Rassegna Stampa / Articolo
L’agenda dice Subsonica. È un afoso mercoledì postferie con un fronte lavorativo piuttosto incasinato; oggi, però,la mia mente è altrove. Nulla, mi deve far distogliere dall’obiettivo della giornata: fuggire il prima possibile dall’ufficio.
di Incantevole76
Ho appuntamento con gli amici, soliti compagni di concerto – destinazione Castagnole Lanze. È la nostra terza tappa del Terrestre tour: dopo Genova e il diluvio di Cuneo, si è deciso per Castagnole.
Abbiamo un po’ di km da fare e non conosciamo a fondo la strada per giungere alla meta: chi c’è già stato e ha vuoti di memoria(“sono secoli che non ci vado, chi si ricorda più…”)e chi non ha neppure idea di dove sta andando. Castagnole Lanze per noi è un posto piuttosto sperduto a cui comunque approdiamo.
La location del concerto è una piazza non molto grande in centro paese. È in corso Contro, Festival annuale della canzone d’impegno. Anche per l’edizione 2005 gli organizzatori sono riusciti ad avere un buon cartellone, ma è indubbio che la data più attesa di quest’anno sia quella dei Subsonica: sono il successo del momento.
Arriviamo poco prima delle 21 e ci stupiamo da subito delle poche persone presenti. Più guardiamo la piazza e più ci sembra deserta.
È solo questione di tempo, perché man mano che passano i minuti il luogo lentamente, molto lentamente inizia ad affollarsi (alla fine saremo circa 4000 persone). Non so se sia dovuto a questo lento incedere della folla ( e che quindi ci sia stata esplicita richiesta da parte degli organizzatori) o altro, ma l’inizio del concerto viene ritardato in maniera indecente. Sono ormai le 22.30 quando si abbassano le luci e parte Terrestre.
Siamo a pochi metri dal palco, il cuore inizia a battere forte, l’adrenalina sale; ci guardiamo negli occhi con sguardo complice…sappiamo che da quel momento in poi inizia il viaggio.All’attacco di Giorni a perdere siamo davvero carichi. La scaletta la conosciamo, siamo consapevoli che per almeno sei, sette pezzi non ci sarà tregua. Noi, arzilli trentenni, decidiamo, come al solito, di perderci nel pogo asfissiante degli adolescenti che abbiamo attorno. Non c’è distinzione di età, di sesso o altro…stasera siamo tutti uniti da questa passione incontrollata che ci accomuna. E tutto ciò è qualcosa di fantastico. Per due ore circa si accantonano i problemi e lo stress, ci sono solo musica ed energia che svuota la mente.
Dopo poco, però, forse perché siamo reduci da altri concerti subsonici, ci accorgiamo che sul palco non c’è la solita carica. C’è molto impegno, ma nulla che vada al di fuori dell’ordinario: diciamo della serie “stasera si recita a soggetto”. L’arcano verrà svelato da Samuel: quasi tutto il gruppo è acciaccato, storie di febbre e raffreddori che minano inevitabilmente la performance. Stoicamente sono comunque tutti sul palco.
Fa un caldo pazzesco, si giunge alla parte centrale del concerto sudati e già in debito di ossigeno. Per fortuna con Sole silenzioso inizia una serie di brani adatti a rifiatare un po’. Le esecuzioni di Incantevole e Vita d’altri,new entry della scaletta estiva,sono notevolmente migliorate dalla data di Cuneo; probabilmente necessitavano solo di un po’ di rodaggio.
Si prosegue bombardati dalle immagini dei 5 maxischermi e dall’incessante gioco di luci.
Con L’odore inizia il rullo martellante dell’ultima parte dello show. Si sono recuperate le forze e non si può fare a meno di saltare,cantare e ballare nella bolgia infernale che si viene a creare sugli ultimi pezzi.
La sensazione più claustrofobia la proviamo quando casualmente ci ritroviamo nel bel mezzo della folla impazzita, che stritola tutto e tutti in direzione centrale transenne. Eh sì, perché quel baldo giovine di nome Samuel decide di catapultarsi giù dal palco e cantare risucchiato dai fans in delirio. È l’unica novità rispetto alle date precedenti che ci trova spiazzati, rischiamo il soffocamento solo perché le persone attorno sono pronte a calpestarti pur di sfiorargli la mano! Ce ne stupiamo, ma è così che va il mondo ormai…Controcorrente, per quanto possibile, cerchiamo di dileguarci da lì.
Discolabirinto e soprattutto Nuvole rapide come sempre scatenano il delirio. Non penso ci sia persona che riesca a stare ferma; tutta la piazza sembra scossa da tanta energia.
Poi ecco partire il conto alla rovescia di rito con canzone di commiato la sempre splendida e toccante Preso blu e fine delle danze. La mente non può fare a meno di tornare alle sensazioni da brivido provate ascoltando questo pezzo sotto la pioggia torrenziale di Cuneo, alla magia che si era creata in quell’occasione con “il senso di vaga impotenza di un giorno di pioggia”. Qualcosa di unico e meraviglioso.
Ma è già ora di risvegliarsi e abbandonare i ricordi. Il concerto è finito si torna alla realtà, eccoci giunti al capolinea di quest’altro ennesimo viaggio nel mondo subsonico.
A fine serata abbiamo la sensazione di aver assistito ad un bel concerto, ma non eccezionale…molto meglio l’energia della piazza che non quella dimostrata sul palco… contrariamente ad altre date, forse, sono mancate le emozioni, quelle che generalmente rendono i loro concerti unici. Pazienza abbiamo beccato la loro serata storta, come in fondo lo hanno dichiarato più volte loro stessi….
Peccato perché calendario alla mano per noi il terrestre tour termina qui.