Rassegna Stampa / Articolo
Roma 6/9/2005 - Cose da non dimenticare.
di Fujiko
Io che arrivo quasi a destinazione e mi accorgo di aver dimenticato il biglietto a casa, con conseguente rally ritmato da imprecazioni e pugni sul volante. Il percorso pedonale per il Centrale, disseminato di DVX e fasci littori, che fa troppo strano. I Sikitikis che dopo un set trascinante smontano e si caricano gli strumenti fino al camion (eh, la gavetta.). Samuel che fa un po' di sano freestyling coi testi, e che quando si avvicina alle transenne viene rapito da mille mani che lo spogliano ma continua eroicamente a cantare. Gli uomini della sicurezza che quando lo risollevano sul palco sembra lo facciano volare. Max che saltella sempre, pure su Incantevole, e si vede che deve recuperare quello che la febbre non gli ha fatto fare.
La chitarra spezzata in due e Raffa che la raccoglie delicato, che chissà quanto soffre un chitarrista a vedere queste cose. Il finale di Strade, perché forse dovremmo smettere di tremare e godercelo di più, che tanto quando uno è bravo è bravo. L'incursione volante di Tony che libera i piedi di Samuel dal groviglio di cavi che ha creato ballando. La mummia accanto a me che finalmente su Aurora sogna non resiste più e si mette a ballare (meglio tardi che mai). Gasoline, quanto rende bene live e l'urlo satanico di Samuel. Boosta indemoniato che si tuffa in mezzo alla folla e per fortuna c'è la sicurezza che lo recupera, dopo cinque minuti buoni in cui se ne erano perse le tracce.
L'effetto-domino che ha creato su mezza platea, che magari è pure bello da vedere dall'alto ma a trovarcisi in mezzo mi sa di no. Mezza crew dei tecnici che si ferma a cercarlo con lo sguardo in quella specie di buco nero che lo ha inghiottito e che forse si chiede se ne uscirà qualcosa di riconoscibile. Ninja che pure, e che di sicuro pensa "io mai più". Il pogo visto dall'alto, questa volta.
I vostri concerti non dovrebbero finire mai.