SubsOnicA LogoSubsOnicA

Salta la navigazione

Ultimo aggiornamento: 26/08/10 21:13: Diario di bordo

CONCERTI
MATERIALI
Rassegna Stampa
Discografia
Video
Foto
Audio
Merchandise
IDENTIFICAZIONE
Storia
ID Personali
COLLEGAMENTI
Contatti
Mondo
Torino groova
Collaboratori
Basi di Emergenza
Progetti paral // DJ-set
ARCHIVI SBS.IT
Archivio
Equipaggiamento
Addestramento
Chat

Rassegna Stampa / Articolo

Rassegna Stampa

Recensioni, articoli, riviste a cura di Michele Ledda
Amorematico

Amorematico

Intervista a Max 24/03/02 - Alias supplemento de Il Manifesto

Con Amorematico i Subsonica passano brillantemente alla prova del terzo album. Canzoni come Dentro i miei vuoti e Eva-Eva rivelano il talento del gruppo torinese nel creare atmosfere inconsuete

Altri brani come Nuova ossessione e Mammifero si preparano a diventare i prossimi tormentoni radiofonici. Per quanto riguardai testi poi, Samuel sembra ugualmente a suo agio quando affronta la materia sentimentale e quando tratta temi sociali e politici, evitando banalità e facili slogan. Incontro Max Casacci al Magic Bus di Marcon (VE).

E’ difficile essere allo stesso tempo innovativi e musicalmente accessibili?

Credo ci siano moltissimi gruppi in Italia che stanno facendo cose bellissime, purtroppo in questo momento non hanno grande visibilità. Sushi, e Manbassa, sono 2 gruppi pop che hanno fatto album molto carini. Spero che la nostra esperienza possa aiutare a fare emergere band come queste. In Italia ci sono ottimi gruppi come 99 Posse, Marlene Kuntz, Almamegretta, Afterhours, che sono riusciti ad affermarsi anche se magari non hanno conquistato il primo posto in classifica. Il fatto che noi ci siamo riusciti è stato più che altro una cosa divertente; ci siamo fatti una settimana di baldorie e festeggiamenti, ma non lo consideriamo assolutamente il capolinea di un percorso. Il nostro obiettivo prioritario è magari il locale esaurito una settimana prima del concerto, con tutto il rispetto per la gente che non riesce ad entrare. E anche avere la bacheca del sito piena di commenti di persone che ti fanno capire quanto la tua musica possa migliorare in qualche modo la loro vita, come possa fare riflettere su certe cose che altrimenti sarebbero portate via da una realtà mediocre.

Ti riferisci al “ruolo sociale” della musica.

Sì, anche se ho molte perplessità sulla situazione musicale nel nostro paese. Mi sembra che non si richieda più alla musica di essere testimone dei tempi, così come non si richiede più a un musicista di produrre un album. Vengono richieste canzoni che devono restare in onda il più possibile tra una pubblicità e l’altra. Questo è preoccupante, perché comunque un disco, un album, è un fattore di arricchimento notevole, mentre ascoltare una manciata di canzoni durante il giorno è come andare in vacanza in un villaggio turistico. Questo clima generale può diventare molto pericoloso. E non bastano gli slogan. Ci si può opporre mantenendo da una parte aperti i territori di incontro, i centri sociali, canali che vanno sicuramente preservati. E ci si deve anche contrapporre in termini di qualità comunicativa. Ad esempio, quest’album dei Subsonica, più che puntare all’innovazione per il puro gusto di voler essere innovativi, cosa su cui ci eravamo maggiormente concentrati nei dischi precedenti, è molto più attento alla comunicazione. Al fatto che testi e canzoni fossero compiuti. Anche se ci stavamo prendendo alcune libertà poetiche, per ampliare e dare respiro ai temi, in realtà i testi dovevano essere facilmente comprensibili. Contemporaneamente abbiamo cercato di non essere claustrofobici, una canzone deve poter avere livelli interpretativi diversi. Per noi il fenomeno dei singoli facili facili in radio si combatte con la comunicazione, e non trincerandosi dietro determinate posizioni, che sono le posizioni di 30 anni fa.

C’è una canzone a cui sei più legato?

La canzone che più mi piace del nuovo disco è Eva-Eva, mi piace come tipo di atmosfera, lo trovo un pezzo particolare. E mi piace anche Albascura.

Che è un po’ la risposta ironica a “Alba Chiara”.

Diciamo che è un tributo un po’ controverso. In realtà il titolo è motivato alla fine della canzone, quando questo personaggio si ritrova come in un racconto di Tondelli, o come in un quadro di Galliano, a camminare sulle soglie dell’alba riflettendo sull’inutilità di certi comportamenti, e quella è un’alba scura.

“Sole Silenzioso” è un pezzo sui drammatici avvenimenti di Genova.

Eravate presenti alle manifestazioni?

In quel periodo stavamo preparando l’album. Alcuni di noi erano intenzionati ad andare a Genova. C’era arrivata dai 99 Posse la proposta di partecipare al concerto che stavano organizzando per il sabato. Insieme ai Mau Mau e agli Africa Unite. Il venerdì è morto Carlo Giuliani, e quindi nessuno se l’è più sentita di suonare. Poi sono successe cose molto strane, ad esempio mi raccontava Luca dei Mau Mau che era pronto con il sacco a pelo in macchina e ha trovato i caselli dell’autostrada bloccati. Quindi non siamo partiti, non abbiamo partecipato attivamente. Però durante i giorni di Genova siamo rimasti sintonizzati sul sito, anche durante l’irruzione alla Diaz, al Media Center, e nelle settimane successive.

Che reazioni avete avuto?

