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Recensioni, articoli, riviste a cura di Michele Ledda
Subsonica

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Recensione di Subsonica 04/02/98 - Rock Star

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Subiscono il fascino del mondo i torinesi Subsonica alla ricerca di un'efficace sintesi di linguaggi inediti. "E innovativo, nella musica -precisa l'ex Africa Unite Max Casacci - può essere semplicemente un accostamento tra generi diversi, già consolidati. La filosofia dei Subsonica è questa: accostare la melodia al suono fisico, con l'occhio sempre teso a quello che succede intorno". E' significativo, in questo senso, che la band sia sorta un anno fa dall'unione di un nucleo di musicisti al capolinea di precedenti esperienze artistiche. "Degli Africa Unite, ad esempio - aggiunge Max Casacci - mi è rimasto dentro il rag, che però ho cercato di reinventare". Siete soddisfatti dunque del vostro album d'esordio? "Sicuramente. È un lavoro realizzato in studio, se vogliamo in modo un po' bizzarro. Ci cresceva sotto al naso e abbiamo capito solo dopo che cosa sarebbe venuto fuori. Di sicuro siamo contenti di come l'album si muova in più direzioni, pur con una base solida. Ma i prossimi lavori saranno più a senso unico, più massicci insomma". Quanto conta Torino nel modo di fare musica dei Subsonica? "Moltissimo, è una città stimolante, soprattutto in quello strato di territorio così specifico che sono i Murazzi del Po. Qui si viene a contatto con un campionario di umanità particolare, che vive di notte quando tutto sembra più dilatato. È facile trarre ispirazione da questa fetta di mondo e lasciarsi trasportare da una pioggia di watt che non ti fa mai smettere di ballare".

Intorno al Subsonica ruotano le menti del bassista Pierfunk e del cantante Samuel, oltre che, naturalmente, di Max Casacci, sempre in prima linea là dove si fanno largo le sonorità più accattivanti. Alle spalle della formazione torinese, nata circa un anno fa, un unico album dal titolo omonimo, crocevia di impronte dub, hip hop, reggae e rock sapientemente dosate e alternate alla melodia made in Italy; AI momento la band è impegnata nella realizzazione di un disco su vinile, e forse anche su CD, con pezzi editi rivisitati in chiave dance. Destinazione, l'universo DJ a cui i Subsonica sono molto legati. Non a discapito però di una costante melodica che resta il sottile filo conduttore della versatilità espressiva dei Subsonica. Un sottofondo di impronta italiana percettibile soprattutto nei testi delle canzoni.

Da chi trae ispirazione il vostro modo di fare musica?

"Non c'è una realtà, nell'attuale scena italiana o straniera, con cui poter fare dei confronti, noi assimiliamo e amalgamiamo mille sfumature di altrettanti modi musicali. Non ci sentiamo al di sopra delle parti, anzi cerchiamo di assorbire molto di quello che ci passa davanti agli occhi, solo, ci discostiamo da qualsiasi tipo di definizione. Senza rinnegare per questo la qualità della nuova scena italiana, il nostro paese sta attraversando un periodo buono per quel che riguarda le idee e la sostanza dei gruppi. Si respira ancora molto la matrice inglese, ma è ben assorbita e filtrata. E i Subsonica ascoltano di tutto, dai Marlene Kuniz agli Otierre.

Disco: Subsonica

Chi sono: Cinque torinesi plagiati dall'atmosfera multietnica dei Murazzi del Po, vistosamente attratti dall'universo DJ.

Genere: Reggae dub con una venatura melodica.

Perché seguirli: Per immergersi nel suono globale.

Somigliano a: Nessuno, sono costantemente alle prese con un processo metabolico.

Pensieri e parole: "Praticano un modernariato senza frontiere"

Paolo Ferrari

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