spazi come quello di Fazio, dove le persone si raccontano, dove Luciana -che è anche un'amica- non manca mai di strappare qualche sana e intelligente risata, quando capita li seguo piuttosto volentieri (insieme ai vari Report e ai talk show sulla politica estera). Non trovo davvero nulla di male a pensare di inserire una canzone dei Subsonica in quel contesto. E' vero che il tipo di ambiente è più idoneo al clima della canzone d'autore (dietro le quinte Michele Serra si è candidato come front man della band), ma tutto sommato credo che un pubblico attento a avvezzo a ascoltare storie e parole nelle canzoni, possa essere incuriosito da un testo come quello dell'"ultima risposta". Magari resta un po' stranito dal ritmo roboante o dai sintetizzatori spremuti, ma a me sinceramente il confronto con un cinquantenne appassionato di De Gregori stimola. Ed è questo il punto, la televisione ti permette di entrare i contatto con persone che nemmeno sanno che è uscito un album dei Subsonica e hanno invece tutti gli enzimi per poterlo tranquillamente apprezzare. La prova del nove di questo discorso è rappresentata dalla quantità di msg di mei coetanei (ultra 40 y) che puntualment ricevo dopo un passaggio televisivo come questo. Persone che hanno una vita più complicata e affannata rispetto alla generazione my space o a coloro che hanno temo di cercare su you tube i clip, o di gironzolare in rete sui siti musicali. Ma contemporaneamente gente appasionata di musica che mi interessa informare del fatto che dopo un anno di lavoro duro e intenso abbiamo fatto uscire "l'eclissi".
La trasmissionendi Fazio, sotto questo aspetto è uno spazio quasi su misura. Faremo anche altre (poche) apparizioni più generaliste, sempre con lo scopo di far sapere che esiste un uovo album con delle nuove canzoni a chi ancora non lo sa, magari perché non segue più da un pezzo le riviste musicali o perché vive in realtà di provincia lontane dal circuito vivo e pulane delle grandi città . Perché oltretutto canzoni come quelle dell'"eclissi" sono sovente giudicate troppo impegnative e complesse anche solo per la normale programmazione radio Poi se questa la si voglia chiamare pubblicità o commercializzazione, a noi francamente importa poco. Sono sempre più numerosi gli inviti che decliniamo (perché giudichiamo svilente il contesto) rispetto a quelli che accettiamo. Quando ci viene consentito evitiamo di fare playback, anche se molto spesso suonare dal vivo prevede costi maggiori (strumentazione-tecnici) che le trasmissioni non sempre hanno intenzione di affrontare.
Concerto di Varese smemoratezze e presunte freddezze. A Varese è semplicemente successo che Samuel aveva grosse difficoltà audio, i quanto il suono diffuso nel palazzetto ritornava sul palco sfasato armonicamente. Nel tentativo di concentrarsi sulle tonalità e nel disappunto provato per la difficoltà sono saltate alcune parolee in generale si è divertito meno del solito. Per quanto riguarda il resto della band (ch ha invece ascolti in cuffia) il concerto è stato vissuto con grande intensità, almeno questo è quanto a noi è risultato dal palco.


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