Microchip Emozionale 1999
1 - Buncia Sonde
2 - Colpo di Pistola
3 - Aurora sogna
4 - Lasciati
5 - Tutti i miei sbagli
6 - Liberi tutti
7 - Strade
8 - Il mio d.j.
9 - Discolabirinto
10 - Il cielo su Torino
11 - Albe meccaniche
12 - Depre
13 - Perfezione
Movimento di storie ordinarie / città / cablaggi connessioni intercettazioni
/ sogni che si schiantano contro la chiusura di un cielo automatico / strutture
/ l'amore talvolta si muove incontrollato nelle intercapedini / notti / neurotrasmettitori
/ pulsazione modificazionestensione intrecci di corpi / danze / danze
Microchip emozionale è anche convivenza: strumenti che suonano e gusti di
una band che ascolta prevalentemente musica sequencerizzata. Realtà, passioni
e sintetiche variazioni minimali. Background di importazione ed un imprescindibile
patrimonio italiano ormai maturo per una lucida ed irriverente riscrittura.
IL DISCO
Buncia. Buncia.
Sonde. Esistono tecnologie e mezzi in grado di garantire
il controllo sulla vita di chiunque, dovunque. In un immaginario solo parzialmente
fantascientifico la rassegnazione allo stato di sorveglianza perenne trasfigura
la presenza di microfoni, obbiettivi, satelliti spia nella più confortante
immagine dell'angelo custode.
Colpo di pistola.
Non è necessario chiedersi a chi sia rivolto questo pezzo. La prevaricazione,
gli abusi quotidiani, l'arrivismo più arrogante contornano sufficientemente
le sagome dei bersagli di chiunque. Ad uso e consumo.
Aurora sogna.
Notturna figura femminile (?). Adolescente disadattata o semplicemente insoddisfatta
- postmoderna anoressica transgenica ragazzina che sogna tutta la diversità
possibile.
Lasciati.
Morbida ballata tecnologica di fine secolo (questo). E` una storia d'amore
che evapora insieme a parole inutili come un radar puntato quando chiude il
cielo.
Liberi tutti.
Nasce come sigla radiofonica e viene in seguito rimaneggiata a mo' di filastrocca
"situazionista". Un'esortazione a liberarsi da gabbie visibili ed invisibili,
che coinvolge in amicizia Daniele Silvestri.
Strade.
Apre una parentesi dance che si sviluppa nei due brani successivi. La disco
a spasso con arpeggiatori e disturbi elettronici in viaggio verso un finale
tutto di scuola italiana.
Discolabirinto.
Claustrofobico 7/4 da discoteca scritto con Morgan (Bluvertigo) alle prime
luci dell'alba, a conclusione di una nottata torinese trascorsa in pellegrinaggio
fra club e dance-hall. Discomusic, breakbeat e indie rock ipnoticamente miscelati.
Il mio d.j.
E' un'ulteriore collaborazione. Infrange provocatoriamente la barriera (unilaterale)
tra musica indipendente e dance. Claudio Coccoluto, celebre dj e manipolatore
di suoni, è contemporaneamente collaboratore e figura ispiratrice del brano.
Attenzione alla ghost track.
Il cielo su Torino.
E' una canzone d'amore sensuale e controversa, come del resto il rapporto
con una città che solo raramente regala il suo cielo.
Depre.
Sulla base più "dance hall" del disco viene sgranato un rosario psicofarmacologico.
Moderna formula magica che regala l'impressione di volare mentre si sprofonda.
Perfezione.
Architetture biologiche sonorizzate con incastri aritmetici in stile musica
contemporanea, abbinati a suoni da fantascienza d'annata ("A come Andromeda"?).