Rassegna Stampa / Articolo
“Fede, che fai a capodanno?”
Federica, con fare molto vago, “Mah,
non so, forse vado alla fiera di Roma, ma non è che mi vada tanto”
Tutta
una finta, ostento indifferenza per mascherare l’adrenalina a
1000
Anno nuovo, vita vecchia, sesto concerto subsonico in 6mesi….ma
del resto, come iniziare meglio il 2006?
di Fedts
Arrivo al famigerato padiglione 22, inventandomi totalmente la strada, ma sbagliando solo una traversa e trovo le altre già in fila, davanti ai cancelli. Così, per evitare di essere linciata con il rischio di non vedere né concerto né il nuovo anno, mi metto onestamente in fila, accanto ad un’altra mia amica arrivata poco prima di me.
Solita tranquilla attesa e solito prevedibile ritardo per l’apertura
dei cancelli ma alla fine riusciamo a entrare e scopro che la location è spettacolare,
perché lo spazio è immenso e la “gabbia” là davanti
fa la sua figura. Sicuramente una scenografia insolita e assolutamente anti-foto,
con tutti quei tubi che impallano le inquadrature e stroncano sul nascere ogni
velleità da fotografa, ma di grande effetto, perché dà libero
sfogo ad ogni vocazione da trapezista di Samuel e Boosta.
Riesco a mettermi dietro le mie amiche, che hanno atteso stoicamente ore al
freddo e alla pioggia, ma sono riuscite a conquistare la prima fila, cosi almeno
potrò sentirle vicino durante il concerto, quando la groova ci investirà completamente.
Inganniamo l’attesa ballando quel tanto che basta per non perdere il
posto sui dischi messi da Giorgio Valletta e su chase the devil parte una specie
di boato, io canto tutta felice e le mie amiche si girano in blocco, perché sanno
che appena parte il reggae parto anche io, per vedere la mia espressione di
giubilo con un sorrisone che parte da un orecchio e finisce all’altro.
Verso le 23 30 arriva Max, che indossa 1 maglione con su un animale non meglio
identificato, a metà tra un orso e una renna, che tanto mi ricorda una
scena di Bridget Jones, così da quel momento e per tutta la serata sarà per
me dj Bridget.
Finalmente sul palco compaiono delle magnum di spumante, seguite poi da Boosta
in versione presentatore con tanto di cronometro che esordisce con un perentorio “non
cagate il cazzo sulla mezzanotte”…ok nulla da dire.
Arrivano gli altri fanciulli presentati uno per uno dal professionalissimo
tastierista e Sara e Giulia dalla prima fila riescono a recapitare i primi
doni, una bambolina per Ninja e un microfono fatto coi lecca lecca (vedi Aurora
sogna) per Samuel. Gli altri regali li ho io in borsa, come una befana arrivata
con una settimana in anticipo, e verranno prontamente recapitati ai destinatari
successivamente.
Parte allora il conto alla rovescia, con leggero anticipo , che fa tanto festa
aziendale di capodanno di Fantozzi, ma va bene così.
Veniamo inondate di spumante e beviamo da una bottiglia arrivata dal palco
non si sa come né da chi.
Buon anno a tutti e via con il concerto
Si parte con ancora ad odiare in versione acustica, per poi esplodere con
Velociraptor dalle parole incomprensibili ma assolutamente travolgente con
quel suo ritmo incalzante e quella PHARHANOHIAAAAAAAA a me tanto cara. Su onde
quadre si perdono le tracce delle mie tonsille e della mia rotula e faccio
giusto in tempo a ritrovarle per distruggerle definitivamente su Ratto e Perfezione.
La cosa a me più gradita è stata senza dubbio la presenza massiccia
dei brani del primo album, perché le emozioni di Giungla nord sono state
davvero troppe, su quel “nel freddo stringerti” il mio cuore si
gonfia, e così avviene l’inevitabile…su Vita d’altri
partono le lacrime, nulla da fare, non c’è modo di evitarlo, così mi
asciugo gli occhi lucidi e la ragazza davanti a me, vedendomi in quelle condizioni
pietose,esclama “oddio come te capisco!” e mi abbraccia.
(Per la serie “quando la groova diventa sentimentale”)
Mi riprendo con l’inizio della parte più danzereccia e più vissuta
del concerto, vissuta anche dal ginocchio di Samuel che, affetto da dislessia
paracula, continua a leggere la data di nascita sbagliata sulla sua carta d’identità e
si convince di essere un ventenne saltellando come se lo fosse…solo
che la dislessia può ingannare il suo cervello, ma non le sue cartilagini
rotulee, così sulla fine dell’odore salta dalla gabbia con abile
mossa, per finire spalmato come il patè sulla batteria del Ninja.
Su Discolabirinto apprestiamo la nostra coreografia con i cuoricini da sventolare
su LOVELY, che sono stati sicuramente notati, visto che Samuel mentre cantava,
ha fatto cenno a una di noi di raddrizzare il cartoncino che era sottosopra.
E così tutta allegra e saltellante mi trovo inaspettatamente in una
discoteca house, sulle note dell’inedito…we need some activators,
che però, complice lo spritz che mi ero portata da casa e la pronuncia
di Samuel è diventato “imbusto ma ti vedo”.
Arriviamo a Depre, che da sola vale tutto il concerto e su quel “si può saltareee” devo
aver fatto talmente casino che ho ricevuto un biglietto di addio da parte della
mia rotula sinistra, che a quanto pare non ne vuole più sapere niente
di me.
Niente più conto alla rovescia, ma un Sole silenzioso da brividi e tutto
finisce.
Non potevo iniziare meglio il nuovo anno…prossimo appuntamento alla prossima estate
Nel frattempo aspetterò canticchiando
Imbusto ma ti vedo
Imbusto ma ti vedo