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Ultimo aggiornamento: 25/02/13 23:30: Rapide

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Recensioni, articoli, riviste a cura di Michele Ledda
Terrestre tour 2005, recensioni concerti, interviste

Tour 2005: Recensioni concerti, interviste

Intervista ai Subsonica 14/04/05 - Il Resto del Carlino

Esce il nuovo album della band torinese, da maggio il tour.
«Gli strumenti sono la polpa di questo cd»
Un rock più «terrestre»

di Andrea Spinelli

TORINO - Dal ’96 ad oggi si sono separati due o tre volte l’anno, con eccezione del tastierista Boosta che da vero fuoriclasse ha una media molto superiore, ma i Subsonica hanno imparato col tempo a trasformare questa loro instabilità caratteriale nella formula vincente che gli consente di trovare proprio nella lontananza la loro forza e negli svariati "progetti paralleli" le motivazioni per restare assieme. «Ci sono stati piatti rotti e scenate di gelosia, ma alla fine a prevalere è stata sempre la convinzione che eravamo fatti gli uni per gli altri» assicurano i cinque parlando del loro turbolento manage professionale in un locale dei Murazzi di Torino, dinanzi al Po ricoperto di scaglie argentate dal bel sole primaverile.

Fatto il punto sul passato col fortunatissimo album dal vivo "Controllo del livello di rombo" e cambiata casa discografica, la strada riprende il 22 aprile tra i solchi di "Terrestre", un cd meno elettrico e aereo dei precedenti attraversato dalla concretezza del rock. Più terra che cielo, appunto. Avrà modo di accorgersene il pubblico dei concerti con cui il cantante Samuel e compagni si apprestano a traversare l’Italia per tutto il mese di maggio, nell’attesa di tornare sulla strada in estate e forse, durante l’inverno, in quei club dove è iniziata la loro avventura. Debutto il 5 maggio a Pordenone per poi proseguire in altre undici città fra cui Bologna il 7, Firenze il 17, Parma il 20 e Milano il 23. Intanto il 21 aprile special di Mtv tutto per loro.

Cosa cambia rispetto al precedente album in studio "Amorematico"?
«Abbiamo messo da parte tutto il substrato di sequencer e campionatori che c’era in quel disco per addentrarci in un mondo meno elettrico e più suonato. Gli stumenti sono la vera polpa di questo cd».

In particolare?
«Il live ci ha spinto verso canzoni più d’impatto e meno ragionate. Così oggi la nostra musica tende ad un approccio più istintivo, suonato e sudato che in passato».

Avete mai pensato ad un album strumentale?
«Non ad uno ma a due, tre, quattro. La sonorizzazione di una vecchia fabbrica dismessa, qui a Torino, ci ha posto per la prima volta davanti a qualcosa di diverso dalla composizione in forma canzone. Abbiamo i cassetti pieni di materiale. Anche per questo cd avevamo scritto 22-23 canzoni da cui abbiamo poi scremato le 14 definitive».

Cosa si muove sul panorama Subsonica?
«Il chitarrista Max Casacci con l’etichetta "Casasonica" ha prodotto "Fuga dal deserto del Tiki" dei sardi Sikitikis, e si appresta a pubblicare un album dei Cinema Volta di Montichiari, mentre il tastierista Baboosta sta lavorando ad un romanzo che potrebbe trasformarsi in film».

Il prossimo passo?
«Andare all’estero, magari con una raccolta dei nostri brani migliori in inglese. Cominceremo a pensarci seriamente nel 2006».

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