Discografia / Subsonica
Prodotto artisticamente, registrato e mixato da Max Casacci e Subsonica in Casa Sonica, co-pilota Boosta, tranne "Come se" e "Radioestensioni" mixati al Transeuropa da Carlo U. Rossi.
Masterizzato da Antonio Baglio al Nautilus Mastering Milano.
Produzione esecutiva: Valerio Soave - Mescal. Segretaria di produzione: Luisa Cavalleris. Ufficio Stampa e promozione: Manuela Longhi. Edizioni musicali: Essequattro Music Italia.
Mescal s.r.l. - Piazza Garibaldi 2 - 14049 Nizza Monferrato (AT) Tel 0141-793496 Fax: 0141793657 www.mescal.it info@mescal.it
Radioedit rimasterizzato
Tratto da "Registrazioni Moderne" di A. Ruggiero (Estate '97)
Inedito strumentale composto per la sonirizzazione della mostra del pittore torinese Daniele Galliano.
Inedito strumentale composto in occasione della sonorizzazione dell'ex area Teksid di Torino.
Versione estesa
Cose che non ho guarda
Nasce da un idea melodica di Samuel su una base ritmica campionata del Boosta. Il testo, prevalentemente di Samuel, vede la collaborazione del poeta e amico Luca Ragagnin e la supervisione di Max. Il mixaggio e' stato affidato a Carlo Rossi. Il testo parla di realtà carcerarie e dal vivo viene sempre dedicato a Silvia Baraldini.
L'intuizione melodica del ritornello è opera di Samuel. Max ha creato: ritmica, linea di basso, strofa e tutto il testo; Boosta: le linee di archi. Ninja: il fill di tom e le le due batterie distorte ad incastro sul finale.
Il brano è' nato sulla sperimentazione ritmica di alcuni campioni di batterie distorte ad opera di Boosta e Max. Successivamente lo stesso Max ha creato la linea ad unisono di basso e chitarra, la melodia e il testo. Nella sezione fiati suona Roy, trombettista dei Mau Mau e Fabio Gurian, sassofonista e arrangiatore. Il pezzo e' palesemente ispirato ai telefilm di fantascienza anni '70 della serie Ufo di cui si ascolta anche il campionamento iniziale.
Nasce da un iniziale campionamento di Max su cui Boosta completa ritmica, linea di basso e riff di tastiera. La melodia è di Samuel ( che canta anche in un megafono). Il testo è' di Max.
Sulla melodia di Samuel e la linea di basso del Boosta, si sovrappongono le innumerevoli incisioni di batteria processata o ripresa in diversi punti dello studio (vedi corridoio) e un sound che si ispira al funk psichedelico anni '70. La parola Radioestensioni è opera di Samuel, il testo è completato da Max. Il pezzo è dedicato a tutti coloro che operano nelle libere frequenze. Il mixaggio del brano è stato realizzato da Carlo Rossi.
Un vecchio brano di Samuel e Boosta di cui è stato mantenuto il ritornello. Linea di basso Boosta e melodia Samuel, il pezzo è stato successivamente ampliato dalla band. Nel ritornello sono state sovrapposte tre batterie in controtempo. Si noti l'unico assolo di chitarra del disco che tenta di evocare il frenetico volo di un insetto. Il testo delle strofe è di Max, quello del ritornello di Samuel.
L'intuizione melodica nasce da una libera variazione (pianoforte e voce) sul tema di Wild Horses dei Rolling Stones con cui Samuel soleva intrattenere (o ammorbare), durante le lunghe ore di lavorazione, il resto della band. Entra così se non di diritto, di prepotenza, nell'album, grazie ad una elaborazione in chiave drum'n'bass tutta SubsOnicA e interamente suonata. Da notare gli innumerevoli incastri ritmici nonché la deformazione del suono già' presente negli altri pezzi, ma che qui ha il suo massimo risalto, della batteria. In seguito a particolari studi sull'accordatura delle pelli, sul posizionamento dei microfoni, su compressioni/distorsioni, si è ottenuto un suono perfettamente abbinabile a certe 'sfilacciature' tipiche dei suoni campionati. Per emulare il tipico suono 'staccato' drum'n'bass, Pierfunk ha percosso le corde del basso con delle bacchette di legno legate alle dita. Il testo, interamente di Max, è un tributo alle nebbie in cui sono avvolte molte giornate torinesi.
L'inconfondibile stile melodico di Samuel sul ritornello è accoppiato alla strofa di Max che per contrappeso muove la melodia su percorsi dissonanti. Il brano ha una sonorità reggae complicata da archi, chitarre col tremolo, organi da colonna sonora, che sfocia in un crescendo finale di sovrapposizioni ritmiche distorte. L'idea che riguarda le cose che non ho, è di Samuel, lo sviluppo del testo di Max.
Il brano interamente di Max era destinato ai precedenti Africa Unite. Non adatto alla voce di Bunna, e' stato sperimentato per gioco su Samuel, che ne ha fornito una entusiasmante interpretazione nel primo demo dei Subsonica. La canzone è stata riarrangiata, risuonata e ricantata per la pubblicazione dell'album. In sede di mastering ci si accorge che tutta la magia del demo non era stata mantenuta e si decide utilizzare all'ultimo momento la versione iniziale con tutte le sue imperfezioni.
La base, i riff melodici, l'atmosfera del pezzo sono opera del Boosta. Anche Max per la stesura del testo si è ispirato all'adolescenza del pittoresco tastierista.
E' il primo pezzo dei Subsonica che nasce da esperimenti ritmici di Max e Boosta. La versione iniziale nel demo aveva una linea vocale, abbandonata nel disco e ripresa successivamente nel live. L'atmosfera frenetica ottenuta con l'utilizzo di un tempo dispari (sovrapposto ad un quattro quarti) sfocia in un break di tre batterie in unisono registrate in diversi punti dello studio. E' il pezzo più amato dal gruppo.
Una livida, rarefatta atmosfera sonora prodotta dal Boosta sostiene il rauco e biascicato cantato di Samuel nel tentativo di riprodurre quella dolce ed insonne atmosfera del rientro a casa dopo una notte passata in giro, magari ai Murazzi del Po. Ispirato ad alcuni quadri del pittore Daniele Galliano, il testo è invece di Max. La chitarra acustica è stata suonata dal Boosta.