Pensiamo che sia un punto di non ritorno. Anche se poi tutto quello che è successo è stato oscurato dai fatti tragici dell’11 settembre, per quanto mi riguarda un episodio fondamentale. E’ molto preoccupante la repressione che si è verificata in piazza in quei giorni, così come il successivo appoggio dei mezzi di comunicazione all’idea che tutti i partecipanti alla manifestazione dovevano essere accomunati ad una stessa area violenta. Noi abbiamo fatto molta controinformazione sul sito, sia durante l’irruzione alla Diaz e al Media Center la sera stessa, così come nelle settimane successive. C’era un dibattito, abbastanza forte. Quei ragazzi che non avevano una coscienza politica hanno vissuto la cosa in modo lacerante. La televisione diceva una cosa e chi c’era un’altra. Le loro reazioni all’inizio erano furibonde, cercavano di mediare tutte le testimonianze, poi alla fine si convincevano che qualcosa del racconto passato per parola doveva avere un suo fondamento. Per chi ha una coscienza politica è stato diverso, ma per chi non è mai venuto incontro a certe realtà può essere doloroso ammettere improvvisamente che tutto ciò che si era assimilato può essere… un po’ alla matrix, no?

Che rapporto avete con il movimento?

Lo appoggiamo. Abbiamo appoggiato quest’anno soprattutto il comitato studentesco per i cortei contro i bombardamenti. Ci piace l’appoggio esplicito, nel senso che non ci piacerebbe in caso di guerra o cose tipo i fatti di Genova appoggiare appelli un po’ asettici sulla non violenza o contro la guerra. Ci piacciono le cose che mostrano linee chiare e ben definite. Ad esempio? Siamo andati a manifestare a Torino contro i bombardamenti, contro la violenza in piazza a Genova, contro quello che gran parte dei mezzi di comunicazione cercavano di coprire e che di fatto sono riusciti a coprire. Purtroppo però la vita che conduciamo noi come Subsonica ti assorbe completamente. E’ una cosa positiva da un lato, dall’altro non segui tutte le cose che vorresti seguire.

Perché il vostro CD non ha il prezzo imposto?

Non è una nostra scelta. E’ una scelta obbligata. I gruppi che hanno direttamente un contratto con le multinazionali possono scegliere di abbattere le proprie royalties, diminuendo il costo dell’album. Noi questa cosa l’abbiamo proposta alla Mescal dal primo album, cioè l’abbattimento del 50% delle nostre royalties. Il problema è che questa cosa comporterebbe anche l’abbattimento dei compensi della nostra etichetta- che produce – nei confronti dell’etichetta che distribuisce – che è la Sony. Se tutto ciò è possibile per le prime uscite, per i gruppi per cui l’investimento promozionale è minore, tipo la maggior parte degli artisti della Mescal, diventa però più problematico per una realtà come i Subsonica, che comunque ha bisogno di promozione. In ogni caso ai concerti vendiamo i cd a un prezzo più basso rispetto ai negozi. Siamo, inoltre, molto attenti al prezzo dei biglietti dei concerti. Nonostante ci siano moltissime pressioni per farcelo alzare, cerchiamo di tenerlo basso. Riteniamo che alla fine una canzone uno possa procurarsela, mentre il concerto è un’importante momento d’aggregazione, di questi tempi è una cosa fondamentale. Quindi i nostri prezzi sono bassi, e se questo non bastasse il tour nei centri sociali (che partirà a maggio) servirà per abbattere ulteriormente i prezzi per permettere a tutti l’entrata.

Un giudizio sulla pirateria musicale?

Non scaglieremo mai anatemi pubblici perché non è nel nostro stile, e poi tutto sommato è sicuramente importante che la gente possa comunque procurarsi la musica, però se mi chiedi un parere ti rispondo che secondo me è una forma di antipatia. Bisogna vedere da che poteri sono controllati questi mercati clandestini, non mi sembra plausibile che un singolo individuo con la volontà tutta idealistica di divulgare la musica possa permettersi una catena di distribuzione per mano di immigrati. Quindi occhio perché anche la pirateria è in mani sospette da una parte. Dopo di che si tratta di persone che comunque lucrano sul lavoro fatto da altri. Tutt’altro parere invece nei confronti dei programmi che permettono alla gente di scaricare gli mp3, tipo Napster e derivati. Gli abbiamo sempre tranquillamente sostenuti, pur essendo noi una delle realtà più colpite perché abbiamo un pubblico molto giovane che usa Internet, a differenza ad esempio di Celentano… E’ più facile che vengano scaricati i cd dei Subsonica piuttosto che quelli di Fiorella Mannoia. Nonostante ciò, non la riteniamo una cosa che ci ostacola.

C’è un episodio “curioso” che vi è successo questa estate in autogril, dopo il concerto al Tora! Tora! di Padova…

Ah si… Entravamo in autogrill mentre usciva un gruppo di teste rasate e tatuaggi espliciti, uno dei quali ha riconosciuto Samuel, e ci siamo trovati con le gomme assassinate uscendo dall’autogrill, abbiamo fatto 4+4…

Magari ti immagini che queste cose succedano a gruppi più schierati ideologicamente come i 99 Posse, un po’ meno ai Subsonica…

Posso dirti che per molti è addirittura più fastidiosa la nostra posizione perché abbiamo più potere di penetrazione. Ci rendiamo conto che ogni volta che facciamo una sorta di outing dal punto di vista politico e ideologico, diamo veramente fastidio. Questo perché comunque siamo sintonizzati su più canali, su canali molto più aperti rispetto a quelli di certi gruppi fortemente politicizzati. Gruppi come i 99 Posse sono comunque realtà importanti che è giusto che esistano, che noi decisamente apprezziamo e seguiamo.

Torna all'elenco