Rassegna Stampa / Articolo
I Subsonica accorciano la strada
Solo due puntate all’estero: a fine giugno a Berlino e il 15 agosto a Ibiza
PORDENONE «Strade che si lasciano guidare forte», recitava una
traccia del loro fortunato «Microchip emozionale»: e di strade i
Subsonica ne hanno percorse parecchie, macinando chilometri senza sosta stretti
nel loro furgone, a sudare tra mega-festival e centri sociali, locali e campi
da calcio, dandosi anima e corpo in giro per l'Italia e all'estero in una vita
spesa tra palchi e alberghi. In 7 anni dalla nascita del gruppo hanno superato
le 500 date, solo nell'ultimo «Amorematicotour» hanno ballato e cantato
sui loro pezzi dal vivo ben 430 mila spettatori e l'adrenalina di quei concerti è stata
condensata in un doppio cd live uscito da poco, «Controllo del livello
di rombo». Ora i Subsonica sono pronti a ripartire e domani approderanno
al Palasport di Pordenone.
Le date ufficiali sono 19, anche se, come spiega Max Casacci, chitarrista e «ideologo
del progetto Subsonica», ce ne sarà qualcuna in più: «Ma
la novità più grossa è che faremo un tour abbreviato, mentre
le altre volte partivamo per almeno un anno. Sentiamo la necessità di
fermarci con l'esigenza di scrivere musica, di imbastire qualcosa di nuovo».
Largo quindi agli spazi creativi, anche se ai Subsonica gli impegni non mancano
mai: Boosta ha appena pubblicato un libro e Samuel «imperversa» con
successo con i suoi Motel Connection. «Recentemente abbiamo suonato a Cannes
al Midem con Carmen Consoli e Tiromancino davanti a una platea internazionale,
e ciò ha fatto nascere interessanti contatti con Francia, Germania, Canada
e Giappone», quest'ultimo paese già visitato in tour. «Puntate
all'estero già stabilite sono una a fine giugno a Berlino e una il 15
agosto a Ibiza», aggiunge Max.
L'esportazione di un gruppo come il vostro è possibile? «A noi piacerebbe
continuare a cantare in italiano, anche se non escludiamo a priori di fare versioni
in inglese».
Ammirevole la politica di continuare a mantenere bassi i prezzi dei biglietti
dei concerti, una scelta che poteva agevolare la promozione ai tempi di «Istantanee» e
di «Cose che non ho», ma che i Subsonica hanno mantenuto anche nel
momento del consolidamento del successo, quando con «Microchip emozionale» sono
esplosi presso il grande pubblico. «Gli artisti hanno la possibilità di
decidere: è una scelta che facciamo per permettere a chiunque, anche a
chi può avere difficoltà, di assistere al nostro concerto».
Un altro aspetto interessante che li contraddistingue è l'interazione
con i fans nel loro sito internet. Leggendone qualche stralcio emerge un autentico
rapporto di familiarità che si è andato ad instaurare col tempo:
si ha l'impressione di conoscerli da un pezzo, si parla di tutto, come se fossero
dei vecchi amici. Dal loro «diario di bordo» emerge anche un'immagine
di musicisti curiosi dell'ambiente che li circonda, che vanno a sentire i concerti
dei colleghi, attenti alle sonorità emergenti da poter fondere con il
loro stile: «È un modo per tenere i piedi per terra - racconta Max,
- con una vita piena di gratificazioni come la nostra è facile andare
in corto circuito. Così questo è un vero confronto, che ci fa ricordare
quali erano le nostre aspettative e ci fa mantenere la lucidità. Nell'interagire
con chi ci viene a trovare - ci sono anche più di 2000 ingressi al giorno
- cogliamo anche l'occasione di segnalare certe realtà musicali un po'
in ombra».
Ma cosa piace ai Subsonica del panorama italiano? «Tra qualche tempo andremo
in uno studio delle Marche per collaborare con i Linea 77, mentre io ho appena
finito di remixare un pezzo di Cristina Donà. Apprezziamo anche Afterhours
e Marlene Kunz, band con sonorità più elettriche, più rock,
cui siamo legati da stima e amicizia. È in via di definizione la realizzazione,
per una rivista italiana, di un CD di cover eseguite da gruppi italiani: noi
e gli Afterhours rifaremo un brano di Lou Reed».
E tornando all'imminente tour? «Ci siamo preparati con un impianto potenziato
e un grande schermo». E, a fine esibizione, ci sarà anche una sorpresa
per continuare a ballare: «Terremo un evento parallelo cui si accederà con
il biglietto del concerto. I dj? Saranno scelti da noi o saremo noi stessi!».
Federica Gregori