Qui si spegne tutto, a Torino invece si accende
Milano deve tornare a offrire spazi e iniziative ai giovani. Come per esempio i bus navetta per muoversi by night
di
MAX CASACCI*
La chiusura della Casa 139, riferimento per i gruppi rock indipendenti, è una cattiva notizia, un macigno sui segnali di ripresa dei concerti dopo la "glaciazione" degli anni zero. Non è solo Milano a perdere un altro pezzo importante, ma tutto il circuito nazionale. La chiusura del Rolling Stone, la demolizione del Palasharp, le spropositate norme di limitazione dei decibel.
Mancano riferimenti per eventi musicali di ogni dimensione. Non entro nel merito delle motivazioni tecniche, che non conosco bene, ma dall´esterno sembra che sia in atto una sorta di coprifuoco che penalizza un pubblico sempre più frustrato. Ragazzi di Milano che vediamo spesso frequentare la nightlife torinese, in cerca di proposte di qualità, costi accessibili e orari dilatati. A Torino progettualità notturna e vitalità culturale (a costo sociale zero) non mancano. L´azienda dei trasporti Gtt ha messo a disposizione 13 linee notturne nei weekend per collegare chi viaggia fra i numerosi locali. Un mondo che tra la sera e le prime luci dell´alba impiega almeno ventimila persone; se consideriamo che nella Fiat Mirafiori i posti di lavoro sono circa cinquemila riusciamo a comprenderne il valore anche sotto altri aspetti.
Proprio la Gtt insieme a Traffic, il festival di cui sono condirettore, ha progettato un portale (www.nightbustermusic.it) pensato per chi a Milano e Genova vuole informazioni su eventi, servizi e trasporti per trascorrere a Torino weekend o nottate. Anche qui non sono solo rose e fiori. Gli amministratori devono mettere in conto gli aspetti controversi di una città aperta giorno e notte, e spesso la stampa "benpensante" e politici in cerca di consenso invocano limitazioni e serrate. Alcuni tra gli assessori più giovani si sono battuti per evitare chiusure, giri di vite sugli orari e sgomberi di spazi autogestiti. La stessa amministrazione comunale ha affrontato i problemi di sicurezza del multietnico San Salvario puntando sulla socialità notturna, con ampia concessione di licenze a locali che insieme alle associazioni interculturali hanno trasformato il quartiere «difficile» in un esempio di integrazione e di vita sociale. Il Fluido nel parco del Valentino - una delle tappe predilette dai clubber - ha bonificato dallo spaccio tutta l´area.
I Murazzi, negli anni ‘80 lungofiume dei pusher, sono ora presidiati dalla vitalità e dai suoni dei numerosi club. Hiroshima Mon Amour (Mirafiori) e Spazio 211 (Barriera di Milano) sono luci accese nella notte della periferia. Sono oltre cinquanta i locali in grado di proporre programmazioni di livello che svolgono contemporaneamente funzioni sociali, dando vita anche a campagne autofinanziate contro mafia e consumo di cocaina. Io spero che Milano, città dalle notevoli capacità organizzative, che mantiene club di prim´ordine come il Magnolia, o festival come il Miami, riesca a offrire nuovamente spazi alle esigenze giovanili. In attesa di stagioni migliori le porte torinesi restano aperte.
*Casacci è chitarrista, autore e produttore dei Subsonica